Scenari

Auto, ecco chi rischia multe salate con la stretta Ue

Auto elettriche

Se le nuove regole auto fossero state in vigore nel 2018, le case automobilistiche avrebbero dovuto più di 33 miliardi di euro in multe

Dal 1 gennaio è partita la rivoluzione per le quattro ruote con l’entrata in vigore delle tanto attese norme sulle emissioni dei veicoli per tutti i paesi Ue.

COSA DICE LA NUOVA NORMATIVA

In virtù delle nuove norme i costruttori di auto dovranno vendere molti più veicoli ibridi ed elettrici o – in alternativa – pagare costose multe, in una situazione simile a quella che si è verificata Cina. In sostanza le case automobilistiche con una linea di prodotti con poche offerte di veicoli elettrici, come Fca ad esempio, dovranno vendere molte auto e camion convenzionali e utilizzare i profitti per pagare le multe. Gli analisti del settore si aspettano comunque che le vendite di veicoli ibridi plug-in, di veicoli elettrici a batteria e di veicoli ibridi aumentino nel prossimo futuro. Già a partire dai prossimi mesi quasi ogni casa costruttrice lancerà un proprio modello elettrificato.

NEL 2030 LIMITI ANCORA PIU’ STRINGENTI

L’Ue ha anche approvato obiettivi di emissioni di Co2 per il 2030 inferiori del 37,5% rispetto al limite di 95 grammi per km del parco veicoli del 2020-21. L’industria automobilistica aveva fatto pressioni affinché si potessero avere obiettivi di riduzione più ragionevoli – intorno al 20% – sostenendo di avere bisogno di più tempo per prepararsi e per evitare di subire enormi colpi finanziari. I costruttori di automobili e i loro partner fornitori hanno sostenuto infatti che l’avvio di un tale processo nel periodo 2020-21 e fino al 2030 causerà un passaggio molto costoso ai veicoli elettrificati nella gamma di veicoli nuovi venduti.

GLI OBBLIGHI

La rivoluzione green era già cominciata il primo settembre 2019 con l’obbligo tassativo, per ogni nuova autovettura, di corrispondere ai criteri Euro 6d-Temp. Il suffisso “Temp” rappresentava il periodo di interregno tra il vecchio ciclo di omologazione Nedc e il più fedele Wltp. Il primo capitolo di questa rivoluzione si è completato con il 1 gennaio 2020 con l’obbligo di ottemperare alla normativa Euro 6d Standard per i nuovi modelli e dal 2021 per le auto di prima immatricolazione. La nuova normativa sulle emissioni dimezzerà la tolleranza tra i valori ottenuti al banco e quelli ottenuti in condizioni reali. Con Euro 6d-Temp questa tolleranza era del 110%, mentre con Euro 6d Standard scenderà al 50%.

Più precisamente i limiti sugli ossidi di Azoto NOx dovranno scendere dai 126/168 mg/km (rispettivamente per benzina e diesel) dell’Euro 6-Temp, ai a 90 mg/km per i motori benzina e 120 mg/km per i diesel previsti nella normativa Euro 6d Standard. Quanto alla CO2, da gennaio ogni gruppo automobilistico dovrà avere una media di emissioni, come detto, pari a 95 g/km di CO2, ma il 5% dei veicoli più inquinanti non sarà conteggiato per il primo anno. Le case automobilistiche che non saranno in grado di rientrare nella media dei 95 g/km, verranno sanzionate.

LA PROSSIMA TAPPA SONO I CAMION

I produttori di autocarri commerciali saranno i prossimi. In Europa, i camion pesanti dovranno emettere il 30% in meno di gas serra entro il 2030. Le norme imposte dai regolatori Ue dicono che circa il 20% dell’anidride carbonica e dei gas a effetto serra in Europa proviene da veicoli leggeri, e i camion pesanti aggiungono una quota di emissioni ancora maggiore.

SI TEME PER I PROFITTI

Gli azionisti temono che i profitti delle case automobilistiche ne risentiranno in quanto questi veicoli elettrificati non possono essere venduti a prezzi più alti rispetto ai modelli convenzionali a benzina e diesel. Per loro, significa che non saranno redditizi fino a quando i costi delle batterie non scenderanno. Ciò senza dimenticare le altre spese come l’installazione di stazioni di ricarica e il passaggio alla manutenzione di questi veicoli che la stragrande maggioranza dei consumatori e delle flotte non ha mai sperimentato.

QUANTO COSTANO LE MULTE

Il superamento del limite di 95 grammi di anidride carbonica per ogni chilometro comporta una multa di 95 euro per ogni grammo per chilometro oltre il limite, moltiplicato per il numero totale di auto vendute dal costruttore. Ad esempio, se le nuove regole fossero state in vigore nel 2018, le case automobilistiche avrebbero dovuto più di 33 miliardi di euro. Ogni auto venduta che emette meno di 50 grammi di anidride carbonica per chilometro riceve, invece, un doppio credito nello schema di regolamentazione.

PER GLI ANALISTI LE CASE DOVRANNO VENDERE ANCORA MOLTE AUTO CONVENZIONALI PER PAGARE LE MULTE

Ma questo non accadrà per alcune aziende, che dovranno inserire il costo nei loro piani aziendali per i prossimi anni. Felipe Muñoz della società di consulenza automobilistica Jato Dynamics dice che alcune case automobilistiche dovranno ancora vendere molti veicoli convenzionali alimentati a gas e diesel e utilizzare i profitti per pagare le multe. Hanno davvero poca scelta in base alle nuove e severe regole. “È molto difficile per le case automobilistiche cambiare le infrastrutture di produzione in un periodo di tempo così breve”, ha detto Muñoz.

Le case automobilistiche stanno rimandando l’aumento dei volumi di veicoli ibridi ed elettrici fino a quando non saranno costrette a farlo, ha aggiunto Julia Poliscanova, direttore veicoli green della Federazione Europea per i Trasporti e l’Ambiente. “Quello che stanno pensando è di produrre più o meno quello di cui hanno bisogno per raggiungere i loro obiettivi di CO2”, ha detto Poliscanova.

E GLI USA?

Gli Stati Uniti dovranno aspettare per vedere in che modo l’amministrazione Trump deciderà sui veicoli leggeri e successivamente sui veicoli medi e pesanti – anche se certamente sarà a uno standard meno rigoroso rispetto a quello europeo. Il 28 agosto 2018, l’Agenzia per la protezione dell’ambiente degli Stati Uniti e la National Highway Traffic Safety Administration ha proposto la Safer Affordable Fuel-Efficient Vehicles Rule (SAFE). La normativa congelerebbe gli standard di anidride carbonica e di risparmio di carburante dei veicoli a motore ai livelli dell’anno modello 2020 – e annullerebbe il potere della California di regolamentare le emissioni dei veicoli venduti nello Stato.