La fine delle tutele graduali si avvicina e l’Autorità prepara nuove regole per individuare le offerte più convenienti. Ma attenzione: il prezzo al kWh più basso non è sempre quello che fa risparmiare davvero sulle bollette
Arera ha inserito un nuovo tassello nel puzzle delle bollette. Infatti, con la Determinazione DSME 6/2026 l’Autorità ha fissato le regole per il monitoraggio delle offerte di mercato libero più favorevoli in vista della fine del servizio a tutele graduali (STG). Ecco cosa sta succedendo dietro le quinte del mercato energetico.
BOLLETTE, ARERA PUBBLICA LE REGOLE DEL GIOCO SULL’OFFERTA PIU’ FAVOREVOLE
Arera ha pubblicato le regole del gioco che dovranno seguire i colossi dell’energia al termine del STG. L’obiettivo è monitorare le offerte che i fornitori proporranno agli utenti rimasti nel servizio a tutele graduali quando il servizio arriverà al suo capolinea naturale, il 31 marzo 2027. Il STG è stato il “paracadute” per chi non aveva scelto autonomamente un’offerta sul mercato libero. Entro dicembre 2026 le compagnie dovranno comunicare all’utente l’offerta individuata, la scheda sintetica e le istruzioni per eventuale cambio fornitore.
Dal 1° aprile, il servizio attuale cesserà di esistere per i clienti domestici non vulnerabili (STGnv), microimprese in bassa tensione (STGmicroimprese) e piccole imprese in bassa tensione (STGpmi). Cosa succederà a chi, a quella data, non avrà fatto un passo verso il mercato libero? Gli esercenti STG dovranno traghettarli automaticamente verso la loro “offerta di mercato libero più favorevole”. E per evitare che “più favorevole” diventi un concetto troppo elastico, ARERA ha deciso di pretendere simulazioni matematiche stringenti prima di dare il via libera.
COS’E’ DAVVERO L’OFFERTA PIU’ FAVOREVOLE
Cos’è “l’offerta più favorevole”? Non è semplicemente quella col prezzo al kWh più basso. Infatti, ARERA impone ai fornitori di calcolare la spesa annua stimata complessiva (in euro) sui criteri del Portale Offerte. Nel pentolone del calcolo finiscono corrispettivi fissi annuali (€/POD/anno), costo della materia prima (€/kWh) e relative indicizzazioni; oneri di dispacciamento, capacità e potenza (€/kW); sconti applicabili e distribuzione dei consumi nelle fasce orarie (F1, F2, F3).
Un’offerta con un costo al kilowattora apparentemente stracciato potrebbe rivelarsi un salasso a causa di quote fisse stellari. Per essere valida ai fini del passaggio STG, la proposta deve soddisfare requisiti rigidi: condizioni bloccate o garantite per almeno 12 mesi, nessun servizio aggiuntivo a pagamento inserito di nascosto, zero penali di recesso e mantenimento della modalità di fatturazione scelta in precedenza dal cliente.
I REFUSI
Dall’analisi a raggi X dei file ufficiali emerge, però, anche qualche incidente di percorso tecnico. Infatti, la determinazione incrocia richiami normativi alla deliberazione 262/2026/R/eel e citazioni della 262/2026/R/com, atto inesistente. Inoltre, nel foglio del documento Excel che contiene le istruzioni operative, la deliberazione intraprende un viaggio indietro nel tempo, diventando 262/2025/R/eel.
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