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Ponte sullo Stretto

Dl Infrastrutture, norme sul Ponte sullo Stretto riscritte e governance al Mit

Nel Consiglio dei Ministri nuove norme per riattivare le procedure del Ponte sullo Stretto. Governance al ministero delle Infrastrutture dopo i rilievi del Colle

La nuova bozza di Dl Infrastrutture riscrive tutti i passaggi per l’approvazione del Ponte sullo Stretto. Tuttavia, non si parte da zero. Ecco cosa cambia.

PONTE SULLO STRETTO, COSA CAMBIA NEL DL INFRASTRUTTURE

Come riporta Il Sole 24 Ore, l’articolo 1 del dl Infrastrutture riscrive tutti i passaggi per l’approvazione del Ponte sullo Stretto. Il Ministero delle Infrastrutture torna ad avere in mano la governance delle procedure, per approdare al Cipess e poi alla Corte dei conti con le carte in regola. Il cuore della riscrittura riguarda la nuova delibera Cipess e il pacchetto istruttorio che dovrà accompagnarla.

L’impianto del decreto mette nero su bianco una procedura per fasi che riapre il percorso amministrativo senza tornare indietro sull’assetto dell’opera. Non si riparte da zero ma dalla definizione di un nuovo quadro autorizzativo che possa reggere a un nuovo vaglio di legittimità.

PONTE SULLO STRETTO, COORDINAMENTO TRA AMMINISTRAZIONI CENTRALI

La sequenza del decreto prevede l’aggiornamento del piano economico-finanziario della concessionaria e l’acquisizione dei nuovi pareri tecnici e ambientali. Il nuovo schema normativo include anche la costruzione di una proposta di delibera capace di superare i rilievi dei magistrati contabili. Un passaggio chiave riguarda il rapporto tra l’atto aggiuntivo alla convenzione con la Stretto di Messina e la delibera Cipess sul progetto.

Il Mit sottolinea la necessità di chiarirne il “rapporto logico e cronologico”: prima la delibera e poi l’atto e non viceversa. Dentro questa nuova roadmap rientrano anche gli adempimenti sulla direttiva Habitat e il dialogo con la Commissione europea, chiamati a costruire il perimetro ambientale e giuridico.

I SUPERCOMMISSARI

Nello stesso articolo del decreto Infrastrutture viene prevista la nomina dell’ad di Rfi Aldo Isi come commissario straordinario per le opere ferroviarie di accesso, con l’obiettivo – spiegano dal ministero – di far procedere le infrastrutture a terra «rapidamente e in parallelo all’opera principale» come sottolinea il Mit. Arrivano i nuovi commissari per una parte degli interventi stradali Anas e per i cantieri ferroviari, con l’obiettivo di accelerare le opere già avviate e rafforzare il coordinamento tra amministrazioni centrali e territori. C’è poi il capitolo sulle concessioni autostradali, con norme che puntano a riequilibrare i piani economico-finanziari dopo la stagione Covid. Passa il vaglio anche il bando-tipo per le concessioni balneari mentre viene cancellata la proroga per il ricorso a bagnini minorenni fino a tutta la prossima stagione estiva.

LE CRITICHE DELL’OPPOSIZIONE

Dalle opposizioni arrivano però attacchi duri. Per la deputata M5s Daniela Morfino il decreto rappresenta «uno schiaffo supplementare alla Sicilia devastata». Angelo Bonelli parla di «decreto furbizia» accusando il governo di voler «evitare che il progetto venga valutato nella sua interezza dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici».

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