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Stellantis

Ecco perché Stellantis, Renault e VW tirano per la giacchetta l’Ue

I tre Big dell’automotive europeo hanno inviato una lettera all’Ue per chiedere sostegno per non perdere la sfida senza precedenti per la loro competitività

Stellantis, VW e Renault tirano per la giacchetta l’Ue per gli incentivi e l’etichetta Made in Europe. Le case automobilistiche hanno inviato al Parlamento Europeo una lettera congiunta per chiedere all’Europa un aiuto concreto per vincere “una sfida senza precedenti per la loro competitività”, secondo quanto riporta Reuters. Tutti i dettagli.

LE RICHIESTE DI STELLANTIS, RENAULT E VW ALL’UE

Volkswagen, Stellantis e Renault stanno aumentando la pressione su Bruxelles per spingere la produzione europea di auto. Nella lettera congiunta visionata da Reuters, le case che rappresentano circa il 60% della produzione europea hanno chiesto ai Parlamentari europei di adottare una legge sul contenuto “Made in Europe” e incentivi più forti per stimolare la produzione locale. La richiesta segue il precedente appello – caduto nel vuoto – di Volkswagen e Stellantis affinché l’UE protegga la sua industria automobilistica attraverso aiuti economico-finanziari e un trattamento di favore per i veicoli elettrici prodotti localmente. I tre Big dell’auto europea si sono detti pronti a mantenere una solida base manifatturiera in Europa. Uno sforzo che – sottolineano – deve però essere supportato da un quadro normativo più realistico.

“Le case automobilistiche europee affrontano una sfida senza precedenti per la loro competitività a causa di significativi divari tecnologici in aree strategiche, di un’intensa pressione competitiva globale e di costi energetici, produttivi e normativi persistentemente elevati”, si legge nella lettera, secondo quanto riporta Reuters.

L’ETICHETTA “MADE IN UE”

L’UE sta già lavorando a un quadro normativo “Made in Europe”, ma restano diversi nodi da sciogliere riguardo contenuto locale, aiuti di Stato e incentivi legati alla produzione regionale per rafforzare le catene di approvvigionamento e ridurre la dipendenza dalle importazioni.

Oggi la domanda in Europa rimane debole, con circa 3 milioni di veicoli venduti in meno all’anno rispetto al 2019. L’obiettivo è che il 70% dei veicoli venduti nell’Unione Europea tragga il 70% del proprio valore all’interno del blocco dei 27 Paesi, coprendo l’intera catena del valore, dalla progettazione alla produzione. Le case automobilistiche hanno indicato l’attuale quota del 26% di importazioni nel mercato automobilistico dell’UE come punto di riferimento.

VW, STELLANTIS E RENAULT: PIU’ INCENTIVI E FLESSIBILITA’

VW, Stellantis e Renault hanno messo nero su bianco la richiesta di aiuti mirati per la produzione di batterie e una maggiore flessibilità normativa, specialmente per le auto di piccole dimensioni. Lo scopo è rendere i veicoli elettrici più accessibili e sostenere le catene di approvvigionamento locali.

“Vogliamo offrire auto pulite, accessibili e all’avanguardia dal punto di vista tecnologico alla classe media europea. L’Europa non si sta chiudendo in sé stessa. L’Europa sta solo bloccando la tendenza a un’ulteriore esternalizzazione della produzione industriale verso paesi terzi “, scrivono i tre big europei.

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