Il provvedimento energetico è atteso in Consiglio dei Ministri la prossima settimana, mentre per la direttiva sull’efficientamento degli edifici il termine ultimo è confermato a maggio.
Il Governo si appresta a varare il nuovo Decreto Energia, ormai giunto alle battute conclusive del suo iter tecnico. Il provvedimento, che contiene norme cruciali per la stabilità del mercato nazionale e la gestione delle risorse strategiche, approderà sul tavolo del Consiglio dei Ministri la prossima settimana. Parallelamente, l’esecutivo sta accelerando le analisi tecniche necessarie per il recepimento della direttiva europea “Case Green”, previsto entro il mese di maggio, definendo una tabella di marcia che punta a coniugare i target climatici al 2030 e 2050 con le specificità del patrimonio immobiliare italiano. È quanto emerge dalle dichiarazioni rilasciate dal Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto a Roma durante il convegno “Beyond Climate – Tecnologie trasformative per la sicurezza ambientale nell’era dei cambiamenti climatici”. La fotografia scattata dal titolare del MASE delinea un quadro d’azione che vede l’Italia impegnata sia sul fronte del consolidamento normativo interno, sia in un complesso negoziato di raccordo in ambito europeo.
IL DECRETO ENERGIA VERSO IL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Il testo del Dl Energia si trova attualmente in una fase di revisione tecnica e contabile. “Il decreto è alla stesura finale di valutazione da parte della Ragioneria generale dello Stato”, ha spiegato il Ministro, sottolineando che l’attenzione è rivolta alla solidità delle coperture finanziarie. Sebbene non sia stato possibile presentare il documento nel CdM di questo pomeriggio a causa di alcune minime valutazioni ancora in corso, Pichetto Fratin ha assicurato che il traguardo è ormai prossimo: “Lo stiamo chiudendo definitivamente e possiamo confermare fin d’ora che arriverà in CdM la prossima settimana”. All’interno del testo troverà spazio, tra le altre cose, una norma specifica dedicata alla vendita del gas stoccato, una misura pensata per ottimizzare le riserve esistenti senza compromettere la sicurezza degli approvvigionamenti per la stagione fredda.
LA SFIDA EUROPEA E IL RACCORDO TRA GLI STATI
Il coordinamento tra i membri dell’Unione Europea resta un nodo centrale per la politica energetica nazionale, specialmente alla luce dell’ultimo vertice informale svoltosi in Belgio. Secondo la prospettiva espressa dal Ministro, è emersa con forza la necessità di superare le frammentazioni che penalizzano il mercato unico. “Si manifesta l’esigenza di avere un raccordo maggiore a livello europeo”, ha rimarcato Pichetto Fratin, evidenziando il rischio che un’unità di facciata nasconda in realtà percorsi divergenti, dove alcuni Stati traggono benefici a scapito di altri che ne pagano le conseguenze. In questo contesto, spetterà alla Presidenza del Consiglio elaborare la sintesi politica finale delle istanze italiane portate al tavolo europeo.
STOCCAGGI GAS E DINAMICHE DEI PREZZI DI MERCATO
Per quanto riguarda la sicurezza degli approvvigionamenti, l’Italia guarda con fiducia all’obiettivo comunitario di raggiungere stoccaggi di gas al 90% entro il primo novembre. Il Ministro ha chiarito che il Paese è in una posizione di forza: “Siamo una nazione che può superare tranquillamente questo target, ma la valutazione deve restare collettiva a livello europeo”. Se per l’Italia la questione non è quantitativa, a livello continentale il calo delle riserve potrebbe innescare tensioni sui prezzi. Pichetto Fratin ha poi ricordato come l’instabilità attuale, con il prezzo dell’energia elettrica (PUN) sceso da 140 a circa 125-128 euro, sia figlia di un mercato ancora volubile, influenzato da speculazioni, dal conflitto in Ucraina e dai fenomeni climatici estremi che colpiscono ciclicamente Europa e America. In merito al Dl Energia, è stato ribadito che la vendita del gas stoccato non intaccherà le riserve necessarie per il prossimo inverno.
IL RECEPIMENTO DELLA DIRETTIVA CASE GREEN
Un capitolo decisivo riguarda il futuro dell’edilizia sostenibile. Il recepimento della direttiva UE sulle “Case Green” rappresenta una scadenza inderogabile fissata per il prossimo maggio. Attualmente, il Ministero sta conducendo una fase di studio approfondita per valutare lo stato del parco edifici partendo dai dati del 2020, con l’obiettivo di calibrare gli interventi necessari per i traguardi intermedi del 2030 e quelli finali della decarbonizzazione al 2050. “Terminata questa fase di valutazione tecnica, dovremo presentare contestualmente le previsioni di azione e le modalità di recepimento”, ha concluso il Ministro, indicando come prioritario l’equilibrio tra ambizione climatica e fattibilità delle azioni sul territorio.

