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Cina e Russia leader nel nucleare? E gli Usa ci ripensano

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Un rapporto dell’Atlantic Council raccomanda di espandere la flotta nucleare civile e l’industria nucleare statunitense, sostenere la ricerca sulle nuove tecnologie e incoraggiare e facilitare le esportazioni

La lunga stagione del nucleare americano, intesa come produzione di energia, sta lentamente declinando verso il tramonto: molti dei vecchi impianti stanno andando in pensione per obsolescenza, non sostituiti da altri reattori più moderni a causa dalla forte concorrenza del gas naturale a basso costo – di cui gli Usa sono ormai produttori di altissimo livello – e dalle rinnovabili. In questo quadro, gli Stati Uniti devono lottare per mantenere la leadership di mercato vista anche la tenace concorrenza di Cina e Russia che ormai sono le vere padrone del mercato mondiale dell’atomo.

LA POLITICA AMERICANA SI INTERROGA SUL RILANCIO DEL SETTORE

A richiamare l’attenzione sulla necessità americana di riaffermare la leadership nel settore a livello globale, in questi giorni ci hanno provato i senatori Mike Crapo e Sheldon Whitehouse parlando alla CNBC. Secondo i due politici americani il rilancio dell’energia nucleare negli Stati Uniti e lo sviluppo di reattori nuovi e avanzati aumenteranno la quota di produzione di energia pulita in America, da un lato, e ristabiliranno la leadership degli Stati Uniti sul mercato globale, dall’altro. “Se gli Stati Uniti non riaffermano la leadership globale in questo settore, altri lo faranno. La Russia e la Cina rappresentano oggi oltre il 60% delle nuove centrali nucleari in costruzione in tutto il mondo”, hanno dichiarato Crapo e Whitehouse ricordando come le sfide del cambiamento climatico e le minacce geopolitiche e di sicurezza nazionale, non possano consegnare ad altri paesi la leadership in questo campo.

LA PRESSIONE DI GAS E RINNOVABILI SCHIACCIA IL SETTORE

Negli Stati Uniti, le centrali nucleari subiscono la pressione della concorrenza dei bassi prezzi del gas naturale, della crescente produzione di energia rinnovabile e della limitata crescita della domanda complessiva di elettricità, ha detto l’Eia (la Energy Information Administration) nel maggio dello scorso anno, notando che il futuro dell’energia nucleare dipenderà dai prezzi del gas naturale e dalle potenziali politiche sul carbonio. L’anno scorso, la produzione di energia elettrica nucleare ha rappresentato il 19,3% di tutta la produzione di energia su scala industriale statunitense, preceduta dal gas naturale con il 35,1% e dal carbone con il 27,4%, e seguita dalle fonti rinnovabili, compresa l’energia idroelettrica con il 17,1%, ha chiarito la stessa Eia.

LA PRODUZIONE IN CRESCITA MA NON SI COSTRUISCONO PIU’ CENTRALI

Nonostante il fatto che diverse centrali nucleari abbiano chiuso dal 2010, la produzione di energia elettrica nucleare degli Stati Uniti dell’anno scorso ha battuto il precedente record del 2010. Questo grazie al fatto che alcune centrali hanno commissionato un aumento della capacità di generazione, mentre gli impianti nel complesso hanno ridotto i tempi di manutenzione o di rifornimento, ha riferito la Energy Information Administration a marzo. Tuttavia, è improbabile che il record del 2018 nella produzione di energia elettrica nucleare venga battuto nei prossimi decenni, perché si prevede che solo due reattori entreranno in funzione nel prossimo futuro, le unità Vogtle 3 e 4 in Georgia, rispettivamente nel 2021 e nel 2022. La nuova capacità di questi due reattori non sarà in grado di compensare la chiusura di 12 reattori entro il 2025 sulla base dei ritiri attualmente annunciati, ha detto l’EIA.nucleare Francia

RAPPORTO DELL’ATLANTIC COUNCIL: LEADERSHIP USA SOTTO PRESSIONE

Secondo i senatori Crapo e Whitehouse, “al di fuori degli Stati Uniti, l’America deve riaffermare la sua leadership nella tecnologia di generazione di energia nucleare”, hanno co-presiedendo la Atlantic Council Task Force on US Nuclear Energy Leadership, che ha pubblicato questa settimana il rapporto ‘US Nuclear Energy Leadership: L’innovazione e la sfida strategica globale“. “La leadership degli Stati Uniti è sotto pressione, sfidata dalla continua e prematura chiusura delle centrali nucleari, dal declino delle nostre capacità nazionali nel ciclo del combustibile nucleare, e dagli ambiziosi programmi nazionali e internazionali di Russia e Cina”, evidenzia il rapporto. Le raccomandazioni del rapporto includono: espandere la flotta nucleare civile e l’industria nucleare statunitense, sostenere la ricerca sulle nuove tecnologie e incoraggiare e facilitare le esportazioni.

QUALCOSA SI STA MUOVENDO NEGLI STATI UNITI

L’attuale amministrazione ha già approvato due atti bipartisan per aumentare la tecnologia e la
generazione di energia nucleare civile, il Nuclear Energy Innovation Capabilities Act (NEICA) e il Nuclear Energy Innovation and Modernization Act (NEIMA). Nel marzo di quest’anno i senatori hanno reintrodotto un’altra legislazione bipartisan, la Nuclear Energy Leadership Act (NELA). Il Nuclear Energy Institute (NEI), l’organizzazione politica dell’industria delle tecnologie nucleari degli Stati Uniti, ha accolto con favore l’introduzione del disegno di legge, con la presidente e amministratore delegato Maria Korsnick: “Questa legislazione invia un segnale inequivocabile che gli Stati Uniti intendono ri-impegnarsi come leader globale nella tecnologia nucleare pulita e avanzata”. “Sviluppatori statali e sponsorizzati dallo Stato nelle nazioni rivali – in particolare Cina e Russia – stanno sviluppando la tecnologia nucleare di nuova generazione. Affinché l’industria nucleare americana possa competere a livello globale, dobbiamo avere una collaborazione significativa tra il governo federale, i nostri laboratori nazionali e l’industria privata per accelerare l’innovazione”, ha detto Korsnick.