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Ascopiave, patto tra Asm e i sindaci leghisti

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Per l’assemblea di domani le liste presentate sono due, cioè quella di maggioranza presentata da Asco Holding e una seconda sempre a guida Asm Rovigo

“A soli due giorni dall’assemblea dei soci, nelle complicate che caratterizzano il sistema Ascopiave spunta un ‘nuovo’ patto di sindacato guidato dalla Asm di Rovigo, l’azienda speciale del Comune di Rovigo e socia al 4,4% della quotata trevigiana, e sottoscritto, il 26 maggio, da dieci sindaci di Comuni (Maser, Caerano, Cavaso, Possagno, Pieve del Grappa, Vittorio Veneto, Cison, Carbonera, Istrana e Meolo) per lo più passati alla Lega nelle ultime elezioni amministrative, che aggiungono un ulteriore 4,5%”. È quanto riferisce il Corriere del Veneto aggiungendo che “complessivamente il capitale rappresentato è poco meno del 9%, ampiamente sufficiente a garantire l’elezione, oltre che nel collegio sindacale, nel consiglio di amministrazione di un nome di minoranza al posto di quello proposto dall’altro patto, quello degli otto sindaci ‘dissidenti’, portatore di una fitta serie di contestazioni rispetto al governo di Ascopiave”.

L’INTESA

“L’ufficializzazione dell’accordo fra gli undici soci è avvenuta ieri con la pubblicazione dell’intesa sul sito della società. (…) Perché, è uno degli interrogativi, nella lista di minoranza proposta il primo nome è quello di un avvocato trevigiano, Christian Novello, associato all’area leghista, peraltro dipendente della società regionale Veneto Acque, e quindi potenzialmente in conflitto d’interessi rispetto alle possibili attività di Ascopiave nel ciclo idrico, e Gaffeo è al secondo posto? – prosegue il quotidiano -. Tutto questo considerando poi un ulteriore aspetto foriero di attriti legali questa volta connesso al collegio dei revisori dei conti”.

LE LISTE

“Per l’assemblea di domani le liste presentate sono due, cioè quella di maggioranza presentata da Asco Holding e una seconda sempre a guida Asm Rovigo e che candida Giovanni Salvaggio. Il quale, se eletto, per statuto otterrà anche la presidenza del collegio. La lista «mancante» è quella dei dissidenti, giunta via Pec meno di due minuti dopo la scadenza del termine ultimo, a mezzogiorno del 6 aprile”, conclude il quotidiano.