Skip to content
oleodotto Druzhba

Cos’è l’oleodotto Druzhba e perché per l’Unione europea è così importante

Il 12 febbraio scorso il governo ucraino ha dichiarato che i flussi sono stati sospesi per oltre due settimane, a partire dal 27 gennaio. L’Ucraina accusa la Russia di aver danneggiato l’oleodotto con i droni, mentre secondo Mosca Kiev avrebbe bloccato le riparazioni per motivi politici

L’interruzione degli ultimi flussi di petrolio russo verso l’Europa, attraverso l’oleodotto Druzhba di epoca sovietica, ha innescato uno scontro geopolitico che ha bloccato le nuove sanzioni dell’UE contro la Russia e i finanziamenti vitali per l’Ucraina.

COS’È L’OLEODOTTO DRUZHBA

Come ricorda l’agenzia Reuters, Druzhba, che in italiano significa “amicizia”, ​​è un oleodotto che trasporta petrolio dalla Russia all’Europa orientale, passando per l’Ucraina. Il collegamento di epoca sovietica era una delle più importanti arterie petrolifere russe, trasportando greggio dalla Siberia occidentale al cuore industriale dell’Europa, tra cui Bielorussia, Germania, Ungheria, Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca e Ucraina.

Secondo il monopolista russo degli oleodotti Transneft, al suo apice Druzhba pompava oltre 1 milione di barili al giorno, oltre l’1% della fornitura mondiale di petrolio. La maggior parte dei Paesi UE ha interrotto le importazioni di petrolio russo in seguito all’invasione russa dell’Ucraina e, secondo i calcoli di Reuters basati sui dati ufficiali dei due Paesi, all’inizio di quest’anno Druzhba trasportava circa 200.000 barili al giorno in Ungheria e Slovacchia.

I leader di Ungheria e Slovacchia sono un caso anomale nell’Unione europea per quanto riguarda il mantenimento di stretti legami con la Russia, e sostengono che acquistare petrolio altrove è più costoso e metterebbe a repentaglio la loro sicurezza energetica.

L’INTERRUZIONE DEI FLUSSI DI PETROLIO

Il 12 febbraio scorso il governo ucraino ha dichiarato che i flussi sono stati sospesi per oltre due settimane, a partire dal 27 gennaio. I flussi di petrolio attraverso Druzhba sono stati già interrotti in passato e, generalmente, venivano segnalati dai Paesi coinvolti entro poche ore.

L’Ucraina ha accusato la Russia di aver danneggiato l’oleodotto con i droni, mentre la Russia, così come l’Ungheria e la Slovacchia, hanno accusato Kiev di aver bloccato le riparazioni per motivi politici.

I DANNI ALL’OLEODOTTO DRUZHBA

L’Ucraina non ha reso pubblici i dettagli dei danni, né una data per la ripresa delle consegne tramite l’oleodotto. Kiev afferma che le riparazioni sono in corso, ma che i bombardamenti russi pongono rischi per la sicurezza.

Una nota presentata dall’Ucraina mercoledì scorso a una riunione tecnica dei governi UE sulle forniture di petrolio afferma che gli attacchi russi del 27 gennaio avevano danneggiato una stazione di pompaggio vicino alla città di Brody e “attrezzature tecnologiche e ausiliarie” dell’oleodotto Druzhba.

IL LEGAME TRA L’OLEODOTTO DRUZHBA E LE SANZIONI UE

L’Ungheria ha reagito all’interruzione dei flussi ponendo il veto, questa settimana, a nuove sanzioni UE contro la Russia e bloccando un nuovo prestito UE per Kiev. Il premier ungherese Viktor Orban mercoledì ha accusato l’Ucraina di “blocco petrolifero”.

La Slovacchia ha interrotto la fornitura di energia elettrica di emergenza all’Ucraina in risposta alla disputa di Druzhba. Kiev fa affidamento sull’elettricità di emergenza dei Paesi UE a causa degli ingenti danni alla sua infrastruttura energetica causati dagli attacchi missilistici e dei droni russi.

