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L’America latina rischia di mancare la rivoluzione dell’idrogeno

Biden America Latina

All’America latina non mancano le risorse naturali per produrre idrogeno pulito: manca la governance, la stabilità normativa e la capacità di attirare investimenti

L’America latina non ha beneficiato delle due principali “innovazioni energetiche” del XXI secolo, hanno scritto ieri Pablo Zárate e María Isabel Ángel Vallejo di FTI Consulting sul giornale cileno Diario Financiero.

COM’È ANDATA CON SHALE E RINNOVABILI

Con l’unica eccezione di Vaca Muerta, l’importante giacimento di petrolio e gas non convenzionali in Argentina, la “rivoluzione dello shale” che ha trasformato i non lontani Stati Uniti in una potenza energetica non ha praticamente toccato la regione.

Per quanto riguarda invece l’eolico e il solare la situazione è migliore, ma l’America latina è comunque indietro rispetto ad altre parti del mondo. Nel 2019, infatti, le fonti rinnovabili (eolico, solare, geotermico) hanno generato il 20,5 per cento dell’energia in America latina è stata generata da fonti rinnovabili come l’eolico, il solare e il geotermico; in Europa la quota è stata quasi del 54 per cento.

L’INTERESSE PER L’IDROGENO

“Con l’idrogeno”, scrivono Zárate e Ángel Vallejo, “l’America latina sembra seguire la stessa strada che l’ha condannata ad essere spettatrice (e consumatrice) dell’ondata d’innovazione dello shale e delle energie rinnovabili”.

Di idrogeno – in particolare di quello “blu” e, soprattutto, “verde” – si sta parlando moltissimo, a livello globale: è infatti una fonte di energia pulita che può essere stoccata con facilità, al contrario dell’energia elettrica generata dal solare e dall’eolico (salvo progressi nelle tecnologie delle batterie). L’idrogeno potrebbe essere utilizzato per il riscaldamento degli edifici, oppure come carburante per i veicoli più grandi e per le navi; o, ancora, come “compagno” delle rinnovabili, per compensare la loro intermittenza. Alcune stime dicono che, entro il 2050, l’idrogeno potrebbe soddisfare circa il 20 per cento del fabbisogno energetico mondiale.

COSA MANCA ALL’AMERICA LATINA

All’America latina non mancherebbero le risorse naturali per produrre idrogeno pulito, sostengono Zárate e Ángel Vallejo. Quello che manca alla regione è altro: un meccanismo di governance comune per investire collettivamente nelle innovazioni tecnologiche sostenibili, come nell’Unione europea. Oppure la reputazione di stabilità per quanto riguarda il quadro normativo, come negli Stati Uniti. O, ancora, un ecosistema favorevole agli investimenti, come in Australia.

L’ECCEZIONE DEL CILE

L’unico paese latinoamericano che sembra costituire un’eccezione è il Cile, che sta sviluppando una strategia nazionale sull’idrogeno assieme ad attori pubblici e privati. L’ambizione è di diventare un paese produttore ed esportatore di idrogeno.

La strategia del governo cileno sembra aver portato a qualcosa: il mese scorso è stata annunciata la costruzione, nella parte della Patagonia che appartiene al Cile, di un primo impianto per la produzione di idrogeno “verde”, a partire dalle fonti rinnovabili.

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Marco Dell'Aguzzo

Giornalista, si occupa di esteri, energia e geopolitica, con un’attenzione particolare per il Messico e il Canada.

Scrive su “Energia Oltre”, oltre a collaborare con “IL – Il maschile del Sole 24 ORE”, “Aspenia online”, “Start Magazine” ed “eastwest”. A volte è ospite a Radio3 Mondo (Rai Radio 3).

Su Twitter è @marcodellaguzzo.

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