Scenari

Capacity market, per Acer peso nelle bollette Ue a 2,5 mld nel 2018. Ma crescerà

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Per l’Italia l’analisi sul capacity market suggerisce “potenziali problemi di adeguatezza a livello di zona di gara, in Italia-Centro-Nord e Italia-Sicilia”

Il mercato transfrontaliero europeo è in molte zone di confini a gara, inferiore all’obiettivo minimo del 70% stabilito dal pacchetto Ue “Energia pulita”. Per questo sono necessari importanti sforzi per raggiungere il target minimo che si applicherà a partire dal 1° gennaio 2020. È quanto emerge dall’ultimo rapporto dell’Agenzia dell’Ue per la cooperazione dei regolatori dell’energia (ACER) dal titolo “The Electricity Wholesale Markets Volume

PREZZI MEDI IN AUMENTO, SPAZIO PER MAGGIORE CONVERGENZA

Dal rapporto emerge, inoltre, che nel 2018 i prezzi medi dell’elettricità del giorno prima sono aumentati in tutte le zone di gara europee, ad eccezione del mercato rumeno. Differenze di prezzo medie significative sono state osservate anche su diverse frontiere europee (più di 10 euro/MWh in nove frontiere). Un fattore che, secondo Acer, suggerisce che vi è spazio per un’ulteriore convergenza dei prezzi, a condizione che sia efficiente in termini di costi.

LIVELLO DI EFFICIENZA ALL’87% NEL 2018

L’accoppiamento dei mercati ha contribuito a mantenere un elevato livello di efficienza nell’uso della capacità transfrontaliera disponibile nel periodo del giorno prima, raggiungendo l’87% nel 2018. Tuttavia, alcuni aspetti devono ancora essere affrontati per portare a termine il completamento dell’accoppiamento “day-ahead”, vale a dire l’attuazione di un accoppiamento di mercato basato sui flussi per l’intera regione centrale e l’integrazione dei vari progetti di coupling di mercato che ancora coesistono in Europa.

MECCANISMI DI CAPACITÀ, 2,5 MLD I COSTI LO SCORSO ANNO

Nel 2018 in tutta Europa sono rimaste in funzione diversi meccanismi di Capacity market non coordinati, spiega Acer. Una modifica rilevante rispetto al 2017 riguarda l’approvazione da parte della Commissione Europea, nel febbraio 2018, di sei Capacity market di energia elettrica, che adottano strutture diverse per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento in Belgio, Francia, Germania, Grecia, Italia e Polonia. Lo scorso anno, ha evidenziato Acer, il costo complessivo dei meccanismi di Capacity market in tutta l’Ue ha raggiunto i 2,5 miliardi di euro, con una riduzione del 7% rispetto al 2017. Tuttavia, i costi dovrebbero essere più elevati nel 2019 e oltre, sulla base delle previsioni disponibili e del fatto che il meccanismo di Capacity market diventerà operativo in vari Stati membri nel 2019 e nel 2020.

NEL NOSTRO PAESE PROBLEMI IN ZONA DI GARA, ITALIA-CENTRO-NORD E ITALIA-SICILIA

Secondo ACER “la sostituzione dei pagamenti di capacità fissati amministrativamente con regimi competitivi, ha portato a significative riduzioni dei costi complessivi nel 2018 in Irlanda e Irlanda del Nord. Tuttavia, tali somme rappresentano ancora una quota consistente dei costi energetici totali in questa zona. I costi rimangono significativi anche in altri Stati membri, come Lituania, Grecia, Gran Bretagna, Francia, Spagna e Bulgaria. L’impatto crescente dei Capacity market sulle fatture dei consumatori è particolarmente preoccupante alla luce delle conclusioni che possono essere tratte dalle previsioni di adeguatezza a medio termine 2018 della REGST-E (MAF 2018). Infatti, secondo i risultati del MAF 2018 per lo scenario di base, sette Stati membri che hanno introdotto o prevedono di introdurre un Capacity market, vale a dire Germania, Lettonia, Lituania, Polonia, Polonia, Portogallo, Spagna e Svezia, non sembrano trovarsi ad affrontare un problema di adequacy né nel 2020 né nel 2025. In Italia, i risultati del MAF indicano che i problemi di adeguatezza possono sorgere a livello di zona di gara piuttosto che a livello nazionale”. L’analisi suggerisce infatti “potenziali problemi di adeguatezza a livello di zona di gara, in Italia-Centro-Nord e Italia-Sicilia”.