Scenari

Anche il solare e l’eolico soffrono del contagio del coronavirus

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A worker mounts a solar panel module during construction of a Silicon Ranch Corp. solar generating facility in Milligan, Tennessee, U.S., on Thursday, May 24, 2018. Large oil companies in Europe are continuing to diversify their holdings and increase clean-energy investments. Royal Dutch Shell Plc agreed in January to buy a 44 percent stake in Silicon Ranch Corp., the Nashville-based owner and operator of U.S. solar plants. Photographer: Daniel Acker/Bloomberg

Anche le tecnologie e i settori ‘green’ in rapida crescita stanno soffrendo a causa del coronavirus per via dell’interruzione dell’attività industriale in Cina

Mentre analisti e agenzie internazionali stanno valutando le conseguenze dello scoppio del coronavirus sulla domanda globale di petrolio, il danno all’industria energetica si sta estendendo ben oltre il petrolio. Anche le tecnologie e i settori ‘green’ in rapida crescita stanno soffrendo a causa dell’epidemia per via dell’interruzione dell’attività industriale in Cina che produce componenti cruciali per l’industria solare, eolica e delle batterie.

Proprio come la crisi della domanda petrolifera della Cina ha un impatto sul mercato globale, il rallentamento cinese nella produzione di componenti per ‘rinnovabili’ ha un effetto su tutta la catena di approvvigionamento globale delle principali industrie energetiche rinnovabili.

La situazione attuale evidenzia la crescente importanza della Cina nei mercati globali dell’energia negli ultimi due decenni dall’esplosione della SARS: dal petrolio allo stoccaggio delle batterie, tutti i settori energetici soffrono quando la produzione cinese e la domanda vengono colpiti.

L’IMPATTO SUL SOLARE

Nell’industria solare, gli stop alla produzione in Cina hanno ritardato le esportazioni di pannelli solari e altri componenti, interrompendo la catena di approvvigionamento e incidendo sui progetti solari in Asia e Australia. Secondo i primi calcoli all’India questo stop costerebbe 2,24 miliardi di dollari visto che si affida alla Cina per l’80% dei moduli solari che utilizza, almeno stando ai dati di CRISIL Ratings, una società S&P Global. Che ha calcolato in 3 gigawatt i progetti solari in tutta l’India che rischiano di incorrere in tempi più lunghi e sovraccarichi di costi.

“Se l’interruzione della produzione nella Cina continentale dovesse durare più di un mese, le fabbriche nel sud-est asiatico e gli Stati Uniti inizieranno a riscontrare carenze di approvvigionamento che ridurranno la loro produzione”, ha ammesso Xiaojing Sun, analista senior di Wood Mackenzie secondo quanto riportato da Renews.

L’IMPATTO SULL’EOLICO

Il coronavirus non ha risparmiato nemmeno l’industria eolica. Le interruzioni della produzione legate alle epidemie ridurranno le installazioni eoliche cinesi tra il 10 e il 50 per cento quest’anno, a seconda di quanto tempo ci vorrà per contenere l’epidemia e far tornare la produzione alla normalità, ha affermato WoodMac (le previsioni pre-virus avevano stimato una capacità di 28 GW installazioni).

Al di fuori della Cina, secondo WoodMac, il mercato con la maggiore esposizione, e quindi il rischio più elevato, sono gli Stati Uniti. L’industria eolica statunitense si rifornisce di componenti dalla Cina e ha fretta di installare eolico entro la fine del 2020 per mantenere i sussidi federali: “6 GW di impianti nel 2020 sono stati identificati come a rischio prima dell’epidemia, e hanno richiesto esenzioni per mantenere l’accesso al valore del 100% del credito d’imposta sulla produzione . È probabile che questo numero cresca ”, ha dichiarato WoodMac, come riportato da Recharge.

LE BATTERIE

Ultimo ma non meno importante, l’epidemia di coronavirus sta frenando anche la produzione di celle a batteria in Cina.

WoodMac prevede che la produzione batteria cinesi si ridurrà del 10 per cento, ovvero 26 GWh, quest’anno, e ulteriori ritardi e interruzioni della produzione sono possibili se i rallentamenti della fabbrica e le restrizioni di viaggio rimarrano in vigore più a lungo. I 26 GWh previsti di produzione persa rappresentano il 7% della capacità di produzione globale del mondo, secondo WoodMac.

La minore produzione cinese di batterie non avrà un impatto solo sui mercati globali dei veicoli elettrici (EV) e di stoccaggio dell’energia, ma potrebbe anche mettere in discussione “la narrativa convenzionale secondo cui i veicoli elettrici e i progetti di immagazzinamento in rete beneficeranno del costante calo dei prezzi delle batterie”, ha riferito la scorsa settimana Greentech Media, un’azienda di Wood Mackenzie Business.