LE PROSSIME MOSSE

L’Unione europea non ha ancora spiegato come intende sbloccare la situazione di stallo sulle nuove sanzioni alla Russia, dopo che i colloqui tra i ministri di lunedì scorso non sono riusciti a risolverla. La Croazia si è offerta di sostituire il petrolio di Druzhba con le forniture tramite il suo oleodotto Adria, con forniture non russe trasportate tramite petroliere. Il gestore dell’oleodotto Janaf afferma che Adria potrebbe fornire fino a 280.000 barili al giorno di petrolio a Ungheria e Slovacchia, più che sufficienti per sostituire i 200.000 b/g provenienti dalla Russia.

Il Ministero dell’Industria Ungherese in precedenza aveva detto che Adria non poteva fornire tali volumi e che il mantenimento delle forniture tramite Druzhba è fondamentale per le sue operazioni. Mercoledì MOL e Janaf hanno dichiarato che avrebbero avviato i test per confermare la capacità di Adria, alla presenza di osservatori internazionali.

I PROBLEMI DI ESPORTAZIONE DELLA RUSSIA

L’interruzione delle forniture tramite l’oleodotto Druzhba non ha innescato un’immediata carenza di petrolio in Ungheria o Slovacchia, con entrambi i Paesi che hanno ordinato lo svincolo di emergenza delle scorte.

Secondo trader e analisti, il taglio dei flussi di Druzhba ha aggravato i problemi di produzione ed esportazione del petrolio russo. I flussi di petrolio russo verso India e Turchia sono destinati a diminuire tra marzo e aprile a causa delle sanzioni statunitensi, lasciando la Cina come principale acquirente.

LA VISITA DI VON DER LEYEN A KIEV

La disputa sull’oleodotto Druzhba e i veti ungheresi hanno in gran parte oscurato la visita della presidente della Commissione Ursula von der Leyen a Kiev, martedì scorso, per celebrare i 4 anni dall’invasione dell’Ucraina da parte della Russia. Ci si aspettava che von der Leyen annunciasse l’approvazione finale del prestito di 90 miliardi di euro e del 20esimo pacchetto di sanzioni, ma alla fine non ha fatto nessuna delle due cose.

“Gli attacchi russi all’oleodotto Druzhba hanno avuto un impatto diretto sulla sicurezza energetica europea. Chiediamo di accelerare le riparazioni dell’oleodotto Druzhba dopo gli attacchi russi”, ha dichiarato la presidente della Commissione Ue.

COSA DOBBIAMO ASPETTARCI?

Von Der Leyen ha promesso al presidente ucraino che i 90 miliardi verranno consegnati presto, ma senza chiarire come verrà sbloccato lo stallo all’interno dell’Unione europea. Dal canto loro, Ungheria e Croazia trattano l’utilizzo temporaneo dell’oleodotto Adria e si dividono: Budapest vorrebbe continuare a ricevere il petrolio russo, più economico, mentre Zagabria è disposta a collaborare, ma a patto di mantenere i propri fornitori.

Intanto, in una riunione ad hoc del Gruppo di coordinamento petrolifero tenutasi mercoledì, la Commissione Ue e gli Stati membri hanno fatto il punto sulla situazione relativa alla sicurezza dell’approvvigionamento petrolifero UE a seguito dell’interruzione dell’oleodotto Druzhba dovuta agli attacchi russi alle infrastrutture energetiche ucraine. Durante lo scambio di opinioni, i Paesi membri hanno comunicato di non ravvisare rischi immediati per la sicurezza dell’approvvigionamento. La Commissione europea mantiene un monitoraggio e una comunicazione regolari con gli Stati membri e gli operatori di mercato, ed è in costante dialogo con l’Ucraina per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Rispettiamo la tua privacy, non ti invieremo SPAM e non passiamo la tua email a Terzi

Torna su