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Chi c’era e cosa si è detto al Sustainability day di Acea

Acea

È stato un momento di confronto collettivo sui cambiamenti in atto – non solo la pandemia, ma anche il clima e l’ambiente – per i quali la sostenibilità è ormai riconosciuta come la sola soluzione efficace.

Il Covid è stato uno degli ovvi protagonisti della giornata della sostenibilità organizzata dalla Acea, azienda multiservizi con sede a Roma e attiva in altre regioni italiane: un evento forzatamente online, con importanti ospiti sia istituzionali sia del mondo delle imprese e della ricerca, che ha offerto un momento di confronto collettivo sui cambiamenti in atto – non solo la pandemia, ma anche il clima e l’ambiente – per i quali la sostenibilità è ormai riconosciuta come la sola soluzione efficace.

LE TAVOLE ROTONDE

In due tavole rotonde, condotte da Mia Ceran, sono stati affrontati due tematiche di fondo: la reazione al Covid nei territori e attraverso le reti infrastrutturali, grazie a quella che è stata definita “resilienza trasformativa”; gli scenari di più lungo periodo, di cui la sostenibilità è chiave di volta. Delle testimonianze, principalmente di rappresentanti della Acea, hanno poi illustrato alcuni esempi di come questo approccio non è solo uno slogan ma produce risultati tangibili.

CASTELLI: MODELLO ATTUALE DI SVILUPPO INSOSTENIBILE

Gli onori di casa sono stati fatti da Michaela Castelli, presidente del gruppo: che ha brevemente ricordato l’impegno in vari settori – acqua, energia, rifiuti – e riflettuto sull’insostenibilità del modello attuale di sviluppo del pianeta e sulla necessità di collaborazione tra il settore privato e il governo. Ha individuato nei fondi europei “un’occasione da mettere a frutto” e dato appuntamento all’anno prossimo, non più per parlare di scenari “ma per misurare i risultati”.

CHIELLINO: PER ACEA GRANDE RUOLO DI RESPONSABILITA’ SUL TERRITORIO

Sempre a nome dell’azienda romana, in qualità di membro del consiglio di amministrazione e presidente del comitato Etica e sostenibilità, Gabriella Chiellino ne ha sottolineato il “grande ruolo di responsabilità” per l’appunto sul territorio: perché è in grado, attraverso politiche sia di sensibilizzazione sia di trasformazione tecnologica, di incidere – direttamente sul territorio – sui comportamenti di dipendenti, utenti, fornitori.

MAGGINO: SVILUPPO SOSTENIBILE SIA MEZZO PER RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE DEL “BENESSERE”

Filomena Maggino, presidente della Cabina di regia Benessere Italia, ha illustrato le sue funzioni di coordinamento: sia orizzontale tra ministeri, sia verticale in rapporto alle istituzioni locali. Ha presentato lo sviluppo sostenibile non come fine in sé ma come un mezzo, grazie al quale raggiungere l’obiettivo finale del “benessere”. E ha enfatizzato, tra le linee programmatiche individuate, la “rigenerazione eco-sostenibile” non solo degli spazi urbani ma di tutto il territorio in cui si trovano (con ricadute anche sociali).

GIOVANNINI: SERVE RAFFORZAMENTO DELLA GOVERNANCE SULLO SVILUPPO SOSTENIBILE

L’economista Enrico Giovannini, il portavoce dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (Asvis), ha posto l’attenzione sulla cronica incapacità dell’Italia di “progettare il futuro, nel medio e lungo termine” e ha pertanto invocato un rafforzamento della governance sullo sviluppo sostenibile. Ha proposto a tal proposito l’istituzione di una fondazione dedicata alla progettazione strategica, orientata a rafforzare la resilienza e ridurre le vulnerabilità: a patire da quelle messe in evidenza dalla pandemia. Ha poi anticipato alcuni dati esemplificativi del rapporto Asvis sui territori, con i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile per Agenda 2030, che verrà pubblicato il 15 dicembre.

