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Spagna

Tutte le crepe del sistema elettrico della Spagna

La Spagna accelera sulla transizione energetica, ma il sistema fatica a reggere l’urto. Il nucleare esce di scena tra polemiche politiche e vincoli regolatori, mentre il fotovoltaico cresce più rapidamente della capacità della rete

La transizione energetica spagnola avanza su un terreno sempre più instabile. Il nucleare si ferma e le rinnovabili crescono più velocemente della capacità del sistema di assorbirle. A farne le spese è la rete elettrica, sempre più complessa e sotto stress.

PERCHÉ IL NUCLEARE SI FERMA

Le parole di Alfredo García, noto divulgatore e operatore nucleare, hanno acceso una polemica destinata a durare: “Mi sembra una mossa codarda che il Governo dia la colpa della chiusura del nucleare alle aziende elettriche”.

Formalmente, il progressivo spegnimento delle centrali nucleari in Spagna è il risultato di accordi tra Stato e utility. Tuttavia, secondo García, la narrazione ufficiale distorcerebbe la realtà. Secondo il divulgatore, attribuire la responsabilità alle aziende elettriche significa ignorare un quadro regolatorio che ha reso il nucleare sempre meno sostenibile dal punto di vista economico. Un sistema che prevederebbe carichi fiscali elevati, incertezza normativa e incertezza sul lungo periodo.
In parole povere, la scelta di rinunciare al nucleare è politica e il Governo dovrebbe assumersi pubblicamente la responsabilità, secondo García, anche quando questo significa rivedere dogmi, slogan e narrazioni comode.

FOTOVOLTAICO RECORD IN SPAGNA

Al tempo stesso, il fotovoltaico vive un momento d’oro, forte di nuovi record di capacità installata, prezzi dell’energia che crollano nelle ore centrali della giornata, investimenti che continuano ad affluire. Ma dietro i numeri positivi si nasconde un problema sempre più evidente: i curtailments, la riduzione o azzeramento della produzione perché la rete non è in grado di assorbirla.

SOLUZIONI PER UN SISTEMA ENERGETICO FRAGILE

Il grande blackout che ha colpito la Penisola Iberica negli anni scorsi ha segnato uno spartiacque. La sicurezza del sistema non dipende più solo dalla potenza installata, ma dalla sua qualità: flessibilità, capacità di risposta rapida, servizi di rete. In questo scenario, la scomparsa del nucleare e la crescita disordinata delle rinnovabili accentuano le tensioni. Senza sistemi di accumulo, il fotovoltaico rischia di trasformarsi da soluzione a problema. L’energia che oggi viene sprecata potrebbe diventare la riserva strategica di domani, ma solo se il quadro regolatorio e di mercato renderà sostenibili gli investimenti nello storage.

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