Il ministro Pichetto Fratin propone una nuova categoria di veicoli CO2-neutrali al Consiglio Ambiente, mentre Bruxelles mobilita tecnici e fondi per ripristinare l’oleodotto Druzhba.
Sullo sfondo del Consiglio Ambiente dell’Unione Europea, l’Italia ha assunto un ruolo centrale nel coordinare un fronte di nove Paesi preoccupati per l’impatto economico delle politiche climatiche, proponendo al contempo un’apertura decisa verso i carburanti neutri per salvare la filiera dell’automotive.
Durante i lavori, il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha ribadito la necessità di superare l’attuale approccio normativo sulle emissioni dei veicoli, mentre fonti diplomatiche italiane hanno riferito di un vertice riservato tra Grecia, Croazia, Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Austria, Polonia e Italia per discutere i rischi legati al sistema ETS post-2030. In parallelo, la Commissione Europea ha ufficializzato un piano di supporto tecnico e finanziario a favore dell’Ucraina per riparare l’oleodotto Druzhba, colpito dai recenti attacchi russi.
IL FRONTE DEI NOVE SULLA RIFORMA DEL MERCATO DEL CARBONIO
A margine delle sessioni ufficiali del Consiglio, si è svolta una riunione di coordinamento ministeriale tra i Paesi che già avevano collaborato durante i negoziati sulla legge europea per il clima. Secondo quanto riferito, il gruppo formato da Grecia, Croazia, Romania, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Austria, Polonia e Italia ha cercato di definire una posizione comune in vista dello scambio di opinioni sul quadro climatico previsto dopo il 2030.
Durante il confronto “si è registrata una diffusa preoccupazione soprattutto per l’incidenza dell’ETS, sia quello sulla produzione termoelettrica che quello sull’industria, sulle economie dei Paesi membri”. Gli Stati partecipanti hanno dunque concordato di presentare iniziative congiunte per mitigare il peso del sistema di scambio delle quote di emissione, ritenuto un fattore di pressione eccessivo per il tessuto industriale europeo nel contesto dell’attuale transizione.
LA PROPOSTA ITALIANA PER I MOTORI A CARBURANTI NEUTRI
Sul fronte della mobilità, il ministro Pichetto Fratin è intervenuto direttamente sul regolamento riguardante le emissioni di CO2 per auto e furgoni. Il titolare del Mase ha evidenziato come l’Italia, insieme ad altri Stati membri, stia lavorando per individuare uno spazio di crescita che non sia limitato esclusivamente all’elettrico. “Vogliamo rafforzare gli obiettivi climatici, aggiungendo nuove opzioni all’elettrico. Per questo riteniamo fondamentale introdurre una categoria di veicoli alimentati esclusivamente con carburanti CO2-neutrali, coerentemente con la Legge europea per il clima”, ha spiegato il ministro.
Pichetto Fratin ha tenuto a precisare che la posizione italiana non è di parte, ma mira a trasformare l’Europa nell’avanguardia della ricerca su motori neutri. L’obiettivo è evitare che i cittadini siano spinti verso soluzioni drastiche o populismi a causa di norme troppo rigide. “La nostra proposta”, ha aggiunto, “consente di superare una delle principali contraddizioni dell’attuale approccio basato esclusivamente sulle emissioni allo scarico: l’idea che una piccola utilitaria e un grande SUV, se elettrici, abbiano entrambi una impronta pari a zero”. Il ministro ha infine esortato i partner europei a definire insieme, nell’ambito della direttiva RED, i più alti standard per i combustibili derivanti da economia circolare o assorbimenti biologici.
SICUREZZA ENERGETICA E RIPRISTINO DELL’OLEODOTTO DRUZHBA
Mentre a Bruxelles si discuteva di futuro climatico, una dichiarazione congiunta della Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, e del Presidente del Consiglio Europeo, António Costa, ha riportato l’attenzione sull’urgenza della sicurezza energetica immediata. Il documento fa seguito ai rinnovati attacchi russi dello scorso 27 gennaio contro l’oleodotto Druzhba, che hanno interrotto i flussi di petrolio greggio verso l’Ungheria e la Slovacchia. I vertici dell’Unione hanno confermato di aver avviato “intensi colloqui a tutti i livelli con gli Stati membri e con l’Ucraina per ripristinare il flusso”.
L’Unione Europea ha ufficialmente offerto a Kiev supporto tecnico e finanziamenti, proposta che è stata accolta favorevolmente dalle autorità ucraine. Gli esperti europei sono stati messi a disposizione con effetto immediato per gli interventi di riparazione. “La nostra priorità è garantire la sicurezza energetica a tutti i cittadini europei”, conclude la nota, precisando che von der Leyen e Costa continueranno a valutare rotte alternative per il transito di greggio non russo verso i Paesi dell’Europa centrale e orientale.
Offerta accettata dall’Ucraina. In una lettera all’UE, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy ha affermato che i lavori di riparazione dell’oleodotto erano quasi terminati e che la stazione di pompaggio sarebbe stata ripristinata entro un mese e mezzo, “in assenza di ulteriori attacchi da parte della Russia”.


