Senza categoria

Donnarumma (Terna): dal Sud riparte sfida del passaggio a fonti rinnovabili

Terna

Intervista su Il Mattino nel giorno dell’inaugurazione del nuovo elettrodotto sottomarino che collega Capri alla terraferma.

“E’ vero, già tre anni fa il progetto aveva visto la prima linea di collegamento a 150mila volt dalla terraferma a Capri. Ora è stato completato con la chiusura dell’anello, come si dice in gergo tecnico, con il collegamento cioè con Sorrento e la penisola sorrentina, premessa di un ulteriore piano di bonifica in quest’area di vecchie linee energetiche degli anni ’60 che garantirà significativi miglioramenti anche sul piano paesaggistico”. Lo ha detto Stefano Donnarumma, amministratore delegato di Terna, nel giorno dell’inaugurazione del nuovo elettrodotto sottomarino che collega Capri alla terraferma in un’intervista a Il Mattino.

“La transizione energetica è la possibilità’ di portare anche in un’isola di enorme fascino come Capri Energia prodotta da fonti rinnovabili, in linea con il Piano nazionale integrato di Energia e clima 2030 che prevede investimenti tali da accrescere la potenza installata FER dal 18 per cento al 30. Parliamo di investimenti che per il solo fotovoltaico nel Mezzogiorno comporteranno almeno l’installazione di nuovi impianti per piu’ di 30 gigawatt”, ha aggiunto Donnarumma che ha parlato di una rete infrastrutturale adeguata per i nuovi impianti.

“Noi l’abbiamo già programmata e contiamo di procedere alacremente nella realizzazione degli investimenti sui territori già individuati: porteremo l’Energia dai luoghi di produzione a quelli di consumo. Nella sola Campania abbiamo già investito più di 500 milioni in questi anni e continueremo a farlo anche in futuro. La regione sarà protagonista ad esempio della partenza del collegamento ‘Thirrenian link’, anche questo con cavi sottomarini, con Sicilia e Sardegna”, ha proseguito.

“Il rinnovamento della rete va avanti. Il piano prevede investimenti per piu’ di 14 miliardi di euro in dieci anni, appunto, e riguarda una serie di ‘sbottigliamenti’, come li chiamiamo noi, ossia l’eliminazione dei colli bottiglia che devono garantire il trasferimento dell’Energia prodotta al Sud verso il Nord del Paese dove esistono i cosiddetti grandi energivori. Stiamo cercando di accelerare i processi autorizzativi ma le amministrazioni locali ormai sanno che con Terna si può dialogare sempre.

Per quanto riguarda le fonti rinnovabili molto presenti nel Mezzogiorno possono fare di quest’area un grande hub energetico del Mediterraneo. “Assolutamente sì. C’è già un progetto di collegamento dalla Sicilia con la Tunisia che sarà portato all’attenzione della Ue nella prossima primavera perché sarà finanziato anche con fondi europei. In tal modo l’Italia si qualificherà definitivamente come l’hub energetico del Mediterraneo, potendo garantire essa sola un asse verticale di collegamento tra continenti grazie alla sua particolare posizione geografica”.