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La Cina taglierà i sussidi ai veicoli elettrici nel 2021

Auto

La Cina vuole anche distribuire i sussidi in maniera più razionale e con maggiori controlli sulla sicurezza dei veicoli

Il ministero delle Finanze cinese ha detto che nel 2021 il governo ridurrà del 20 per cento i sussidi ai veicoli a nuove energie rispetto all’anno precedente.

Con il termine “veicoli a nuove energie” (o NEV) ci si riferisce in Cina alle automobili a batterie, alle ibride plug-in e a quelle a celle a combustibile.

I VEICOLI ELETTRICI NEL TRASPORTO PUBBLICO

I sussidi per i veicoli di questo tipo utilizzati nel trasporto pubblico – come ad esempio gli autobus, i taxi o i mezzi per la logistica e il servizio postale – saranno tagliati del 10 per cento “per accelerare l’elettrificazione del settore”, scrive Argus.

GLI STANDARD DA RISPETTARE

Gli standard tecnici minimi che i produttori automobilistici dovranno rispettare per poter accedere ai sussidi – come la densità energetica delle batterie, il consumo energetico e l’autonomia di guida – rimarranno invece inalterati. Nel 2020, per poter beneficiare di un sussidio di 16.200-22.500 yuan (circa 2500-3500 dollari), un’auto elettrica pura doveva avere un’autonomia di guida di almeno 300 chilometri; un’auto ibrida plug-in, invece, doveva arrivare almeno a 50 chilometri per un sussidio di 8500 yuan.

Nel 2021 il governo cinese intensificherà i controlli sugli standard di sicurezza dei veicoli a nuove energie, sospendendo i sussidi a quei produttori giudicati colpevoli di aver provocato incidenti a causa di sistemi di sicurezza inadeguati, oppure che non hanno ritirato dal mercato i mezzi che riscontravano problemi.

UNA PRODUZIONE PIÙ RAZIONALE

La Cina inoltre adotterà misure per regolare e razionalizzare i progetti di produzione di NEV in modo da evitare che si arrivi ad un eccesso di capacità. Vale a dire che il governo intensificherà i controlli sulla crescita dei livelli produttivi, implementerà degli standard autorizzativi per i nuovi progetti e incentiverà le fusioni di grandi aziende.

L’ANDAMENTO DEL SETTORE

La produzione e la vendita di veicoli a nuove energie in Cina è in calo dal luglio del 2019, riporta Argus, per via dei tagli ai sussidi decisi dalle autorità e dal rallentamento della crescita economica; a tutto questo si è poi aggiunta la pandemia di COVID-19, che ha avuto un impatto sull’industria cinese dei NEV.

Il settore ha iniziato a riprendersi nel secondo trimestre del 2020, sostenuto da una serie di misure di stimolo approvate dal governo per incoraggiare l’uso e l’acquisto di questi veicoli. Nei primi undici mesi dell’anno scorso sono stati venduti oltre 1 milione di NEV in Cina, il 3,9 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2019.

Nell’aprile del 2020 Pechino ha annunciato che avrebbe esteso il suo schema di sussidi fino alla fine del 2022 per favorire l’utilizzo di veicoli a nuove energie nonostante la crisi del coronavirus. Il piano prevedeva una riduzione progressiva dei sussidi del 10 per cento nel 2020, del 20 per cento nel 2021 e del 30 per cento nel 2022.