Territori

Confindustria Campania, è guerra di successione

Confindustria

Lettera di Salerno, Avellino, Benevento e Caserta a Vito Grassi che risponde

A Confindustria Campania, è guerra di successione: Salerno, Avellino, Benevento e Caserta hanno scritto a Vito Grassi, che guida l’Unione di Napoli e la federazione regionale degli imprenditori, oltre a essere alla testa del Consiglio delle rappresentanze regionali (Crr) dell’associazione guidata da Carlo Bonomi per chiedergli di lasciare la presidenza, dove era in proroga fino al 29 maggio, e di attuare l’alternanza concordata. È quanto riporta il Corriere del Mezzogiorno.

LA LETTERA

“’Abbiamo atteso dieci giorni prima di scrivere questa nota, nella speranza di avere un momento di confronto all’interno del quale chiarire le nostre posizioni…’. Comincia così la lettera inviata da Prete, Liverini, Bruno e Traettino a Vito Grassi – si legge nell’articolo -. La prima mossa la muovono i presidenti delle associazioni di Salerno (Andrea Prete), Benevento (Filippo Liverini), Avellino (Giuseppe Bruno) e Caserta (Gianluigi Traettino)”. Nella lettera inviata a Grassi scrivono: “’Non essendoci stata la possibilità, ti inviamo alcune riflessioni, che riteniamo imprescindibili per affrontare il futuro della nostra Confindustria Regionale’. E ancora: ‘Nel corso del nostro ultimo Consiglio di presidenza (regionale) del 14 novembre 2019 abbiamo condiviso l’importanza strategica di una candidatura campana nella squadra di presidenza di Confindustria (nazionale) e, compatti, abbiamo lavorato affinché questo accadesse, anche rinunciando a qualche legittima aspettativa’. Al fine ‘di consentirti di mantenere il possesso dei requisiti per concorrere alla presidenza del Consiglio delle rappresentanze regionali approvammo all’unanimità una modifica di Statuto che prorogava la scadenza del mandato (di leader campano) al 29 maggio 2020’”.

“Dunque, per essere chiamato alla testa del Crr, cosa che è avvenuta nelle scorse settimane, Vito Grassi doveva essere necessariamente presidente della federazione regionale- prosegue il quotidiano -. Casella che, invece, sulla base di rotazioni codificate dallo statuto, già dalla fine dello scorso anno doveva essere occupata da un altro leader territoriale (per la cronaca: Traettino). ‘In base alle norme in vigore — proseguono Prete, Liverini, Bruno e Traettino rivolgendosi sempre a Grassi — ti è data la possibilità di essere confermato (al Crr) su indicazione del presidente (Bonomi) anche per il secondo biennio. La norma statutaria che sarà proposta al Consiglio generale il prossimo 4 giugno potrebbe creare un impedimento alla tua permanenza nella presidenza nazionale per tutti i quattro anni. Ti consigliamo di attivarti per provare a porre riparo, nel tuo interesse’. Poi la bordata. ‘Ci preme sottolineare che questo non potrà condizionare il principio di alternanza a base della nostra rappresentanza regionale’. Una comunicazione che suona più o meno come un avviso di sfratto”.

LA RISPOSTA

“Appena 24 ore e, il 3 giugno, Grassi scrive ai colleghi: ‘Cari Pino, Filippo, Gianluigi e Andrea, mentirei se non manifestassi quanto meno stupore nel ricevere una lettera quale unico confronto possibile tra noi… sono stato il primo a chiamare ognuno di voi, Gianluigi in primis, per trasferire un tema di statuto assolutamente imprevisto prima del 20 maggio, data dell’assemblea’. Con lo stesso Traettino ‘sono seguiti numerosi e lunghi confronti, con Andrea e Filippo altrettanto, forse solo con Pino siamo rimasti al primo colloquio, ma per le ragioni che già conoscete approfonditamente’. E qui il leader dell’Unione di palazzo Partanna entra nel merito: ‘Parliamo della necessità di mantenere la carica di presidente regionale per almeno i primi 2 anni secondo lo statuto vigente, nel caso si fosse eletti alla presidenza del Crr. La mia elezione, non certo scontata, dopo avere ottenuto l’unanimità di proposta da parte delle 8 regioni meridionali, condizione richiesta dal presidente Bonomi ma, è avvenuta 2 giorni prima dell’assemblea, in cui è stata poi votata l’intera squadra di presidenza’. A quel punto, ‘mentre pensavo alla lettera di felicitazioni e ringraziamento alla mia compagine regionale che aveva per prima creduto nel risultato, la doccia fredda: la notifica del vincolo di statuto come monito preliminare’”.

IL LODO PAN E LE MODIFICHE STATUTARIE

“Fino a quel momento, «tutti, e dico tutti anche tra noi, eravamo convinti dell’applicazione del cosi detto Lodo Pan (l’altoatesino Stefan Pan, ex presidente del Crr), che aveva consentito il mantenimento della carica al Crr anche dopo la scadenza del mandato regionale”. (…) Ieri, come anticipato da Grassi, il Consiglio generale nazionale ha dato via libera a una serie di importanti modifiche statutarie. Tra queste, appunto, quella che riguardala la presidenza del Crr. ‘Viene mantenuta la possibilità di una riconferma al vertice anche per un secondo biennio, laddove nel frattempo sia cessata la carica di presidente regionale. Ma si richiede che tale incarico non sia terminato da oltre un anno al momento della eventuale proposta di rinnovo’. Ergo, Grassi per restare quattro anni — e non soltanto due — in sella al Crr e di conseguenza vicepresidente nazionale, dovrebbe continuare a guidare gli industriali campani più o meno per un altro anno. Ma è assai probabile che dovrà sudare sette camice per provare a far cambiare idea ai colleghi”.

GRASSI DOVREBBE LASCIARE LA GUIDA DELL’UNIONE INDUSTRIALI NAPOLI

“Intanto, però, Grassi — in quanto presidente in carica del Crr — dovrebbe lasciare la guida dell’Unione industriali di Napoli. Da settimane circolava per la successione partenopea il nome di Luca Moschini. Ma negli ultimi giorni l’industriale dell’acciaio avrebbe ritirato la sua disponibilità. I giochi sono ripartiti…”, ha concluso il quotidiano.