Energie del futuro

Bei, slitta decisione su stop a prestiti ai combustibili fossili

Bei
epa05101450 (FILE) A file photo dated 15 December 2008 showing an exterior view of the European Bank of Investment in Luxembourg. The European Investment Bank has put on hold lending to the German carmaker Volkswagen, amid concerns that a previous loan may have played a role in its emissions scandal, the president of the European Union's lending arm Werner Hoyer says 14 January 2016. 'For many, many years we have been active in high-tech research and development with Volkswagen,' Werner Hoyer said in Brussels. 'We were astonished, disappointed and we are now concerned about the allegations, including indications by senior company executives of improper and possibly fraudulent behaviour by Volkswagen.' EPA/NICOLAS BOUVY

La Bei si riunirà nuovamente il prossimo 14 novembre. I ventotto ma anche Bruxelles procedono in ordine sparso. Il Wwf: Sconvolti dalla posizione arretrata della Germania, della Commissione europea

Ancora una fumata nera dal Consiglio di Amministrazione della Banca europea degli investimenti (Bei) per quanto riguarda la decisione di bloccare il sostegno ai progetti riguardanti le fonti fossili.

TUTTO POSTICIPATO AL 14 NOVEMBRE

Il cda della Bei ha infatti deciso di posticipare il voto alla prossima riunione in programma il 14 novembre.

UN MESE DI TEMPO PER DECIDERE

Il board dei direttori della Banca europea degli investimenti, nel quale siedono la Commissione europea e i Ventotto paesi Ue, avrà ora un mese di tempo per chiarire, anche da un punto di vista tecnico, la nuova politica di prestiti, e decidere se aumentare il sostegno all’innovazione nel settore dell’energia pulita e delle infrastrutture per la decarbonizzazione delle forniture energetiche abbandonando i finanziamenti a petrolio e gas dopo il 2020.

I VENTOTTO IN ORDINE SPARSO

Per il momento le posizioni dei Ventotto sono distanti. La Francia sostiene una graduale eliminazione del finanziamento dei combustibili fossili, come inizialmente proposto dalla Banca europea per gli investimenti a luglio, mentre la Commissione europea, la Germania e i paesi dell’Europa orientale desiderano che i progetti sul gas siano ancora ammissi al sostegno della Bei.

LA COMMISSIONE UE VUOLE IL GAS COME FONTE DI TRANSIZIONE

“Il gas naturale rimarrà un’importante componente nel mix energetico dell’Ue nel prossimo futuro mentre ci muoviamo verso fonti più pulite”, ha detto una portavoce della Commissione, Annika Breidthardt, rispondendo a una domanda sulla posizione dell’esecutivo comunitario, secondo quanto riportato da Agi nei giorni scorsi. “Vista la nostra forte dipendenza dalle importazioni, il gas naturale liquefatto Usa può giocare un ruolo strategico e sempre maggiore nella forniture di gas all’Ue”, ha aggiunto sottolineando che la Commissione e l’Ue sono “fortemente impegnati a ridurre le emissioni di CO2, che causano il cambiamento climatico”. Ma “allo stesso tempo la transizione energetica pulita sarà graduale, socialmente equa, fatta in modo che nessuna regione sia lasciata indietro e basata su un’ampia serie di tecnologie”.

GODINOT (WWF): SIAMO SCONVOLTI DALLA POSIZIONE ARRETRATA DELLA GERMANIA, DELLA COMMISSIONE EUROPEA

“Siamo sconvolti dalla posizione arretrata della Germania, della Commissione europea e di altri. Stanno sabotando l’impegno della Bei di allinearsi con l’accordo di Parigi – ha sottolineato Sébastien Godinot, economista presso l’European Policy Office del Wwf in una nota -. La Bei ha quindi perso un’occasione per iniziare a trasformarsi nella ‘Banca climatica’ dell’Ue, e ha fissato un punto di riferimento globale ponendo fine al suo sostegno ai combustibili fossili. Esortiamo tutti gli Stati membri e la Commissione a sostenerlo il 14 novembre”.