Scenari

Dl Rilancio: ecco tutte le misure per energia, ambiente e mobilità

Chigi

Nel Dl Rilancio taglio degli oneri di sistema nelle bollette, interventi sui certificati bianchi, ecobonus e sismabonus. Ma anche rinvio della Plastic tax e interventi sulle accise

Taglio degli oneri di sistema nelle bollette, interventi sui certificati bianchi, ecobonus e sismabonus. E ancora: cessione del credito per gli interventi di efficienza energetica, interventi sull’Iva nelle accise, incentivi alla mobilità sostenibile per monopattini e bici, rinvio della Plastic tax. Sono molte le novità contenute nella bozza del Dl Rilancio – visionata da ENERGIA OLTRE – che arriverà quest’oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri, come ha annunciato a Sky Tg24 il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Inca’. Mancano, invece, norme riguardanti gli incentivi alla rottamazione delle auto, ma qui il discorso è da fare con l’Europa, mentre le norme urgenti sulla valutazione di impatto ambientale delle opere potrebbe uscire dal provvedimento e approdare in un successivo intervento riguardante le semplificazioni.

ONERI IN BOLLETTA

Il governo ha deciso di intervenire per alleggerire il peso delle bollette elettriche e in particolare delle quote fisse in capo alle piccole attività produttive e commerciali, gravemente colpite su tutto il territorio nazionale dall’emergenza epidemiologica da COVID-19. Mediante la norma, che riguarda un periodo di tre mesi a partire da aprile 2020, si permette la tempestiva applicazione della misura semplificandone l’iter procedimentale e provvedendo a dare copertura mediante il ricorso al bilancio dello Stato. L’intervento normativo, prevede che l’Arera ridetermini le tariffe di distribuzione e misura dell’energia elettrica al fine di: a) azzerare le attuali quote fisse indipendenti dalla potenza relative alle tariffe di rete e agli oneri generali per tutti i clienti non domestici alimentati in bassa tensione b) Per i soli clienti non domestici alimentati in bassa tensione con potenza disponibile superiore a 3,3 kW, le tariffe di rete e gli oneri generali saranno rideterminate al fine di ridurre ulteriormente la spesa applicando una potenza “virtuale” fissata convenzionalmente pari a 3 kW, senza che a ciò corrisponda alcuna limitazione ai prelievi da parte dei medesimi clienti.

SOSTEGNO AL MECCANISMO DEI CERTIFICATI BIANCHI

I dati di monitoraggio per il meccanismo dei Certificati bianchi, al termine per la verifica del conseguimento dell’obbligo 2018 previsto entro il 31 maggio 2019 hanno evidenziato che per colmare l’attuale carenza di certificati, ai fini dell’obbligo 2019 (31 maggio 2020 prorogato per effetto del c.d. “DL Cura Italia” al 22 luglio 2020) dovranno essere emessi almeno 0,6 milioni di Certificati bianchi virtuali. Inoltre, in considerazione dell’attuale basso tasso di generazione di Certificati bianchi derivanti da nuovi progetti, si riscontra un’ulteriore difficoltà legata alla capacità del mercato di garantire il riscatto dei Certificati bianchi virtuali entro il 31 maggio 2021. A questa situazione di scarsa liquidità si è aggiunta l’attuale emergenza sanitaria legata al COVID-19. Da qui l’intervento del governo con disposizioni finalizzate a dare maggiore flessibilità a mercato dei Certificati bianchi. Nello specifico la norma proposta prevede una proroga della chiusura dell’anno d’obbligo 2019, dalla data del 22 luglio 2020, fino al 30 novembre 2020.

