Il combustibile più inquinante potrebbe essere in costante declino in Europa e Nord America, ma il suo futuro è sempre più determinato in Asia
Lo scorso anno il consumo globale di carbone ha raggiunto un nuovo record, apparentemente contraddicendo anni di discussioni sull’eliminazione graduale del combustibile fossile più inquinante al mondo, ma il dato principale non racconta tutta la storia.
L’ultima “Statistical Review of World Energy” – spiega Oilprice – mostra che nel 2025 il consumo globale di carbone è salito a 166,0 exajoule, con un aumento dello 0,7% rispetto al 2024. Allo stesso tempo, la produzione globale di energia elettrica da carbone è diminuita, attestandosi a 10.511 terawattora.
Queste due tendenze non si escludono a vicenda: il carbone viene utilizzato non solo per la produzione di energia elettrica, ma anche nella siderurgia, nella produzione di cemento e in altri processi industriali. La divergenza riflette anche un quadro geografico in evoluzione, in cui il carbone è in declino in gran parte del mondo sviluppato, pur restando profondamente radicato nell’economia industriale asiatica.
IL CONSUMO DI CARBONE: UN RECORD CON IMPORTANTI PRECISAZIONI
Il consumo di carbone ha raggiunto un record in termini assoluti, ma non ha tenuto il passo con la domanda energetica complessiva. L’offerta energetica globale totale è aumentata da 592,2 exajoule nel 2024 a 600,3 exajoule nel 2025, con un incremento di circa l’1,4%. Il carbone è cresciuto più lentamente, quindi la sua quota nel mix energetico globale è scesa dal 27,9% al 27,7%. Nonostante il record mondiale di consumo di carbone, quest’ultimo ha perso una piccola quota di mercato.
Questo schema si ripete frequentemente durante le transizioni energetiche. Un combustibile può continuare a crescere in termini assoluti, anche se le alternative a crescita più rapida ne riducono la quota totale. Con la domanda globale di energia ancora in aumento, la perdita di quote di mercato non significa necessariamente un calo dei consumi.
Le energie rinnovabili offrono un utile termine di paragone: l’offerta di rinnovabile è aumentata di quasi il 10% nel 2025, superando di gran lunga quella del carbone. Tuttavia, la domanda energetica mondiale era sufficientemente elevata da poter accogliere contemporaneamente la crescita delle energie rinnovabili e un altro record per il combustibile fossile.
IL CARBONE È SEMPRE PIÙ UN COMBUSTIBILE ASIATICO
La caratteristica più evidente del mercato del carbone è la sua concentrazione geografica. Nel 2025 la regione Asia-Pacifico ha consumato 138,1 exajoule di carbone, pari all’83,2% del totale mondiale. La sola Cina ne ha consumati 92,2 exajoule, ovvero il 55,6% di tutto quello utilizzato nel mondo.
L’India ha contribuito con altri 23,1 exajoule, pari al 13,9% del consumo globale. Insieme, Cina e India hanno rappresentato quasi il 70% del consumo mondiale di carbone. Aggiungendo l’Indonesia, i tre Paesi hanno consumato quasi il 73% del totale.
Ecco perché affermazioni generiche su una graduale eliminazione del carbone a livello globale possono essere fuorvianti. Il combustibile più inquinante potrebbe essere in costante declino in Europa e Nord America, ma il suo futuro è sempre più determinato in Asia.
Nel 2025 i Paesi non-OCSE hanno rappresentato l’85,2% del consumo globale di carbone. Il loro utilizzo è cresciuto a un tasso medio annuo dell’1,9% nell’ultimo decennio. Il consumo dei Paesi OCSE, al contrario, è diminuito a un tasso annuo del 4,8%.
L’Europa nel 2025 ha consumato solo il 4,4% del carbone mondiale. La quota dell’Unione Europea è stata di appena il 2,8%, a seguito di un ulteriore calo del 3,2% nei consumi. Il totale globale, quindi, combina due storie molto diverse: una è un abbandono a lungo termine del carbone in gran parte del mondo sviluppato, l’altra è la continua importanza del carbone per le grandi e crescenti economie asiatiche.
