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Dalla Polonia all’Italia: cosa succede dopo lo stop ai flussi di gas russo decisi da Gazprom

Gazprom

Polonia e Bulgaria costrette a rinunciare al gas russo per mancati pagamenti in rubli. Proseguono le consegne all’Italia che, però, dimezza la dipendenza. Tutta l’Ue si prepara a rinunciare al gas di Mosca

Detto, fatto: la russa Gazprom ha chiuso i rubinetti del gas a Polonia e Bulgaria, spiegando che la decisione si deve al mancato pagamento in rubli da parte dei due Paesi. Lo stop alle forniture, però, non sembra destare particolari preoccupazioni a Varsavia e Sofia, con la prima, in particolare, che annuncia lo stop definitivo agli acquisti di gas russo.

Continuano, regolarmente, le forniture all’Italia, che però ha dimezzato la dipendenza da Mosca. Anche l’Ue guarda a flussi alternativi.

Andiamo per gradi.

STOP AI FLUSSI DI GAS RUSSO A POLONIA E BULGARIA

Dopo aver minacciato lo stop nei giorni scorsi, ed aver annunciato, il 26 aprile 2022, l’interruzione delle forniture a partire dal 27 Aprile, Gazprom ha affermato di aver fermato le spedizioni di gas verso Polonia e Bulgaria, che si sono rifiutate di pagare il gas ricevuto in rubli.

LA CONFERMA DI PGNIG

A confermare lo stop alle forniture è anche la polacca Pgnig, che ritiene di “potersela cavare”, nonostante nei primi tre mesi di quest’anno abbia importato più della metà del suo gas attraverso Gazprom.

VARSAVIA E SOFIA: PAESI DI TRANSITO

E conscia di questo, la società russa ha avvertito Polonia e Bulgaria, Stati di transito, che in caso di prelievo non autorizzato di gas russo destinato a Paesi terzi, le forniture di transito verranno ridotte di un ammontare analogo.

POLONIA: MAI PIU’ GAS RUSSO

Dunque, la Polonia è obbligata a rinunciare definitivamente al gas di Mosca, forse, in anticipo rispetto a quanto avrebbe auspicato. “No. Non compreremo gas dalle società russe”, ha detto il ministro per le Infrastrutture energetiche, Piotr Naimsky, in una intervista alla radio Rmf, riportata dalla Tass.

Lo stesso ministro ha precisato che la Polonia si stava preparando a rinunciare al gas russo da sei anni e che non ci saranno particolari conseguenze per i cittadini. “Posso garantire che il gas ci sarà, a meno che non si verifichi una sorta di cataclisma. In condizioni prevedibili, avremo forniture di gas”, ha spiegato il ministro.

BULGARIA: RISERVE PER UN MESE

Anche la Bulgaria non si piega, che dice di avere riserve di gas per almeno un mese. Sofia sostiene che a violare gli accordi esistenti è il gruppo russo, sostiene Bloomberg.

“La Bulgaria non negozierà sotto pressione e a testa bassa”, ha detto il ministro dell’energia bulgaro Alexander Nikolov, secondo cui “è chiaro che in questo momento il gas naturale viene usato come arma politica e commerciale nel contesto della guerra”.

PREZZI IN CRESCITA

Intanto, le mosse russe fanno decollare il prezzo del gas sulla piazza di Amsterdam. I future sul metano, benchmark del prezzo del metano in Europa, sono balzati del 16% a 119,75 euro al megawattora, dopo aver toccato un rialzo massimo del 24%, arrivando a 125 euro in avvio di seduta.

DUMA RUSSA: FERMARE FORNITURE A TUTTI PAESI OSTILI

E i prezzi potrebbero crescere ancora, ove di verificasse quanto auspicato dalla Duma, la Camera bassa del Parlamento russo, che propone di fermare i flussi verso tutti i paesi considerati “ostili”, secondo quanto dichiarato dal presidente Vyacheslav Volodin.

“I deputati della Duma di Stato sostengono la decisione di Gazprom di stoppare le forniture di gas a Bulgaria Polonia”, ha dichiarato Volodin.

ITALIA: FORNITURE REGOLARI, MA DIMEZZATE

Auspici a parte, le forniture verso l’Italia continuano regolarmente, anche se il nostro Paese nelle scorse settimane si è mosso per trovare flussi alternativi a quelli russi. Ad aprile 2022, abbiamo già dimezzato la dipendenza da Mosca, come mostra un grafico di Ispi.

Ad aprile 2022, l’Italia ha fatto a meno del 50% di gas russo. Il peso della Russia sui consumi italiani, dunque, è crollato dal 42% del periodo pre-pandemia al 21% di oggi.

UE: PRONTA A RINUNCIARE AL GAS RUSSO

Insieme all’Italia, l’Europa tutta si prepara a dire addio al gas russo.

“L’annuncio di Gazprom che interromperà unilateralmente la consegna del gas ai clienti in Europa è l’ennesimo tentativo della Russia di utilizzare il gas come strumento di ricatto. Questo è ingiustificato e inaccettabile. E mostra ancora una volta l’inaffidabilità della Russia come fornitore di gas. Siamo preparati per questo scenario. Siamo stretti in contatto con tutti gli Stati membri”, scrive in una nota la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.

“Abbiamo lavorato per garantire consegne alternative e i migliori livelli di stoccaggio possibili in tutta l’Ue. Gli Stati membri hanno messo in atto in atto piani di emergenza proprio per questo scenario e abbiamo lavorato con loro in coordinamento e solidarietà”, prosegue Von der Leyen, aggiungendo che “in questo momento è in corso una riunione del gruppo di coordinamento del gas. Stiamo delineando la nostra risposta coordinata dell’Ue”.

“Continueremo inoltre a collaborare con partner internazionali per garantire flussi alternativi. E continuerò a lavorare con i leader europei e mondiali per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento energetico in Europa – conclude la presidente della Commissione Ue -. Gli possono confidare che restiamo uniti e in piena solidarietà con gli Stati membri colpiti di fronte a questa nuova sfida. Gli europei possono contare sul nostro pieno sostegno”.

VIENNA: PAGHEREMO GAS IN EURO

Anche da Vienna arriva un commento alla decisione di Gazprom. L’Austria ha affermato che Mosca continua a fornire gas naturale al Paese “senza restrizioni”, e che, nonostante lo stop delle forniture a Polonia e Bulgaria, il gruppo energetico austriaco Omv continuerà i pagamenti “in conformità con le sanzioni tramite euro”.

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