Tale possibilità garantirebbe al mercato un tempo più adeguato per potersi riassestare dopo l’attuale emergenza. Inoltre, con riferimento ai Certificati Bianchi per la cogenerazione ad alto rendimento (CAR), permette al contempo di incrementare la liquidità di Certificati immessi sul mercato, tramite l’anticipo dell’inizio del periodo di rendicontazione alla data di entrata in esercizio per i nuovi impianti, che a normativa vigente dovrebbero attendere il 1 gennaio dell’anno successivo. Tale previsione è introdotta in considerazione del fatto che, specialmente nell’attuale periodo in cui l’emergenza coronavirus è passibile di generare ritardi di alcuni mesi sulle date di entrate in esercizio preventivate per effetto della dilazione delle attività produttive, non risulta necessaria l’attesa del primo gennaio dell’anno successivo per dare inizio al regime incentivante. Con l’applicazione della norma proposta si permette quindi, oltre all’anticipo del periodo di rendicontazione, anche l’anticipo della data di inizio dell’emissione degli incentivi, salvaguardando i piani industriali alla base degli investimenti sostenuti.

EFFICIENZA ENERGETICA E CESSIONE CREDITI

Nella bozza del Dl Rilancio risultano ancora da definire gli incentivi fiscali per sismabonus, ecobonus e ristrutturazione Covid malgrado le indiscrezioni parlino di un recupero del 120%. In ogni caso il provvedimento prevede che i soggetti che hanno sostenuto spese per gli interventi in materia di interventi di efficienza energetica in luogo della detrazione, possono optare per la cessione del corrispondente credito a terzi (privati), anche diversi dai fornitori di beni e servizi che hanno effettuato gli interventi, con la facoltà di successiva cessione del credito. In questo caso il credito d’imposta attribuito al cessionario, che non sia oggetto di successiva cessione, è usufruito con le stesse modalità con le quali sarebbe stato usufruito dal primo soggetto cedente, utilizzabili anche in compensazione. Il successivo cessionario, che non cede ulteriormente il credito, lo utilizza in compensazione sulla base delle rate residue. La quota di credito che non è utilizzata nell’anno può essere utilizzata negli anni successivi, ma non può essere richiesta a rimborso.

RATE DI ACCONTO PER IL PAGAMENTO DELL’ACCISA SU GAS ED ENERGIA ELETTRICA

I soggetti obbligati al pagamento dell’accisa sul gas naturale e l’energia elettrica sono tenuti a versare l’imposta mediante rate di acconto mensili, calcolate sulla base dei consumi dell’anno precedente e mediante eventuali conguagli relativi all’accisa dovuta per l’anno precedente, che viene determinata in dichiarazioni annuali di consumo. In considerazione della circostanza che i consumi di gas naturale ed energia elettrica sono destinati, come tutti i prodotti energetici, a subire pesanti contrazioni per effetto dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 e per favorire le imprese del settore interessate, il governo ha introdotto una riduzione delle rate di acconto mensili dell’accisa sul gas e sull’energia elettrica, da versare nel periodo dal mese di maggio 2020 al mese di dicembre dello stesso anno, disponendo che siano versate nella misura del 90 per cento di quelle calcolate. La proposta prevede anche che l’eventuale versamento a conguaglio sia effettuato in un’unica soluzione entro il 31 marzo 2021 per il gas ed entro il 16 marzo 2021 per l’energia elettrica ma concede anche, in alternativa, di poter ripartire il debito a conguaglio in dieci rate mensili di pari importo, da versare nel periodo da marzo a dicembre 2021.

DIFFERIMENTO DI ADEMPIMENTI IN MATERIA DI ACCISA

Il governo ha deciso di differire l’efficacia di alcuni nuovi obblighi autorizzativi e di contabilizzazione dei prodotti, previsti per i piccoli depositi di prodotti energetici che riguarda in particolare i depositi di capacità compresa tra 10 e 25 metri cubi (e quelli tra 5 e 10 metri cubi qualora muniti di erogatori), già dilazionato al 30 giugno ma ora differiti al 1° ottobre 2020.

Inoltre, sempre in relazione alla grave situazione emergenziale derivante dalla diffusione del virus COVID-19, la bozza elimina anche la sanzione per i soggetti obbligati che abbiano effettuato, per il pagamento dell’accisa dovuta sui prodotti energetici immessi in consumo nel mese di marzo 2020, versamenti in ritardo rispetto alla prevista scadenza del 16 aprile. I predetti pagamenti saranno considerati regolari se effettuati entro la data del 16 maggio 2020.