MORASSUT: IN ARRIVO UNA REVISIONE NORMATIVA DEL TESTO UNICO SULL’AMBIENTE

Il sottosegretario all’Ambiente Roberto Morassut, primo esponente del governo a prendere la parola, si è soffermato soprattutto sui cambiamenti necessari del contesto urbano e domestico: e in virtù del ritardo dell’Italia rispetto al contesto europeo, per quanto riguarda la rigenerazione urbana e il risparmio energetico in ambito domestico, ha annunciato una revisione normativa – a suo avviso strategica, essenziale – del Testo unico sull’ambiente.

PER DE MICHELI QUATTO PUNTI PER CITTÀ SOSTENIBILI

Lo ha seguito tra i relatori il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli: che nel suo intervento ha tratteggiato la visione del suo dicastero per le città sostenibili del futuro. I quattro punti illustrati sono: il piano per la qualità dell’abitare, che ha l’obiettivo di dimezzare il fabbisogno abitativo di edilizia residenziale pubblica e di incentivare trasformazioni virtuose nei quartieri anche col coinvolgimento dei privati (mobilità sostenibile, digitalizzazione, spazi per cultura e sport); più trasporto pubblico, con fondi per completare progetti infrastrutturali (le metropolitane, ad esempio) e assicurare un ricambio degli autobus in circolazione; enfasi sull’intermodalità, così da rendere l’uso dell’automobile meno indispensabile anche grazie a più ciclovie e a incentivi per l’acquisto di biciclette; incentivi nella sperimentazione per la guida automatica, per l’alimentazione a idrogeno, per la valutazione della sicurezza di ponti e gallerie.

GOLA PUNTA SU UNA PROFICUA COOPERAZIONE TRA PUBBLICO E PRIVATO

L’amministrazione delegato della Acea, Giuseppe Gola, ha offerto spunti sull’importanza della proficua cooperazione tra pubblico e privato: ad esempio nel progetto già ben avviato per il raddoppio dell’acquedotto del Peschiera, di cruciale importanza per l’approvvigionamento di Roma, il cui iter per l’approvazione definitivo dipende per l’appunto dalle istituzioni.

GUERRINI: FONDAMENTALI I SOGGETTI ATTUATORI

Andrea Guerrini, dell’Autorità di Regolazione per energia, reti e ambiente (Arera), ha invece rimarcato l’importanza essenziale – nella gestione dei fondi europei – dei soggetti attuatori: e ha fatto l’esempio stavolta negativo, riguardo il settore idrico, di alcune regioni del Sud che se da una parte presentano le maggiori criticità dall’altra sono – paradossalmente – quelle più indietro nella fase progettuale preliminare.

CICI: DA COVID POSSIBILI CRISI

Carlo Cici di The European House – Ambrosetti, a questo proposito, ha paventato – oltre alle crisi ambientale, del Covid, economica e delle diseguaglianze – una crisi potenziale a livello istituzionale: il disfacimento dell’idea di Unione europea come soggetto efficace. Il problema e la relativa soluzione, a suo avviso, riguardano entrambi i meccanismi decisionali: quella unanimità che può portare alla paralisi, che va sostituita con metodi diversi purché trasparenti.

A conclusione della giornata, con brevi messaggi pre-registrati, sono stati forniti alcuni esempi dell’impegno della Acea per la sostenibilità: un modello con tecnologie avanzate per un’analisi quotidiana, sia quantitativa sia qualitativa, dell’acqua fornita ai cittadini, con in più fornisce stime sulla disponibilità idrica prevista in futuro; una rete diffusa per il compostaggio in loco, che evita il trasporto dei rifiuti; start-up per l’alimentazione di auto elettriche, per gli impianti fotovoltaici a uso domestico, il monitoraggio ambientale attraverso le api del termovalorizzatore di San Vittore del Lazio.

Ulteriori casi sono stati illustrati da Sabrina Romano della Enea: case intelligenti, con contatori che forniscono consigli su come ottimizzare i consumi e ottenere risparmi; Serena Rossetto della RAI: che ha aggiunto la dimensione della sensibilizzazione e della formazione al tema della sostenibilità attraverso programmi televisivi e documentari.

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