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Aramco, ecco quanto Abu Dhabi è pronta a investire

Aramco

Scarso successo per l’Ipo di Aramco tra i fondi stranieri. Oltre ad Abu Dhabi potrebbero investire i cinesi ma non i russi, i norvegesi e i malesi

Abu Dhabi potrebbe investire fino a 1,5 miliardi di dollari nell’offerta pubblica iniziale della saudita Aramco. A dare conto dell’indiscrezione è Bloomberg.

CI SI AFFIDA AI VICINI

Secondo Bloomberg, l’Arabia Saudita ha deciso ora di affidarsi ai “vicini” per portare a casa il successo della più grande quotazione al mondo, dopo aver dovuto registrare uno scarso interesse degli investitori stranieri verso l’Ipo della compagnia petrolifera.

QUESTA SETTIMANA IL RENDEZ VOUZ

Gli Emirati Arabi Uniti, ricostruisce il quotidiano, si prepara ad investire in Arabia Saudita attraverso una o più entità controllate dallo Stato. I funzionari di Abu Dhabi e Aramco si riuniscono questa settimana per trovare un potenziale accordo sull’investimento.

A DICEMBRE LA QUOTAZIONE SUL TADAWUL

L’Arabia Saudita offrirà fino allo 0,5% in Aramco agli investitori al dettaglio, mentre in totale il Regno prevede di quotare l’1,5% dell’azienda presso la borsa saudita, il Tadawul, già all’inizio di dicembre.

I DUE BOCCONI AMARI DI ARAMCO

I sauditi, tuttavia, hanno dovuto inghiottire dei bocconi amari nel processo di quotazione in Borsa. In primo luogo, la valutazione di Aramco sembra essere inferiore di circa 300 miliardi di dollari rispetto alla valutazione iniziale di 2 trilioni di dollari. La settimana scorsa, Aramco ha fissato una fascia di prezzo indicativa di 30-32 riyals sauditi, (8-8,52 dollari) per la sua Ipo che darebbe all’azienda un valore totale di circa 1,7 trilioni di dollari. In secondo luogo, i gestori di fondi stranieri non si sono precipitati a investire nel gigante petrolifero saudita, anche se si tratta della compagnia petrolifera più redditizia del mondo.

CINA INTERESSATA, RUSSI, NORVEGESI E MALESI MENO

Anche la Cina potrebbe investire nell’Ipo di Aramco, rafforzando potenzialmente i legami tra l’Arabia Saudita, primo esportatore mondiale di petrolio, e la Cina, primo importatore mondiale di petrolio. La Russia, invece, non ha in programma un grande investimento. Il fondo sovrano russo non si è sbilanciato malgrado alcuni fondi russi ritengano che il gigante petrolifero saudita sia un investimento interessante, ha detto il ceo del fondo Kirill Dmitriev il mese scorso. Stesso discorso per il fondo sovrano norvegese che non ha intenzione di versare denaro in Aramco e per la compagnia statale malese Petronas.