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Carburanti, il grido di dolori dei gestori: Il governo ci aiuti

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ansa - pompa di benzina - Un benzinaio alla pompa di benzina, riceve un biglietto da 100 euro per il pagamento del carburante da un cliente, 12 marzo 2012 a Pisa. ANSA/FRANCO SILVI

Questo pomeriggio è in programma un incontro tra Patuanelli e le sigle Faib, Fegica e Figisc. I gestori: Rischiamo di chiudere per mancanza di liquidità e di carburanti

Per ora sciopero dei gestori della rete carburanti scongiurato. Ma nel pomeriggio le sigle di Faib Confesercenti, Fegica Cisl, Figisc/Anisa Confcommercio sono state convocate per una videoconferenza dal ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli. Il tema è chiaro: il crollo delle vendite di carburante e dei costi insostenibili. A fronte del quale i gestori dei distributori chiedono l’aiuto del governo.

LE RICHIESTE DI AIUTO DI FEGICA E FAIB

Secondo Alessandro Zavalloni, Segretario generale della Fegica Cisl, ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” “non è mai stato proclamato alcuno sciopero, né c’è stata l’intenzione di farlo. Noi siamo impegnati a rimanere aperti e a mantenere il servizio ma rischiamo di chiudere per mancanza di liquidità e quindi di prodotto. Chiediamo la sospensione temporanea del pagamento del prodotto e la tutela della nostra sicurezza”. Zavalloni ha proseguito sottolineando che “vogliamo credere che quando il Presidente del Consiglio dice non consentiremo la chiusura dei gestori di carburante, vuol dire che lavorerà per tutelarci. Non è possibile scaricare tutto sull’ultimo anello della filiera. Chi gestisce oggi una pompa di benzina non ha più liquidità. Invece da questo punto di vista non abbiamo ricevuto neanche una risposta alle nostre sollecitazioni, neanche sulla tutela della salute e della sicurezza”.

“Nessuno sciopero, nessuna serrata dei benzinai ma il Governo ci aiuti a svolgere il nostro servizio al pubblico. Non abbiamo più liquidità per garantire il rifornimento dei carburanti e per pagare gli stipendi dei nostri dipendenti. Non vendiamo abbastanza carburanti per far funzionare i nostri impianti. Abbiamo dei cali delle vendite di circa il 90% così siamo costretti a chiudere. Non ce la facciamo a tenere aperti, le aziende stanno fallendo”, ha spiegato Giuseppe Sperduto, presidente della Faib di Roma all’Adnkronos.