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Taglio accise carburanti maggio

Carburanti, la beffa della “doppia velocità”: petrolio a picco (-24%) ma prezzi bloccati. Per le famiglie un danno da 120 euro

Mentre il Brent scende a 72 dollari dopo la riapertura dello Stretto di Hormuz, Assoutenti e Codacons chiedono controlli contro le speculazioni e la “doppia velocità” dei listini.

Il mercato petrolifero globale sta registrando una rapida normalizzazione con il ritorno delle quotazioni del greggio ai livelli precedenti allo scoppio del conflitto con l’Iran, ma in Italia la discesa dei prezzi alla pompa per i consumatori finali procede con una lentezza definita inaccettabile dalle associazioni dei consumatori. Il Brent è crollato del 24,2% dall’inizio di giugno, attestandosi a quota 72 dollari al barile. Tuttavia, nello stesso periodo, il prezzo medio del gasolio in Italia è sceso solo del 4,8%, mentre la benzina ha fatto segnare un calo del 6,3%. La notizia emerge a seguito della riunione odierna della Commissione di Allerta Rapida sui Prezzi, convocata dal Garante per esaminare le dinamiche dei mercati energetici e l’andamento della rete di distribuzione nazionale.

IL CROLLO DELLE QUOTAZIONI E IL RITORNO ALLA NORMALITÀ

I prezzi del petrolio hanno subito una correzione verticale questo giovedì, spinti dalle rassicurazioni internazionali sulla ripresa dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz. Il Segretario all’Energia degli Stati Uniti, Chris Wright, ha confermato che il traffico marittimo è tornato a volumi simili a quelli prebellici, con circa 20 milioni di barili transitati nelle ultime 24 ore, nonostante la necessità di completare le operazioni di sminamento nelle prossime settimane.

Questo aumento dell’offerta, unito all’allentamento delle sanzioni sull’Iran e alla fine delle ostilità tra Stati Uniti e Israele, ha portato il Brent per agosto a 73,23 dollari e il WTI a 69,81 dollari. L’analista di UBS Giovanni Staunovo, secondo quanto si legge su Reuters, ha precisato che “la maggior parte dell’aumento dei flussi provenienti dal Golfo è in uscita”, sottolineando che la normalizzazione definitiva dei premi assicurativi richiederà ancora tempo e piene garanzie di sicurezza.

LA SITUAZIONE DEI LISTINI ALLA POMPA IN ITALIA

Nonostante lo scenario internazionale favorevole, l’Osservatorio del MIMIT rileva per oggi prezzi medi in modalità self-service pari a 1,819 euro al litro per la benzina e 1,908 euro per il gasolio. Si tratta del sedicesimo giorno consecutivo di ribassi, con la rete autostradale che vede finalmente entrambe le componenti scendere sotto la soglia psicologica dei 2 euro. Tuttavia, il Codacons denuncia uno squilibrio evidente: “mentre il greggio crolla, i listini scendono troppo lentamente”.

Sulla componente diesel pesa anche la riduzione dello sconto fiscale decisa dal governo il 7 giugno, ma resta il fenomeno della “doppia velocità”: i prezzi salgono immediatamente quando il petrolio rincara, ma faticano a riflettere i cali della materia prima.

LE STIME DI RISPARMIO PER LE FAMIGLIE E LE IMPRESE

Dalla riunione della Commissione di allerta rapida è emerso che vi sarebbero margini immediati per un’ulteriore riduzione di almeno 3-4 centesimi per la benzina e 5-6 centesimi per il gasolio. Assoutenti stima che, se i prezzi si adeguassero realmente alle quotazioni internazionali, ogni famiglia italiana potrebbe risparmiare mediamente 119,40 euro l’anno. Questo calcolo include 48 euro per la benzina, 57,60 euro per il diesel e circa 66,60 euro di risparmi indiretti legati al trasporto delle merci, che in Italia avviene per l’86% su gomma.

“È fondamentale che ogni componente della filiera sia improntata alla massima trasparenza”, ha dichiarato il presidente di Assoutenti Gabriele Melluso, chiedendo sanzioni determinate contro chi genera extraprofitti a danno dei cittadini.

MONITORAGGIO SUL COMPARTO AGRICOLO E CONTRO LE FRODI

Particolare allerta è stata espressa per il settore agricolo, dove il prezzo del gasolio è aumentato di oltre il 30% rispetto a febbraio 2026. Questo rincaro, unito all’aumento dei costi dell’urea per i fertilizzanti condizionato dalle tensioni geopolitiche nel Golfo, sta colpendo duramente i costi di produzione dei beni alimentari di prima necessità.

Parallelamente, la Guardia di Finanza ha intensificato i controlli su tutta la rete distributiva, dai depositi commerciali alle stazioni stradali. L’attività investigativa è rivolta non solo alla verifica dei prezzi ma anche al contrasto delle frodi, segnalando un preoccupante aumento dei fenomeni di diluizione fraudolenta dei carburanti, pratica che danneggia i motori degli utenti e altera la leale concorrenza del mercato.

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