Secondo Matteo Villa dell’ISPI, l’Italia “si è presentata al termine della stagione invernale con una situazione di stoccaggi gas molto migliore rispetto a Germania e Olanda, ma la perdita del gas dal Qatar ci trascina giù”
“L’Italia si è presentata al termine della stagione invernale con una situazione di stoccaggi gas molto migliore rispetto a Germania e Olanda, ma la perdita del gas dal Qatar ci trascina giù”. Lo scrive su X Matteo Villa, Head of DataLab di ISPI.
Come ricorda Villa, ad inizio aprile l’intera Unione Europea era in deficit e avrebbe dovuto fare qualche corsa, andando a caccia di circa 10 miliardi di metri cubi, ma la “colpa era quasi tutta di Germania e Olanda. L’Italia era a posto.
SUL GAS L’ITALIA “È TRA I PAESI MESSI PEGGIO IN EUROPA”
Ora, invece, l’Italia sarà tra i Paesi messi peggio in Europa. Per ‘caso peggiore’ – spiega ancora l’analista dell’ISPI – intendiamo una crisi che si risolve entro fine maggio ed esportazioni (ridotte) dal Qatar che riprendono da luglio. Se sarà più lunga, si metterà ancora peggio”.
Secondo Villa, “sarà il segnale di prezzo a decidere dove andrà il gas europeo per quei miliardi di metri cubi che ci mancano (in tutto circa 20-25: non un numero enorme, ma grosso se vogliamo anche uscire dal gas russo)”.
OBIETTIVO: STOCCAGGI DI GAS AL 90% ENTRO OTTOBRE
Il mese di aprile segna l’inizio della stagione degli stoccaggi del gas per raggiungere un indice di riempimento di almeno il 90% a fine ottobre, in vista del prossimo inverno. L’obiettivo è indicato nella delibera 112/2026 dell’Arera. Per gestire l’attuale situazione di mercato, l’Autorità per l’Energia quest’anno ha introdotto il cosiddetto “premio di giacenza”, un meccanismo ideato per incentivare le iniezioni di gas anche in una fase di prezzi fuori controllo, come quella attuale.
Nel frattempo, la riduzione dei consumi nei giorni di Pasqua ha favorito il riempimento dei depositi, e un’altra spinta alle scorte per il prossimo inverno arriverà dal weekend del 25 aprile e dal ponte del 1° maggio.
LA SITUAZIONE DEL PETROLIO IN ITALIA
Per quanto riguarda invece il petrolio, l’Italia a metà marzo ha aderito al rilascio concordato a livello internazionale con l’AIE per abbassare le quotazioni con 9 milioni e 966 mila barili, pari a circa il 2,5% del totale delle scorte messe a disposizione dai Paesi AIE e al 13,5% del totale delle nostre scorte di sicurezza. Nell’occasione, il MASE ha affermato che “la situazione delle scorte in Italia resta in ogni caso soddisfacente anche dopo questo consistente rilascio”.
Le scorte petrolifere di sicurezza italiane ammontano, al 1° aprile 2026, a 11,9 milioni di tonnellate equivalenti, pari a 90 giorni di importazioni nette di prodotti petroliferi, in linea con gli obblighi previsti dalla normativa europea. Le scorte sono detenute dalle industrie petrolifere per l’equivalente di 67 giorni di importazioni nette, e dall’Organismo Centrale di Stoccaggio Italiano (OCSIT) per l’equivalente di 23 giorni.


