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Dell’Acqua (Arera): Il gas resterà caro ma l’Italia punta su rinnovabili e vigilanza per tagliare le bollette

Il presidente dell’Autorità Dell’Acqua annuncia interventi sulla formazione dei prezzi e nuovi standard per i venditori. Gli oneri di sistema inizieranno a calare sensibilmente dal 2028, mentre la produzione interna resta l’unica via per l’autonomia.

L’Italia si trova ad affrontare una fase di strutturale instabilità dei mercati energetici, con il prezzo del gas destinato a rimanere su livelli elevati ancora per molto tempo, oscillando mediamente intorno ai 50 euro al megawattora con picchi superiori ai 60. Nicola Dell’Acqua, presidente di ARERA (l’Autorità di regolamentazione per energia reti e ambiente), ha tracciato un quadro analitico della situazione in un’intervista rilasciata al quotidiano “La Repubblica“, spiegando come la dipendenza dalle importazioni esponga il Paese a ogni crisi globale.

La materia prima pesa infatti per circa il 60% sul totale della bolletta, lasciando all’Autorità margini di manovra limitati, inferiori al 20%, focalizzati principalmente su reti e oneri. La strategia per mitigare l’impatto sui consumatori passa ora per un monitoraggio più serrato contro le speculazioni e una decisa accelerazione sulla produzione nazionale di energia pulita.

SCENARI DI MERCATO E STOCCAGGI STRATEGICI

Le previsioni a lungo termine indicano che il costo del gas non tornerà ai 27 euro al megawattora registrati nel periodo precedente al conflitto. Nonostante questa persistenza di prezzi alti, l’Italia ha giocato d’anticipo sulla gestione delle riserve. “L’Italia si è mossa prima sugli stoccaggi: siamo poco sopra al 70%, mentre molti Paesi europei sono indietro perché hanno puntato su un ritorno ai valori pre-crisi”, ha dichiarato Dell’Acqua, fissando l’obiettivo nazionale al 90%.

Per quanto riguarda il comparto elettrico, il problema principale risiede nel costo dell’energia sui mercati all’ingrosso, dove la Penisola registra valori tra i più alti d’Europa. Sebbene la rete nazionale sia considerata efficiente, il nodo resta l’eccessivo costo di acquisto della risorsa, che continua a riflettersi pesantemente sulle spese finali di famiglie e imprese.

AUTONOMIA ENERGETICA TRA RINNOVABILI E NUCLEARE

L’unica soluzione strutturale per abbattere i prezzi è l’incremento della produzione interna. Secondo il presidente di ARERA, l’Italia dispone di un potenziale che le permetterebbe di superare la Germania nella produzione di energia solare. Il piano d’azione deve includere un mix integrato di rinnovabili, sistemi di accumulo, batterie e lo sviluppo dell’eolico offshore. In questa prospettiva di lungo periodo, Dell’Acqua non esclude il ricorso al nucleare come elemento di stabilità.

Un reale disaccoppiamento del prezzo dell’elettricità da quello del gas può avvenire solo attraverso una vera diversificazione, pur sapendo che una quota di gas rimarrà necessaria nel mix primario. L’obiettivo è ambizioso: “In prospettiva dovremmo scendere intorno al 20% nel giro di vent’anni. Ridurre del 50% il peso del gas aiuterebbe a essere più autonomi, ma va fatto senza traumi”. Un ruolo fondamentale in questa transizione potrebbe essere giocato dall’idroelettrico, spesso trascurato nonostante lo stock di progetti autorizzabili e la presenza di dighe e accumuli, specialmente nel Centro-Sud, che fungono da vera e propria “batteria per l’Italia”.

LA DISCESA DEGLI ONERI DI SISTEMA DAL 2028

Sul fronte della tassazione e degli oneri che gravano sulle fatture, si intravede una luce all’orizzonte, sebbene non immediata. A partire dal 2028 è previsto l’inizio di un calo progressivo degli oneri di sistema, dovuto all’esaurimento di alcuni incentivi storici avviati oltre quindici anni fa. I nuovi meccanismi di sostegno avranno un impatto fiscale più contenuto rispetto al passato.

Dell’Acqua ha ricordato che ARERA ha già operato attivamente per congelare la crescita degli oneri fino allo scorso giugno, cercando di attutire i colpi della crisi. La stabilità della rete italiana e i suoi costi relativamente bassi rappresentano un punto di forza nel gestire la transizione, ma il vero bersaglio resta la volatilità dei prezzi di mercato su cui l’Italia ha ancora scarsa sovranità.

LOTTA ALLA SPECULAZIONE E NUOVI STANDARD DI QUALITÀ

Per proteggere i clienti finali, l’Autorità ha potenziato i propri strumenti di vigilanza, creando un’unità dedicata al monitoraggio dei prezzi anche al di fuori delle fasi di emergenza. L’obiettivo è evitare che alcuni operatori possano approfittare delle fluttuazioni di mercato a danno dei consumatori. “Interverremo anche sulla formazione del prezzo”, ha spiegato Dell’Acqua, annunciando un procedimento volto a migliorare il funzionamento dei mercati e a rintracciare tempestivamente strategie commerciali scorrette.

Parallelamente, ARERA punta a introdurre uno standard di qualità volontario per i venditori di beni essenziali. Questo sistema di certificazione partirebbe dai settori di energia e gas per poi estendersi ad acqua e rifiuti, con l’intento di garantire ai cittadini maggiore trasparenza e fiducia nel mercato, isolando chi adotta comportamenti anomali o speculativi.

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