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Perché spendere 1 miliardo € per abbassare i prezzi dei carburanti se basta una minaccia?

Dati alla mano, i prezzi ignorano il calo del greggio ma reagiscono immediatamente alla pressione politica. Il mercato, a quanto pare, ha orecchie selettive

L’altalena dei prezzi dei carburanti somiglia sempre più a un divertente rompicapo. Un miliardo di euro spesi, Cdm notturni e fiumi di riunioni per pensare a misure per far scendere i listini di benzina e diesel non sono stati sufficienti ad abbassare sensibilmente i prezzi alla pompa. Ma la strigliata di Meloni e Urso di ieri contro i petrolieri ha fatto scendere in una notte il prezzo consigliato del gasolio fino a -8 €cent/l.

LE MISURE DEL GOVERNO CONTRO IL CARO CARBURANTI

Fino ad oggi il Governo ha speso un miliardo di euro per ridurre le accise dei carburanti di 24 centesimi, ma gli effetti sui prezzi alla pompa sono stati modesti. Il taglio introdotto con il primo Dl Caburanti ha bruciato 549 milioni di euro, ma dopo pochi giorni i listini sono tornati ai livelli pre-sconto. In altre parole, i rincari hanno presto annullato gli effetti dello sconto di 24 centesimi sulle accise dei carburanti. Il 6 aprile i tabelloni dei distributori italiani mostravano un prezzo medio del gasolio di 2,13 centesimi al litro, un centesimo sopra i livelli raggiunti prima del debutto dello sconto governativo. Il giorno successivo, il listino del diesel ha fatto un passo in avanti verso il massimo storico mai registrato in Italia: 2,18 euro al litro medi.

Nel frattempo, le indagini della Guardia di Finanza hanno fatto emergere il 73% di comportamenti non in regola su 1089 controlli, riscontrando 159 irregolarità per mancata esposizione o difformità dei prezzi praticati rispetto a quelli indicati e 636 omissioni relative agli obblighi di comunicazione al portale “Osservaprezzi carburanti” del ministero delle Imprese e del made in Italy.

LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE IL VASO

Due giorni fa l’annuncio di Trump di una tregua tra Usa e Iran ha fatto scendere il prezzo del greggio del 16% netto, ma alla pompa di benzina i numeri continuavano a salire. È la goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza del Governo. Infatti, ieri Giorgia Meloni e Adolfo Urso hanno convocato un incontro d’urgenza a Palazzo Piacentini con i giganti del settore: Eni, Api-Ip, Q8 e Tamoil. Il messaggio recapitato ai petrolieri è chiaro: abbassate i prezzi, oppure preparatevi a nuovi controlli e una tassa sugli extraprofitti.

“Com’è possibile che quando salgono le quotazioni i prezzi aumentano subito, e quando scendono non succede nulla?”, avrebbe chiesto il ministro Urso ieri sera durante il confronto con le compagnie petrolifere, secondo la Repubblica.

IL PREZZO DEI CARBURANTI SCENDE FINO A 8 CENTESIMI

Parole che sembrano aver fatto breccia nel cuore (e nel portafogli) dei petrolieri più di mille decreti. Infatti, il Mimit ha comunicato oggi che il prezzo consigliato del gasolio è sceso fino a -8 centesimi al litro rispetto “anche per effetto degli adeguamenti al ribasso indicati dalle compagnie petrolifere”.

Secondo gli ultimi dati del ministero, infatti, oggi il prezzo medio della benzina è sceso a 1,789 €/l, contro i 2,181 €/l del gasolio. In autostrada, invece, la benzina costa 1,823 €/l, il gasolio 2,204 €/l.

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