Il Commissario Hoekstra promuove l’integrazione tra sicurezza energetica e competitività industriale durante la decima ministeriale. Appello globale per la presentazione immediata dei nuovi piani Ndc.
Passare dai proclami all’attuazione pratica, trasformando la transizione ecologica nello scudo per l’indipendenza economica e strategica del continente. È questo il messaggio centrale lanciato dal Commissario europeo per l’azione per il clima, Wopke Hoekstra, in occasione della decima sessione della Ministeriale sull’azione per il clima (MoCA), svoltasi a Bruxelles. Hoekstra, insieme ai co-promotori di Cina e Canada, ha tracciato la rotta per il prossimo decennio di cooperazione internazionale. Le dichiarazioni ufficiali del Commissario evidenziano una mutazione profonda del contesto geopolitico, definendo la sicurezza energetica, la prosperità economica e l’azione climatica come obiettivi ormai mutuamente dipendenti e inscindibili.
UN FORUM NATO PER IL MULTILATERALISMO IN UN MONDO CHE CAMBIA
Il forum MoCA è stato istituito dieci anni fa con lo scopo preciso di costruire il momento politico necessario per l’attuazione dell’Accordo di Parigi. In questo decennio, lo spazio di dialogo ministeriale ha rappresentato un baluardo per il multilateralismo, sostenendo la cooperazione internazionale anche nei momenti di maggiore tensione. Tuttavia, Hoekstra ha sottolineato come il vertice odierno si svolga in un clima radicalmente diverso rispetto al passato.
“La geopolitica è estremamente volatile e difficile”, ha osservato il Commissario, facendo riferimento a un mondo trasformato da guerre illegali, attacchi informatici e nuove dinamiche commerciali che mettono alla prova lo stato di diritto. Nonostante questa instabilità, la necessità di agire contro il cambiamento climatico rimane una priorità assoluta, guidata dai chiari obiettivi fissati dall’Accordo di Parigi e dai risultati del primo Global Stocktake.
L’IMPLEMENTAZIONE COME SFIDA CRUCIALE CONTRO I COSTI DEI FOSSILI
La vera sfida che attende i governi è ora quella dell’attuazione. Gli ultimi anni hanno mostrato con drammatica urgenza le conseguenze del riscaldamento globale, colpendo comunità in ogni angolo del pianeta con eventi meteorologici sempre più frequenti e severi. Parallelamente, gli shock economici e geopolitici hanno messo a nudo le vulnerabilità strutturali e i costi esorbitanti legati alla dipendenza dai combustibili fossili.
Secondo l’analisi della Commissione, la risposta a queste crisi non può essere un rallentamento del processo di decarbonizzazione, ma deve necessariamente tradursi in un’accelerazione. “Non possiamo permetterci di dipendere da paesi terzi”, ha ribadito Hoekstra, indicando nell’elettrificazione alimentata da energia pulita la via maestra per rafforzare la resilienza industriale e abbattere i costi nel lungo periodo.
IL RUOLO DELLA SCIENZA E L’URGENZA DEI NUOVI PIANI NAZIONALI
In un momento di impatti climatici accelerati, il valore della ricerca scientifica è considerato superiore a qualsiasi altro periodo storico. Per questo motivo, l’Unione Europea ha riaffermato il proprio sostegno incondizionato all’IPCC e ai sistemi di monitoraggio dei dati climatici, strumenti essenziali per un processo decisionale basato sulle evidenze. Uno dei pilastri per mantenere l’obiettivo di 1,5°C alla portata è lo sviluppo di contributi determinati a livello nazionale (Ndc) che siano ambiziosi ma, soprattutto, implementabili.
Questi piani forniscono la certezza necessaria a investitori, imprese e cittadini per tracciare un percorso credibile verso uno sviluppo a basse emissioni. Hoekstra ha rivolto un appello a tutti i Paesi che non lo hanno ancora fatto affinché presentino i propri Ndc il prima possibile, esortando i colleghi presenti a supportare ogni sforzo diplomatico in tal senso.
VERSO LE SFIDE DI COP30 E IL PROGRAMMA PER COP31
I risultati concordati alla COP30 rappresentano un’opportunità unica per muoversi verso la fase operativa. Avanzare nell’Action Agenda e promuovere discussioni concrete sull’abbandono dei combustibili fossili, incluse le tabelle di marcia che saranno presentate dalla Presidenza della COP30, è vitale per mobilitare i capitali necessari. Hoekstra ha richiamato lo spirito positivo della Conferenza di Santa Marta come prova di un crescente slancio internazionale.
Durante la sessione di Bruxelles, l’attenzione si è spostata anche sui temi che modelleranno la futura COP31, tra cui la revisione del programma di lavoro sulla mitigazione, la Missione 1.5°C e il Global Implementation Accelerator. Un punto cardine riguarda l’operatività del meccanismo per la “Just Transition”, garantendo che il passaggio alle rinnovabili sia equo, inclusivo e rispettoso delle specificità nazionali di ciascun Paese.
COOPERAZIONE INTERNAZIONALE E PARTNERSHIP CON I VOLENTEROSI
Mentre gli impatti climatici si fanno sentire in tutte le regioni del mondo, la pianificazione della resilienza diventa l’architrave della stabilità sociale. Hoekstra ha insistito sulla necessità di una maggiore coerenza tra gli strumenti di rendicontazione e pianificazione per trasformare le priorità di adattamento in azioni concrete sul campo. L’Unione Europea conferma il suo impegno totale verso la cooperazione multilaterale, ma con una precisazione strategica: è necessario avanzare anche attraverso iniziative plurilaterali con i partner che dimostrano una reale volontà di agire.
Il Commissario ha citato come esempio la conferenza TAFF, sottolineando l’importanza di costruire condizioni politiche basate sulla fiducia reciproca. Questa decima ministeriale, conclude Hoekstra, deve servire a plasmare ciò che la cooperazione climatica dovrà consegnare al mondo nel prossimo decennio, superando le preoccupazioni sulla parità di condizioni (level playing field) a beneficio di un vantaggio comune e duraturo.


