Trasmessa al Parlamento la relazione sulle attività di fine 2025: Stefano Besseghini lascia il testimone a Nicola Dell’Acqua dopo tre mesi di gestione limitata.
L’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera) ha ufficialmente depositato al Parlamento il resoconto dei suoi tre mesi di “gestione controllata”. Tra il 4 ottobre e il 30 dicembre 2025, l’ente ha varato complessivamente 155 provvedimenti per impedire che il vuoto di potere al vertice si trasformasse in un blocco per i settori strategici dell’energia, del gas e dell’idrico. La relazione, firmata dal Presidente uscente Stefano Besseghini il 30 dicembre 2025, è stata notificata alla Camera dei Deputati lo scorso 7 gennaio 2026. Si tratta di un passaggio d’obbligo previsto dal decreto-legge 145/2025.
IL PERIMETRO GIURIDICO E LE REGOLE DELLA GESTIONE STRAORDINARIA
In una prima fase, l’Autorità ha operato seguendo il regime di “prorogatio” ordinaria di sessanta giorni, per poi passare sotto la disciplina del decreto-legge 3 ottobre 2025, n. 145. Questa norma ha stabilito un confine netto: i vertici potevano agire solo per atti di ordinaria amministrazione o casi di indifferibilità e urgenza, con un termine ultimo fissato al 31 dicembre 2025. Per evitare contestazioni legali, Arera ha introdotto un protocollo interno di valutazione preventiva per ogni delibera, verificando che ogni decisione fosse “vincolata” da leggi precedenti o dettata dalla necessità assoluta di evitare danni al sistema energetico nazionale.
REGOLAZIONE TECNICA: TARIFFE E IMPIANTI ESSENZIALI SOTTO CONTROLLO
Il cuore dell’attività ha riguardato la stabilità del quadro normativo. Il Collegio ha adottato determinazioni fondamentali sui parametri tecnico-economici per gli impianti di generazione essenziali, citando esplicitamente i casi di Sarlux, Biopower Sardegna e il sito di San Filippo del Mela. Sul fronte delle bollette, sono stati approvati gli aggiornamenti per le tariffe di distribuzione e misura del gas per il 2026 e le condizioni economiche per l’energia elettrica in regime di maggior tutela per il primo trimestre dell’anno. L’Autorità è intervenuta anche su dossier complessi come il recupero degli oneri non versati da Ilva S.p.A. in amministrazione straordinaria e la definizione del “Conto Termico 3.0” per incentivare l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili di piccole dimensioni.
ENFORCEMENT E VIGILANZA: SANZIONI E COLLABORAZIONE CON LA GUARDIA DI FINANZA
Nonostante il regime di poteri limitati, Arera non ha allentato la pressione sulla correttezza dei mercati. Il Collegio ha esercitato pienamente i poteri di monitoraggio e vigilanza, irrogando sanzioni amministrative e chiudendo procedimenti grazie all’approvazione di proposte di impegni presentate da colossi del settore come Enel Produzione ed Enel Energia. Un pilastro di questa fase è stata la collaborazione con il Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza, che ha permesso di approvare verifiche ispettive e sopralluoghi mirati. I controlli si sono concentrati sugli obblighi informativi degli operatori, sulla qualità commerciale della vendita al dettaglio e sulla corretta applicazione dei bonus sociali per l’elettricità e il gas, strumenti vitali per la protezione dei consumatori vulnerabili.
FUNZIONAMENTO INTERNO E TRASPARENZA VERSO I SUCCESSORI
Sul piano organizzativo, Arera ha varato gli atti indispensabili per non paralizzare la macchina amministrativa dell’ente. È stato approvato il bilancio di previsione per il 2026 e aggiornato il programma triennale per l’acquisto di beni e servizi fino al 2027. Il Collegio uscente ha inoltre ratificato accordi sindacali e fissato il contributo di funzionamento dovuto dalle aziende regolate per l’anno 2025. Per facilitare il passaggio di consegne, è stato redatto un documento di rendicontazione finale che analizza i risultati ottenuti rispetto agli obiettivi strategici fissati per il quadriennio 2022-2025, evidenziando le sfide ancora aperte e fornendo una base tecnica solida per chi prenderà la guida del Regolatore.
I LIMITI ALL’AZIONE E IL PASSAGGIO AL NUOVO COLLEGIO DELL’ACQUA
Nella relazione viene chiarito che il regime di proroga ha imposto anche dei silenzi strategici. L’Autorità ha scelto di non avviare nuove selezioni pubbliche per il personale e di non adottare riforme strutturali di lungo periodo, considerate eccedenti l’ordinaria amministrazione dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato. È stato inoltre deciso di sospendere l’invio di segnalazioni spontanee a Governo e Parlamento, per non condizionare le scelte politiche future con un Collegio non più nel pieno dei suoi poteri. Dal 1° gennaio 2026 è entrato in funzione il nuovo Collegio guidato da Nicola Dell’Acqua e a stretto gito dovrebbe tenersi la prima riunione del nuovo board.

