Energie del futuro

Drax vende gli asset del gas per concentrarsi sulle biomasse

Biomasse

Drax vuole diventare carbon negative nel 2030 utilizzando tecnologie di cattura e stoccaggio nelle sue centrali a biomasse

La società britannica dell’energia elettrica Drax ha deciso di vendere tutti i suoi asset relativi alla generazione a gas a VPI, sussidiaria di Vitol, operatore nel mercato delle commodities con sede in Svizzera.

Drax ha detto che gli asset venduti non rientrano nella sua strategia “per la generazione rinnovabile” e che si concentrerà piuttosto sullo sviluppo di tecnologie per la cattura e lo stoccaggio del carbonio – importanti per la riduzione delle emissioni nette di CO2 – e sui propri asset legati alle biomasse. Il governo del Regno Unito aveva annunciato due mesi fa che pubblicherà una strategia sulle biomasse e sulla cattura delle emissioni entro il 2022.

LE CIFRE

Drax venderà a VPI i suoi asset sul gas, dalla capacità complessiva di 2 gigawatt, ad un prezzo di 193 milioni di sterline (circa 215 milioni di euro). Tra gli impianti ceduti, come riporta Argus, ci sono quelli di Damhead Creek (da 812 megawatt di capacità), di Rye House (715 MW), di Shoreham (420 MW) e di Blackburn Mill (60 MW).

I PIANI DI VPI

Grazie all’acquisizione degli asset di Drax, la capacità di generazione energetica dal gas di VPI salirà a 3,3 GW. L’azienda già opera nella centrale termica ed elettrica di Immingham, in Inghilterra, da 1,240 MW, e si è garantita la possibilità di sviluppare una nuova struttura a ciclo combinato da 1,8 GW alla centrale elettrica di Damhead Creeek.

I PIANI DI DRAX

Drax invece si concentrerà sullo sviluppo delle biomasse: già possiede una capacità di generazione di 2,6 GW.

L’obiettivo della società è diventare carbon negative nel 2030 utilizzando tecnologie di cattura e stoccaggio nelle sue centrali a biomasse. Secondo Drax, i suoi impianti potrebbero rimuovere fino a 16 milioni di tonnellate di CO2 all’anno.

Drax inoltre investirà nell’espansione della propria filiera di approvvigionamento, con l’intenzione di ridurre il costo delle biomasse a 50 sterline per megawattora.

Attualmente, l’output in tre unità a biomasse di Drax è sostenuto dai cosiddetti renewable obligation credits (ROC), uno strumento – un “certificato verde” – pensato per incentivare la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili nel Regno Unito. In previsione della scadenza di questi certificati, Drax sta cercando di rendere i suoi impianti “redditizi su una base commerciale”, scrive Argus.

Nonostante la vendita a VPI, Drax continuerà tenere in considerazione quattro progetti di turbine a gas a ciclo aperto da 300 MW, oltre alla riconversione a gas delle sue centrali a carbone rimanenti, le cui attività commerciali termineranno a marzo 2021.