LA PRODUZIONE DI ENERGIA A CARBONE SI È MOSSA IN DIREZIONE OPPOSTA
Una sorpresa nei dati del 2025 è che la produzione di energia elettrica da carbone è diminuita nonostante l’aumento del consumo totale di carbone. La Cina ha generato 5.756 terawattora di elettricità dal combustibile, in calo dell’1,1% rispetto al 2024. La produzione di energia da carbone in India è diminuita del 3,0%, attestandosi a 1.464 terawattora. Poiché questi due Paesi producono quasi il 69% dell’elettricità mondiale da centrali a carbone, cali percentuali relativamente piccoli possono avere un impatto significativo sul totale globale.
La produzione di energia da carbone nell’area Asia-Pacifico è diminuita dell’1,2%, mentre l’Europa ha registrato un ulteriore calo del 3,4%. La produzione di energia da carbone dell’Unione Europea è diminuita del 3,6% e rappresenta solo il 2,6% del totale globale.
La divergenza tra consumo e produzione di elettricità indica che la domanda di carbone al di fuori del settore elettrico ha contribuito a sostenere questo record. Le statistiche sul consumo di carbone includono usi industriali che non sono rilevati dai totali di produzione di energia elettrica. Anche le variazioni nell’efficienza degli impianti, nella qualità del carbone, nelle scorte e nei metodi di misurazione possono impedire che le due serie si muovano in perfetto allineamento. Qualunque sia la combinazione precisa, il risultato è notevole: il mondo ha consumato una quantità record di carbone, producendo al contempo meno elettricità da esso.
L’UTILIZZO RECORD NON HA TRASFORMATO IL COMMERCIO IN UN BOOM
La produzione globale di carbone nel 2025 si è mantenuta vicina ai livelli record, attestandosi a 180,8 exajoule, ma è rimasta sostanzialmente invariata. La Cina ha aumentato la produzione dell’1,7%, fornendo il 52,4% del totale mondiale. Il suo consumo di carbone è rimasto pressoché invariato, ma le importazioni sono diminuite del 10,1%. Questa combinazione suggerisce che l’aumento della produzione interna ha sostituito una quantità significativa di carbone importato.
Tale spostamento ha contribuito a far diminuire il commercio globale di carbone del 3,1%, portandolo a 35,3 exajoule. L’Indonesia, il maggiore esportatore mondiale, ha visto le sue esportazioni calare del 7,4%. Le esportazioni statunitensi sono diminuite dell’11,5%. L’aumento record del consumo globale, quindi, non si è tradotto in un commercio internazionale record. Gran parte del carbone mondiale viene prodotto e consumato all’interno degli stessi Paesi, in particolare Cina e India.
IL QUADRO GENERALE
I dati del 2025 non supportano né l’affermazione che il carbone stia scomparendo, né quella che la transizione energetica si sia arrestata. Il consumo di carbone ha raggiunto un livello record, ma la sua quota nel mix energetico globale è diminuita. La produzione di energia elettrica da centrali a carbone è calata, ma gli usi industriali e di altro tipo hanno mantenuto elevato il consumo totale.
Negli Stati Uniti il consumo di carbone è aumentato bruscamente, pur restando ben al di sotto del suo picco storico. L’Europa ha continuato ad allontanarsi dal carbone, mentre l’Asia ha rappresentato oltre i quattro quinti della domanda globale.
Il mercato del carbone non è più un fenomeno globale unitario: si sta delineando un divario sempre più ampio tra i Paesi che stanno riducendo progressivamente la loro dipendenza dal carbone e quelli in cui esso resta fondamentale per l’elettricità, l’industria e lo sviluppo economico. È probabile che questo divario continuerà a definire il mercato del carbone per molti anni a venire.

