Scenari

Transizione energetica, perché in America latina non ci saranno alternative a gas e petrolio

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L’America latina possiede tuttavia un grande potenziale inespresso per il gas naturale, cruciale nella transizione energetica

In un’intervista al quotidiano spagnolo El País, Francisco J. Monaldi – direttore del Programma latinoamericano sull’energia al Baker Institute dell’Università Rice, consulente ed esperto di tematiche energetiche – ha spiegato che nei prossimi trent’anni in America latina non ci saranno alternative al petrolio e al gas naturale.

Monaldi sostiene che rinunciare allo sviluppo degli idrocarburi renderebbe gli stati della regione molto più poveri e quindi incapaci di allocare risorse alle politiche sociali. L’impatto sulle fasce meno abbienti della popolazione sarebbe “tremendo”.

Secondo l’esperto venezuelano, è uno scenario realistico soprattutto per il Venezuela, l’Ecuador, il Messico e la Colombia.

IL POTENZIALE LATINOAMERICANO

L’America latina ha tuttavia un grande potenziale inespresso per quanto riguarda il gas naturale. Ad eccezione del Brasile, il resto della regione – in primis Argentina, Colombia, Messico, Perù e Venezuela – non ha saputo sfruttare adeguatamente le ingenti riserve di cui dispone.

Monaldi porta l’esempio concreto della frontiera tra Stati Uniti e Messico. La geologia del territorio è la stessa, eppure dal lato americano del confine sono stati perforati molti più pozzi: il Messico, ne consegue, non sta sviluppando il suo potenziale.

Se è vero che il gas naturale non garantirà ai governi latinoamericani gli stessi profitti generati in passato dal petrolio, è altrettanto vero che il gas riveste un ruolo centrale nella transizione energetica. “Tutta la produzione di elettricità che non può essere rinnovabile dovrebbe essere a gas”, dice Monaldi.

I TEMPI DELLA TRANSIZIONE

Il cambiamento climatico e l’energia sono i grandi temi del momento, e si ripete spesso che la pandemia da coronavirus fungerà da acceleratore alla transizione energetica verso le fonti rinnovabili.

Monaldi però si mostra più prudente. Dice che c’è un’altissima probabilità che si realizzi una transizione verso i combustibili non fossili, ma che ci sono molte meno certezze sulle tempistiche e sul grado di questo processo.

“Se ho imparato qualcosa”, racconta Monaldi al País, “è che le previsioni di più di un decennio fa o due sulla questione energetica si sono rivelate sbagliate”. “È difficilissimo sapere cosa succederà tra più di due decenni”.