Il testo unico delle accise prevede anche che l’accisa sui prodotti energetici debba essere pagata in relazione al quantitativo dei medesimi prodotti immesso in consumo nel mese solare precedente. In tale contesto, in relazione al periodo di grave emergenza nazionale la disposizione in illustrazione dispone che per i soli mesi di aprile, maggio, giugno, luglio e agosto del 2020, i soggetti obbligati al pagamento del tributo possano effettuare, entro le previste scadenze e a titolo di acconto, i suddetti pagamenti nella misura dell’ottanta per cento delle somme che sarebbero dovute. La restante parte delle somme dovute sarà versata cumulativamente entro il termine del 16 novembre 2020, unitamente all’accisa dovuta per i prodotti energetici immessi in consumo nel mese di ottobre.

PLASTIC TAX

Il governo ha deciso di differire, al 1° gennaio 2021, l’efficacia delle disposizioni istitutive dell’imposta sul consumo dei manufatti con singolo impiego (MACSI), cioè la cosiddetta ‘Plastic tax’.

MOBILITA’ SOSTENIBILE

A seguito dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 e in relazione alle misure precauzionali che sarà necessario attuare nei prossimi mesi, premette il governo nell’introdurre questa misura, la mobilità nelle aree urbane e metropolitane subirà inevitabili e rilevanti cambiamenti dovuti sia alla riduzione della capacità di trasporto pubblico determinata dalla necessità di garantire il distanziamento sociale che alla possibile minore propensione all’uso dei mezzi del trasporto pubblico, con un conseguente incremento modale per gli spostamenti effettuati con autoveicoli privati. Per questo, al fine di incentivare forme di mobilità sostenibile alternative al trasporto pubblico locale che garantiscano il diritto alla mobilità delle persone nelle aree urbane a fronte delle limitazioni al trasporto pubblico locale operate dagli enti locali si prevede che per il 2020 il Programma incentivi forme di mobilità sostenibile alternative al trasporto pubblico locale per i residenti maggiorenni nelle Città metropolitane ovvero nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti riconosca un “buono mobilità”, pari al 70 per cento della spesa sostenuta e comunque non superiore a 500 euro fino al 31 dicembre 2020, per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, nonché di veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica, quali segway, hoverboard, monopattini e monowheel ovvero per l’utilizzo dei servizi di mobilità condivisa a uso individuale esclusi quelli mediante autovetture. Tale “buono mobilità” può essere richiesto per una sola volta ed esclusivamente per una delle destinazioni d’uso previste. Al riguardo, si prevede lo stanziamento di ulteriori 50 milioni di euro per il 2020, per un totale di 120 milioni di euro.

Per gli anni 2021 e seguenti il Programma incentiva il trasporto pubblico locale e regionale e forme di mobilità sostenibile ad esso integrative a fronte della rottamazione di autoveicoli e motocicli altamente inquinanti.
Si introduce la definizione di “Casa avanzata”, ovvero una linea di arresto dedicata alle biciclette in posizione avanzata rispetto alla linea di arresto per tutti gli altri veicoli per garantire maggior sicurezza alla circolazione delle biciclette. Si prevede, poi, la definizione di “Bike line”, ovvero la parte longitudinale della carreggiata, posta a destra, delimitata mediante una striscia bianca discontinua, valicabile e ad uso promiscuo, idonea a permettere la circolazione dei velocipedi nello stesso senso di marcia degli altri veicoli e contraddistinta dal simbolo del velocipede. La bike lane è parte della ordinaria corsia veicolare, con destinazione esclusiva alla circolazione dei velocipedi, eliminando ogni forma di promiscuità di circolazione con altre tipologie di veicoli, con indubbi vantaggi sulla sicurezza e snellimento della circolazione.

