il colosso cinese BYD esce allo scoperto e punta gli stabilimenti vuoti in Europa. Il diktat è chiaro: niente soci, solo controllo totale. L’industria europea è alla fine?
Il leader mondiale delle auto elettriche BYD ha messo nel mirino Stellantis e il cuore pulsante dell’industria del Vecchio Continente. Infatti, la casa ha avviato trattative che potrebbero cambiare per sempre il destino di migliaia di lavoratori e l’assetto dei nostri poli industriali.
L’ATTACCO AGLI STABILIMENTI UE
Secondo quanto rivelato da Bloomberg, BYD sta trattando con Stellantis e altri produttori europei per accaparrarsi le fabbriche sottoutilizzate. Infatti, le case automobilistiche europee faticano a riempire le linee di montaggio, mentre i cinesi vedono la loro quota di mercato aumentare sempre più nel mercato europeo.
L’Italia è uno dei Paesi messi nel mirino, come confermato da Stella Li, Vicepresidente Esecutivo di BYD durante la conferenza Financial Times Future of the Car a Londra.
BYD: NIENTE PARTNER
Stellantis è sempre più cinese. Infatti, ha appena siglato un accordo di collaborazione con la Leapmotor per produrre auto insieme. BYD, però, non sembra accontentarsi di “joint venture”, vuole le chiavi delle fabbriche.
“È difficilissimo collaborare e dover chiedere il permesso a un’altra persona. Preferiamo gestire tutto da soli. Collaboriamo con tutti per vendere batterie o componenti, ma per la produzione non vogliamo soci”, ha dichiarato Stella Li.
PERCHE’ ORA?
Il tempismo di BYD non è casuale. Mentre i prezzi del carburante tornano a salire a causa delle tensioni in Medio Oriente, la fame di auto elettriche (EV) in Europa è tornata a crescere. In Cina, nel frattempo, la guerra dei prezzi è diventata insostenibile. Risultato? BYD ha bisogno di spazio, e lo vuole dove il mercato è più ricco.
IL SILENZIO DI STELLANTIS
Stellantis, interpellata sulla questione, si è trincerata dietro un “no comment” di rito, definendo le voci come semplici speculazioni, pur ammettendo di dialogare costantemente con vari attori del settore. Certo è che l’arrivo massiccio di BYD negli stabilimenti europei rappresenterebbe una scossa senza precedenti per l’automotive dell’Ue. Il terremoto salverà le fabbriche dalla chiusura o determinerà l’inizio della fine dell’egemonia dell’industria automobilistica europea?


