Scenari

Dl semplificazioni, M5s vuole bloccare trivellazioni già concesse

Trivelle

L’area più colpita dallo stop è quella di Ravenna, dove Eni già lavora a scartamento ridotto

È allarme trivelle in Italia Per cercare di accelerare sul piano che individua la aree idonee alle operazioni di E&P si ipotizza di estendere i divieti anche in presenza di permessi e concessioni. Lo scrive Milano Finanza sottolineando che un “emendamento al decreto Semplificazioni rischia di dare il colpo di grazia all’industria italiana delle trivellazioni. Il testo proposto chiede di introdurre un articolo 60-bis per semplificare e accelerare il Pitesai (il Piano per la transizione energetica sostenibile delle aree idonee), la mappa che dirà dove si potrà fare E&P in Italia per orientare le attività di Eni & C. Ma l’intento dichiarato nel titolo non deve ingannare: più che accelerare e semplificare, infatti, l’emendamento introduce paletti aggiuntivi che finirebbero col bloccare del tutto, o quasi, le attività”.

AL MOMENTO STOP FINO A FEBBRAIO 2021

“Al momento le operazioni sono ferme fino a febbraio 2021, perché la moratoria, conosciuta come blocca-trivelle, è stata allungata da 18 a 24 mesi, (la richiesta iniziale era di 30) anche in quel caso con un emendamento, presentato dai 5Stelle e approvato a febbraio scorso nel decreto Milleproroghe”.

SINDACATI PREOCCUPATI

“L’area più colpita dallo stop è quella di Ravenna, dove Eni già lavora a scartamento ridotto (produzione giornaliera scesa a 40 mila boe e due pozzi, Armida I e Regina 1, chiusi). Il tema perciò è molto sentito, come ha dimostrato anche l’ultimo incontro tra l’ad Claudio Dcscalzi e i sindacati (si veda MF-Milano Finanza del 4 agosto scorso). ‘Se non dovessero intervenire fatti nuovi a modificare l’attuale e stringente quadro normativo legato alle perforazioni, c’è il forte rischio di compromettere definitivamente le estrazioni in Italia con ripercussioni forti sul polo ravennate, Basilicata e Sicilia’, hanno scritto i sindacati”