Sostenibilità

Costa detta il piano per la transizione energetica

ministero dell'ambiente

Il ministro dell’Ambiente, in audizione alla Commissione Ambiente del Senato ha fatto il punto sugli esiti del Consiglio dell’Ue sui cambiamenti climatici svoltosi il 26 giugno

Stop agli impianti a carbone entro il 2025 e raggiungimento di una quota di energia da rinnovabili nei consumi finali lordi del 30%. Ma anche un grande piano Marshall sul recupero energetico dell’edilizia esistente, sostegno alla produzione da grandi impianti con il meccanismo dei contratti per differenza, stipulati a seguito di aste al ribasso. E accumuli. Lo ha detto il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, in audizione alla Commissione territorio, ambiente e beni ambientali del Senato in merito agli esiti del Consiglio dell’Ue sui cambiamenti climatici svoltosi il 26 giugno.

CONFERMATO IL PIANO ENERGIA E CLIMA

Ristrutturazioni-edilizieCosta ha innanzitutto confermato gli obiettivi e le linee strategiche contenuti nella bozza del Piano Clima ed Energia trasmesso dal governo italiano alla Commissione europea il 31 dicembre scorso, sottolineando che “per contribuire al target generale del 30% si prevede per i trasporti una quota rinnovabile del 21,6% da raggiungere con la promozione dell’uso dei biocarburanti e altri carburanti rinnovabili nonché con una forte spinta, attraverso misure fiscali e regolatorie, pro auto elettrica puntando a raggiungere 6 milioni di veicoli circolanti al 2030”.

UN PIANO MARSHALL PER IL RECUPERO ENERGETICO DELL’EDILIZIA

E’ previsto, inoltre “un forte incremento di efficienza, e contestuale riduzione dei consumi nel settore dei trasporti e nel civile (residenziale e terziario). Si prevede un ruolo chiave delle pompe di calore e delle ristrutturazioni edilizie profonde”. Nel settore dell’edilizia, “penso che si possa fare veramente un grande piano Marshall sul recupero energetico dell’edilizia esistente e ottenere più anche di quanto prudenzialmente abbiamo negoziato con la Ue. Noi registriamo un patrimonio immobiliare nazionale pari a circa 2,4 miliardi di metri quadri, le cui caratteristiche costruttive sono spesso prive di ogni riferimento alle esigenze di contenimento dei consumi energetici” mentre “il settore dei trasporti – ha ricordato – incide per il 34% dei consumi energetici in Italia”.

CONTRATTI PER DIFFERENZA NEI GRANDI IMPIANTI

Riguardo al sostegno alla produzione da grandi impianti, “il meccanismo che intendiamo adottare sono i contratti per differenza, stipulati a seguito di aste al ribasso. Questo meccanismo assicura che, laddove il prezzo zonale-orario dell’elettricità divenga superiore alla tariffa assegnata in esito all’asta, il produttore restituisca la differenza, che andrà a beneficio dei consumatori. E’ un primo esempio di come la transizione energetica possa essere un’opportunità per tutti”.

SERVONO BATTERIE SEMPRE PIU’ EFFICIENTI

Infine le batterie: “Siamo ricchi di sole, e il fotovoltaico è pronto ad offrirci grandi quantità di energia e basso costo. Ma abbiamo bisogno di poterla accumulare, e dunque dobbiamo contribuire a sviluppare tecnologie che consentano di accumularla per periodi sempre più lunghi ed esigenze diversificate. In questo direzione va il nuovo Piano triennale per la ricerca di sistema. Si tratta di misure non procrastinabili, dato che il governo del sistema elettrico è tuttora basato su un assetto centralizzato. Abbiamo bisogno che tale sistema evolva per includere generazione distribuita, generazione rinnovabile, autoproduzione, accumuli, comunità dell’energia e aggregatori”.

IL GAS PASSAGGIO OBBLIGATO PER LA TRANSIZIONE

Infine il gas: negli interventi sul piano energetico “il gas non è un punto di arrivo ma un punto di transizione verso il punto arrivo che sono le rinnovabili. Ma se noi non facciamo questo passaggio, che ha i suoi tempi tecnici, e lo dico senza prendere la competenza dello Sviluppo economico, la percezione mi dice che noi rischiamo di fermare l’Italia. Questo è il mio pensiero che rimando al Mise per competenza. L’importante è che usiamo la logica del gas come ragionevole transizione, non irragionevole ma questo e’ un mio pensiero personale”, ha concluso Costa.