Il direttore dell’Associazione Internazionale del Trasporto Aereo (IATA) ha avvertito che, anche se l’Iran riaprisse lo Stretto di Hormuz, ci vorranno mesi prima che le forniture di carburante per aerei si riprendano, a causa delle interruzioni alla capacità di raffinazione in Medio Oriente. Secondo la IATA, il carburante è la seconda voce di spesa più importante per le compagnie aeree dopo il personale, rappresentando in genere circa il 27% dei costi operativi.
La chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran ha bloccato le forniture di carburante per aerei a livello globale, e la notizia di un cessate il fuoco e della possibilità di un passaggio sicuro attraverso Hormuz ha fatto impennare i titoli azionari delle compagnie aeree. Il petrolio è sceso sotto i 100 dollari al barile dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di aver concordato un cessate il fuoco di due settimane con l’Iran, subordinato all’immediata e sicura riapertura dello Stretto di Hormuz.
Il direttore generale della IATA, Willie Walsh, ha affermato che, pur prevedendo un calo dei prezzi del petrolio, i costi del carburante per aerei probabilmente resteranno leggermente elevati a causa dell’impatto sulle raffinerie. “Se dovesse riaprire e restare aperto, credo che ci vorranno comunque diversi mesi per tornare ai livelli di approvvigionamento necessari, data l’interruzione della capacità di raffinazione in Medio Oriente”, ha spiegato Walsh, che ha minimizzato i paragoni con la pandemia Covid, che paralizzò i viaggi aerei a livello globale.
“Questa situazione non è paragonabile al Covid, non si tratta di una crisi neanche lontanamente simile a quella che abbiamo vissuto. Durante la pandemia Covid la capacità si è ridotta del 95% a causa della chiusura delle frontiere. Siamo ben lontani da una situazione simile”, ha spiegato Welsh, aggiungendo che la situazione è più paragonabile ad altri shock, come le recessioni del 2008-2009 o le conseguenze degli attentati dell’11 settembre: “dopo l’11 settembre, la ripresa richiese circa 4 mesi, e nel 2008-2009 probabilmente ci vollero dai 10 ai 12 mesi”.
(Energia Oltre – ANR)

