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Bollette, Governatori: La maggior tutela? Non ha senso e deresponsabilizza i clienti

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Parla sulle bollette del mercato tutelato a EnergiaOltre.it Michele Governatori, direttore Affari Istituzionali e Regolamentari di Axpo Italia e presidente di European Energy Retailers

“Il fatto di non riuscire a completare l’apertura del mercato è negativo per il mercato stesso, perché continua a non responsabilizzare i clienti alimentando un’apparente dicotomia tra il ‘porto sicuro’ della tutela e il ‘mare aperto pericoloso’ del mercato”. È quanto ha detto Michele Governatori, direttore Affari Istituzionali e Regolamentari di Axpo Italia e presidente di European Energy Retailers, il network europeo di associazioni di operatori dell’energia, a EnergiaOltre.it, dopo le parole del ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli che hanno aperto a un possibile nuovo rinvio per la fine del mercato tutelato e il passaggio al mercato libero per le bollette di luce e gas.

PERCHÉ L’ESISTENZA DI UNA MAGGIORE TUTELA È NEGATIVA PER IL MERCATO

“Quando parliamo di fornitura domestica i risparmi potenziali non sono elevatissimi perché il mercato è piuttosto competitivo ma l’incentivo dei clienti a scegliere con cognizione le forniture migliori per prezzo e servizi si riduce se gli utenti sanno che non facendo nulla pagano comunque un costo accettabile che risparmia loro fatica – ha spiegato Governatori -. Nel migliore dei casi, insomma, anche quando non vengono dati messaggi distorti, l’esistenza di una maggiore tutela è negativa per il mercato”.

IL RUOLO DEGLI INCUMBENT

Non solo, ha aggiunto Governatori: “Se da un lato la tutela non va bene perché non incentiva il cliente a fare il suo dovere, dall’altro rende possibili anomalie gravi e illegittime di mercato come quelle appurate dall’Antitrust a gennaio. Infatti, se guardiamo al settore elettrico – ha spiegato Governatori -, vediamo che gli unici che possono fornire la maggior tutela sono gli incumbent, che per svolgere il servizio hanno accesso a informazioni che se usate in modo privilegiato rispetto ai concorrenti, forniscono anche un vantaggio informativo clamoroso e di rendita per gli operatori storici. Questo perché la legge attribuisce loro questa posizione di monopolio, a fronte di un servizio tutela che doveva essere temporaneo, aumentando il rischio di abusi come quelli accertati dall’Antitrust. Ecco perché è male per l’efficienza del mercato e i clienti finali un nuovo rinvio”.

È MANCATA UNA CAMPAGNA INFORMATIVA UNIVERSALE E MASSICCIA

Il rinvio era comunque “prevedibile” ha aggiunto il presidente di European Energy Retailers, perché un passaggio senza incidenti operativi a un mercato libero “deve prevedere un automatismo verso una fornitura di continuità” per coloro che non avessero effettuato alcuna scelta. Ipotesi questa che doveva, appunto rimanere, “un caso residuale”. “L’idea – ha puntualizzato Governatori – era basata sul fatto che nel D-Day tanti avrebbero dovuto aver già scelto, rispondendo a campagne informative. In realtà, invece, al di là dell’esistenza di portali pubblici e privati, il problema è stato che la massa di persone senza strumenti o disinteressata dall’operazione non è stata informata su media più universali. Questa ipotesi avrebbe richiesto investimenti più ingenti mentre è stata realizzata solo una campagna dell’Authroity per l’energia sulla Rai utile per richiamare gli strumenti di confronto ma non i dettagli. Insomma ottimo inizio ma non sufficiente”.

IL LIMITE INFRASTRUTTURALE DEGLI SWITCH

“Altro elemento è il limite infrastrutturale di quanti switch si possono fare contemporaneamente. Se lo switch non è residuale ma riguarda al contrario decine di milioni di clienti, il sistema rischia di andare in tilt – ha spiegato Governatori -. Questo a mio parere è risolvibile con uno scaglionamento su tempi più lunghi, rispettando comunque il baricentro del passaggio”.

Il problema, in definitiva, ha detto il presidente di European Energy Retailers, è come concepire questo secondo rinvio: “Se è non solo della fine della tutela ma anche delle campagne informative allora siamo messi male perché saranno favoriti gli switch interni ai gruppi incumbent e non si risolverà la difficoltà degli switch massivi finali verso la salvaguardia”.

LA MAGGIOR TUTELA? NON HA PIU’ SENSO

La domanda è semmai capire se ha ancora senso avere delle tariffe tutelate. Secondo Governatori la risposta è negativa: “Fino a qualche anno fa AU aveva una certa discrezionalità negli acquisti e poteva comprare a termine o spot. Oggi invece il costo della maggior tutela è il prezzo dell’energia in borsa più gli oneri. La stessa cosa da qualche mese c’è anche con la tariffa Placet dell’Authority che garantisce al cliente che lo voglia uno strumento di confronto per le tariffe. Ad esso, la maggior tutela aggiunge solo gli effetti anticompetitivi”.

SEMPRE MENO VOLONTA’

“Infine, se guardiamo alla volontà politica di accelerare la fine dalla ‘tutela’, non c’è o c’è sempre meno. Questa materia viene percepita come pericolosa, e non giovano i comportamenti di venditori piccoli o grandi che con il sistema dei prezzi ‘civetta’ attirano i clienti all’inizio salvo alzare poi repentinamente i prezzi facendo calare la fiducia dei consumatori. Non siamo, insomma, ancora arrivati a un concorrenza sana e uno dei motivi è proprio la permanenza del mercato tutelato e delle sue distorsioni”, ha concluso Governatori.

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