Il prossimo 6 giugno scadrà la proroga sugli sconti delle accise, ma la possibilità di una proroga è sempre più remota. Il taglio potrebbe sparire. Tutte le opzioni sul tavolo
Dopo mesi di sconti sui carburanti, l’esecutivo si trova davanti a un bivio. Da un lato c’è il portafoglio degli italiani, svuotato dal gasolio salito alla cifra monstre di 2,008 euro al litro in modalità self. Al tempo stesso, però, il buco di bilancio da 2 miliardi di euro fa tremare i conti pubblici. La domanda che rimbalza nei corridoi di Palazzo Chigi è: ha ancora senso spendere milioni per uno sconto di soli 10-12 centesimi sui carburanti?
TABARELLI BOCCIA LA PROROGA DEL TAGLIO DELLE ACCISE
Il taglio delle accise è uno spreco di soldi, dice Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, che nell’intervista rilasciata a La Stampa. «Il taglio delle accise non è una misura lungimirante. È una misura marginale che aumenta il debito pubblico e, paradossalmente, va a beneficio di chi utilizza SUV e auto che consumano molto. Quei fondi dovrebbero andare a scuola, sanità e famiglie fragili. In un momento di crisi, dobbiamo ridurre i consumi».
Come si riducono i consumi se la benzina diventa un bene di lusso? Le “domeniche a piedi” sono una banalità, ma non sono da escludere, secondo Tabarelli. Le armi veramente efficaci sarebbero tagli drastici della velocità sulla rete extraurbana e un ritorno in massa allo smart working, ricalcando il modello che Paesi asiatici come il Bangladesh stanno già riutilizzando per fronteggiare la crisi energetica.
SPUNTA IL BONUS BENZINA
I tagli orizzontali potrebbero avere i giorni contati. Infatti, Bankitalia e Fmi hanno strigliato il governo poiché più della metà dei benefici dei vecchi decreti è finita nelle tasche dei più abbienti. La spesa per il carburante, dati alla mano, cresce con il reddito. Inoltre, l’Ue ha chiuso la porta alla possibilità di un’estensione della clausola di salvaguardia all’energia.
Tra le opzioni sul tavolo del Governo, secondo la Repubblica, ci sarebbe la trasformazione del taglio nelle accise indiscriminato in un voucher per i meno abbienti. L’ipotesi attualmente più accreditata è l’introduzione di un buono benzina selettivo destinato esclusivamente a chi ha un Isee inferiore ai 15mila euro, caricato direttamente sulla carta prepagata “Dedicata a te”. Tutti gli altri italiani rischiano di pagare a prezzo pieno, senza sconti e senza paracadute.
LA TRAPPOLA DI HORMUZ
Sullo sfondo resta il dramma internazionale. Il blocco dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran va avanti da tre mesi e ha dimostrato che le rotte globali del greggio sono sotto scacco permanente. Anche se le diplomazie dovessero trovare un accordo domani, servirebbe almeno un mese solo per far tornare alla normalità il transito delle petroliere.
L’inflazione in Italia è già fissa al 3,2%, ma la Banca d’Italia ha già avvertito che, nello scenario peggiore, potrebbe schizzare fino al 6%. Con i trasporti italiani dipendenti al 95% dai derivati del petrolio, l’Europa intera rischia di schiantarsi contro il muro della stagflazione: prezzi alle stelle e crescita economica zero. Giovedì ci sarà l’ultimo Consiglio dei ministri utile prima del verdetto del 7 giugno.