La casa avanzata, previa valutazione delle condizioni di sicurezza, può essere realizzata lungo le strade con velocità consentita inferiore o uguale a 50 km/h, anche se fornite di più corsie per senso di marcia, ed è posta a una distanza pari almeno a 3 metri rispetto alla linea di arresto stabilita per il flusso veicolare. L’area delimitata è accessibile attraverso una corsia di lunghezza pari almeno a 5 metri riservata alle biciclette, situata sul lato destro in prossimità dell’intersezione.

Infine, si prevede l’obbligatorietà della predisposizione del piano degli spostamenti casalavoro e della nomina del responsabile della mobilità aziendale anche da parte delle imprese e degli enti pubblici con più di cento dipendenti aventi sedi in Città metropolitane o Comuni con più di 50.000 abitanti.

SOSTEGNO ALLE ZONE ECONOMICHE AMBIENTALI

Il danno economico che la limitazione delle visite turistiche nei territori dei parchi nazionali sta producendo colpisce soprattutto l’insieme delle imprese turistiche (strutture ricettive, ristorazione), ivi compresi i professionisti che operano nel settore turistico all’interno dei parchi nazionali come guide escursionistiche e ambientali e guide del parco. Per far fronte a tale situazione e preservare il tessuto sociale ed economico all’interno delle zone economiche ambientali (ZEA), si prevede un contributo straordinario, per un importo complessivo pari a 50 milioni di euro, per compensare il danno in termini di minor fabbisogno conseguito e consentire la prosecuzione di attività economiche che, operando all’interno di aree protette nazionali, hanno una responsabilità aggiuntiva rispetto alle imprese che non operano in tale contesto dovendo preservare la tutela dell’ambiente e della biodiversità.

MISURE URGENTI IN MATERIA DI VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE

Viene chiesta poi una modifica l’art. 8 del codice dell’ambiente riguardante la Commissione tecnica di verifica dell’impatto ambientale – VIA e VAS, al fine di consentire l’immediato insediamento della Commissione. Anche se la norma potrebbe confluire in un successivo dl Semplificazioni. In ogni caso la bozza prevede la soppressione del Comitato tecnico istruttorio e, al contempo, l’estensione senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, della possibilità di siglare protocolli di intesa non solo il Sistema nazionale a rete per la protezione dell’ambiente (SNPA) ma anche con altri enti pubblici di ricerca come l’ISPRA e il CNR. Il Comitato tecnico istruttorio per supportare la Commissione di valutazione dell’impatto ambientale VIA-VAS deve essere composto infatti da 30 unita di personale, pubblici dipendenti posti in posizione di comando, distacco o fuori ruolo, cui e riconosciuta una indennità aggiuntiva a valere sui proventi delle tariffe pagate dai richiedenti VIA o VAS.

A causa dell’emergenza Covid-19 è stato impossibile, infatti, procedere a costituire il suddetto Comitato con l’effetto che la nuova Commissione VIA-VAS – nominata con decreto del ministro dell’ambiente n. 241 del 2019 registrato in Corte dei Conti a febbraio 2020 – non si è potuta insediare e prosegue ad operare, in deroga e solo per alcuni tipi di valutazione, la medesima Commissione già scaduta 5 anni fa con costi nettamente superiori rispetto alla nuova Commissione (applicandosi la previgente normativa sui compensi dei commissari). Tale problematica potrebbe comportare un significativo ritardo nel rilascio dei pareri VIA- VAS necessari per assicurare l’avvio di lavori strategici per il Paese specialmente alla luce dell’emergenza Covid-19.
Al fine di consentire l’immediato insediamento della Commissione, l’emendamento sopprime il Comitato tecnico istruttorio e, al contempo, estende, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, la possibilità di siglare protocolli di intesa non solo il SNPA ma anche con altri enti pubblici di ricerca come l’ISPRA e il CNR.
Il venir meno di tale organo trova fondamento nel fatto che si tratta di una struttura di supporto “tecnico-giuridico” alla Commissione VIA VAS che a sua volta già svolge attività di supporto “tecnico-scientifico” all’autorità competente in materia di autorizzazioni ambientali