La protesta degli autotrasportatori blocca le merci nel Sud, tra caro gasolio e timori per i rincari legati all’Ets2. Oggi il confronto con Salvini per sbloccare i fondi e contenere i costi
La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti sta mettendo sotto pressione la distribuzione delle merci nel Sud Italia, con ripercussioni sui supermercati, sulle industrie alimentari e sulle attività manifatturiere. I presidi e i blocchi interessano diversi snodi stradali e portuali, dalla Campania alla Puglia, dalla Calabria alla Sicilia, mentre il settore attende risposte dal governo.
A preoccupare è soprattutto il trasporto dei prodotti deperibili. Assolatte segnala che ogni giorno devono essere raccolti e trasportati 39 milioni di litri di latte e chiede che sia garantito il passaggio dei mezzi. In Molise, il pastificio La Molisana ha ridotto drasticamente i ritmi produttivi e ha fatto ricorso alle scorte di materie prime disponibili nei magazzini. Secondo le stime di Confcommercio Sicilia riportate nell’articolo, cinque giorni di fermo della movimentazione delle merci hanno provocato danni economici compresi tra 40 e 50 milioni di euro per la grande distribuzione e la filiera del fresco.
La protesta coinvolge anche l’area portuale di Napoli e diversi collegamenti stradali del Mezzogiorno. Il presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno centrale, Eliseo Cuccaro, ha avvertito che, in caso di prosecuzione della mobilitazione, le prime ripercussioni potrebbero riguardare gli imbarchi dei mezzi commerciali diretti a Ischia, Capri e Procida e quelli sui traghetti da Napoli a Palermo. A Bari, il consorzio Acar ha portato circa 30 tir sul lungomare, mentre il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha annunciato un confronto con il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture.
CARO GASOLIO ED ETS2: L’INCERTEZZA SUI COSTI DAL 2028
Il rincaro del carburante si somma a una struttura dei costi già sotto pressione. Secondo quanto riferito da Conftrasporto, il prezzo del gasolio è aumentato di oltre 50 centesimi al litro dall’inizio del conflitto Usa-Iran e il carburante incide per oltre il 40% sui costi generali delle imprese di autotrasporto. L’associazione stima inoltre che un’impresa su cinque rischi il fallimento entro la fine dell’anno, se le difficoltà del settore dovessero proseguire.
Al centro delle contestazioni c’è anche l’Ets2, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione che interesserà i combustibili utilizzati nel trasporto stradale e negli edifici. Il Consiglio dell’Unione europea ha confermato il 9 ottobre il rafforzamento della riserva stabilizzatrice del mercato in vista dell’avvio del sistema nel 2028. L’Ets2 impone obblighi ai distributori di combustibili, che devono restituire quote corrispondenti alle emissioni dei prodotti venduti: l’eventuale trasferimento dei costi lungo la filiera può incidere sui prezzi finali.
Secondo le stime di Conftrasporto, riportate da Il Sole 24 Ore, l’Ets2 potrebbe determinare un ulteriore aumento del prezzo del gasolio di 30-40 centesimi al litro, con il rischio di portare il diesel oltre 2,50 euro al litro. Il presidente di Conftrasporto, Pasquale Russo, chiede al governo di negoziare con Bruxelles un rinvio dell’entrata in vigore dal 2028 al 2030 e di proseguire il confronto per arrivare alla cancellazione della misura.
SALVINI INCONTRA LE ASSOCIAZIONI: SUL TAVOLO 434 E 590 MILIONI
Intanto è previsto a brevissimo l’incontro in Prefettura a Milano fra il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e le rappresentanze nazionali dell’autotrasporto, tra cui Unatras, Assotir, Anita, Conftrasporto e Trasportounito. Nel pomeriggio è previsto anche il confronto con alcuni gruppi spontanei del Sud, compreso il Comitato trasportatori siciliani.
Salvini ha anticipato la volontà di sbloccare le risorse già stanziate e rallentate da ostacoli burocratici, oltre a reperire ulteriori fondi per sostenere le imprese colpite dal caro gasolio. Tra le somme al centro del confronto figurano i 434 milioni di euro di crediti d’imposta promessi e non ancora erogati e i 590 milioni destinati al rinnovo del parco veicolare.
Le associazioni chiedono risposte immediate per consentire la ripresa regolare della distribuzione delle merci. Resta inoltre aperto il nodo dei ristori per gli extra costi del carburante di novembre e dicembre, per i quali Conftrasporto stima un fabbisogno aggiuntivo di 40-50 milioni di euro. L’esito degli incontri è atteso anche dai territori interessati dai blocchi, dove la prosecuzione della protesta rischia di aggravare le difficoltà delle imprese e delle filiere commerciali.

