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Auto: vendite elettriche potrebbero contrarsi del 43%. L’analisi WoodMac

Auto Elettrica Germania

L’economia dell’Eurozona potrebbe contrarsi di oltre il 10% nella prima metà dell’anno, ha suggerito un sondaggio condotto tra gli economisti da Bloomberg. Le case automobilistiche hanno già speso miliardi per i loro programmi sulle auto elettriche per demordere

Ormai dovrebbe essere chiaro: la ricaduta della pandemia di coronavirus sta uccidendo sia l’industria dell’energia sia quella dei trasporti, e ora anche il futuro dei veicoli elettrici sembra un po’ più cupo rispetto agli ambiziosi piani pre-Covid-19. Le vendite di veicoli elettrici, che nel 2019 hanno superato 2,2 milioni, potrebbero precipitare del 43% quest’anno, secondo quanto dichiarato in un recente rapporto di Wood Mackenzie.

I MOTIVI DEL CALO

Il motivo? I viaggi vietati in risposta al coronavirus e l’incombente recessione, che ha smorzato l’appetito delle persone per i nuovi acquisti, in particolare quelli costosi come una nuova auto. La situazione economica, hanno anche osservato gli analisti di Wood Mac, probabilmente aumenterà l’avversione delle persone verso l’adozione di nuove tecnologie.

I NUMERI

L’effetto dell’epidemia sul più grande mercato mondiale dei veicoli elettrici, la Cina, è già visibile. Le vendite di auto elettriche sono diminuite del 54% la fine di gennaio, quando l’epidemia è decollata nel paese. I dati sulle vendite di febbraio, secondo Wood Mac, dovrebbero essere ancora peggiori, con un calo del 90%. Le vendite di veicoli elettrici in Europa hanno registrato invece una notevole ripresa, in aumento del 121% a gennaio.

ORA TOCCA ALL’EUROPA

Ora, tre mesi dopo, mentre la Cina sta lentamente risalendo la china della sua economia nonostante una seconda ondata di infezioni alla porta, l’Europa, il secondo mercato più grande per le auto elettriche, è alle prese con il coronavirus e le prospettive per le economie del continente non sono per nulla buone.

Divieti di viaggio, blocchi nazionali, decine di migliaia di vittime, interruzioni nelle catene di approvvigionamento e divisioni politiche interne stanno scuotendo l’Europa. Di conseguenza, l’economia dell’Eurozona potrebbe contrarsi di oltre il 10% nella prima metà dell’anno, ha suggerito un sondaggio condotto tra gli economisti da Bloomberg. Solo nel secondo trimestre, l’area dell’euro dovrebbe crollare dell’8,3%.

NORVEGIA E REGNO UNITO I MERCATI PIU’ FORTI PER LE AUTO ELETTRICHE

Anche l’economia norvegese, normalmente forte e al di fuori della zona euro, è destinata a contrarsi quest’anno a causa della pandemia. E la Norvegia è il mercato dei veicoli elettrici più forte d’Europa, quindi una brutta notizia per l’industria.

In cattive notizie anche il Regno Unito, un altro grande mercato dei veicoli elettrici, potrebbe vedere il suo Pil contrarsi di ben il 35% a causa della pandemia. L’economia tedesca dovrebbe registrare una contrazione del 9,8% nel solo secondo trimestre dell’anno e l’elenco si sta ampliando.

Nel frattempo, le case automobilistiche hanno chiuso le fabbriche e i governi europei stanno promettendo di non far fallire nessuna impresa a causa della crisi. Negli Stati Uniti, GM sta producendo maschere per affrontare la carenza. In Italia la Ferrari sta producendo ventilatori polmonari.

PER ORA NESSUN CAMBIO DEI PIANI SULLE EMISSIONI

Eppure c’è un risvolto positivo: “I produttori di automobili non hanno cambiato i loro obiettivi in termini di emissioni di carbonio e non ci aspettiamo che i governi differiscano o annullino le politiche pensate per eliminare gradualmente i veicoli con motore a combustione interna”, hanno riferito Ram Chandrasekaran di Wood Mac e Gavin Montgomery nel loro rapporto. “E mentre è allettante pensare che il crollo del prezzo del petrolio sia una cattiva notizia per l’adozione di veicoli elettrici, in realtà il prezzo di acquisto, l’infrastruttura di ricarica e i modelli disponibili hanno attualmente un impatto molto maggiore sulle vendite”.

La situazione su prezzi, colonnine di ricarica e varietà di modelli è ottima. E se la Cina ha cominciato a vedere un calo delle vendite di veicoli elettrici già dall’anno scorso, molto prima che il virus arrivasse è per via della riduzione dei sussidi. L’Europa – si domanda WoodMac – potrebbe continuare a sovvenzionare i veicoli elettrici, aumentando persino gli incentivi per renderli più accessibili per una popolazione colpita dalla recessione? Potrebbero gli Stati Uniti?

TROPPI INVESTIMENTI PER INVERTIRE LA ROTTA

“Le case automobilistiche hanno già speso miliardi per i loro programmi riguardanti veicoli elettrici e si stavano preparando per i lanci di nuovi modelli. Ora, questi potrebbero benissimo fallire, specialmente se la crisi si protrarrà oltre la fine della prima metà dell’anno. Tuttavia, a lungo termine, i veicoli elettrici sopravviveranno senza dubbio. Ci vorrà solo un po’ più di tempo per sostituire i motori a combustione interna”, ha commentato Irina Slav su Oilprice.

L’IMPATTO REALE DELLA PANDEMIA È ANCORA TUTTO DA VEDERE

“Il pieno impatto della pandemia resta da vedere – hanno scritto gli analisti di Wood Mac -. In effetti, dobbiamo ancora vedere esattamente quanto la pandemia abbia danneggiato le economie del mondo e possiamo solo sperare che non sia abbastanza grave da ritardare il passaggio dai combustibili fossili all’elettricità di anni”.

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