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Ecco come l’intelligenza artificiale ha trasformato il settore automotive

Nel 2025 l’intelligenza artificiale ha rimodellato l’ecosistema: i sistemi multi-agente ora operano dietro le quinte nella produzione, nella vendita al dettaglio e nella logistica

Dalle vendite record di auto elettriche nel Regno Unito e in Europa ai taxi autonomi che percorrono le strade di San Francisco e si preparano ad arrivare a Londra l’anno prossimo, il mondo dell’automotive sta entrando in una nuova era.

La tecnologia ha dettato il ritmo, ma le decisioni umane in termini di politiche, investimenti e adozione determineranno se il viaggio sarà fluido o accidentato.

IL REGNO UNITO IN PRIMA LINEA SULLE AUTO ELETTRICHE

Come ricorda Oilprice, l’industria automobilistica britannica ha sfidato gli scettici rispettando l’obbligo governativo di veicoli a emissioni zero (ZEV), quest’anno. Un’analisi della Energy and Climate Intelligence Unit mostra che a novembre le auto elettriche rappresentavano il 22,7% delle nuove immatricolazioni, ben al di sopra del requisito effettivo del 20,4%.

E, sebbene gli obiettivi principali consentano flessibilità, contando alcuni ibridi a benzina e diesel a basse emissioni, si può affermare con certezza che gli automobilisti britannici stanno passando all’elettrico. Secondo Colin Walker, responsabile dei trasporti dell’ECIU, “gli automobilisti britannici stanno scegliendo sempre più spesso di passare all’elettrico, tanto che, tra i più grandi mercati automobilistici del mondo, il Regno Unito oggi è secondo solo alla Cina per percentuale di automobilisti che acquistano nuovi veicoli elettrici”.

GLI OSTACOLI ALL’ADOZIONE DELLE AUTO ELETTRICHE

La transizione, però, è tutt’altro che priva di ostacoli. L’accessibilità economica resta il principale punto critico, con il sussidio governativo di 3.750 sterline per gli EV che si applica solo alle auto con un prezzo inferiore a 37.000 sterline, lasciando molti modelli popolari fuori dalla portata degli acquirenti privati.

Allo stesso tempo, la concorrenza globale si sta intensificando: marchi cinesi di auto elettriche come BYD stanno abbassando aggressivamente i prezzi e si stanno espandendo in Europa, mentre Tesla, un tempo leader indiscusso, sta perdendo terreno nel continente.

I VEICOLI A GUIDA AUTONOMA

Le auto senza conducente restano una novità per la maggior parte, ma il 2025 ha visto passi tangibili verso un mondo di conducenti autonomi. Waymo, azienda statunitense pioniera dei robotaxi, ha annunciato l’intenzione di lanciare taxi completamente autonomi a Londra nel 2026.

Nel frattempo, la startup britannica di intelligenza artificiale Wayve, sostenuta da Uber e SoftBank, sta espandendo le operazioni di test in Germania e negli Stati Uniti, perfezionando i suoi sistemi basati su telecamere per ambienti urbani complessi.

Londra, però, non è San Francisco: la congestione del traffico, il comportamento irregolare dei pedoni e le strade labirintiche della città presenteranno delle sfide che anche l’intelligenza artificiale più avanzata farà fatica a gestire. Steve McNamara, segretario generale della Licensed Taxi Drivers Association, non è convinto: “Londra è diversa da qualsiasi altro posto: voglio che qualcuno mi spieghi come questa auto senza conducente possa andare in un posto come Charing Cross Road alle 23:00, dove tutti attraversano la strada a piedi”.

Lo scetticismo dell’opinione pubblica rispecchia l’avvertimento di McNamara, nonostante i piani governativi promettano decine di migliaia di nuovi posti di lavoro nel trasporto autonomo, oltre alla sostituzione dei tassisti tradizionali.

IL NUOVO CO-PILOTA

Oltre al visibile cambiamento sulle strade, l’intelligenza artificiale ha rimodellato l’ecosistema nel 2025. I sistemi multi-agente ora operano dietro le quinte nella produzione, nella vendita al dettaglio e nella logistica. Il “Vibe coding”, la generazione di software basata sull’intelligenza artificiale, sta ristrutturando i sistemi legacy e consentendo agli sviluppatori di concentrarsi su attività di livello superiore. Tuttavia, con questi progressi arriva un nuovo imperativo di supervisione etica e sicurezza.

Steven Webb, CTO di Capgemini per il Regno Unito, avverte che, senza tracciabilità e supervisione, i sistemi basati sull’intelligenza artificiale rischiano l’instabilità, nonostante l’efficienza. “Con l’intelligenza artificiale che scrive una parte sempre maggiore del codice, la fiducia torna ad essere una preoccupazione importante. Le organizzazioni avranno bisogno di una solida tracciabilità, controlli di provenienza e meccanismi di garanzia automatizzati per garantire sicurezza, protezione e manutenibilità a lungo termine”.

UN MOMENTO CRUCIALE PER IL SETTORE DELL’AUTO

Il quadro che emerge dal 2025 non è ancora quello di un’utopia senza conducente, ma di un momento cruciale per il settore. L’adozione delle auto elettriche è in aumento, la mobilità autonoma sta diventando realtà e l’intelligenza artificiale sta rimodellando le auto stesse, così come le aziende che le producono e le supportano.

Il volante potrebbe ancora essere nelle mani degli esseri umani, ma la direzione è sempre più influenzata dagli algoritmi. Questo cambiamento sta già influenzando il modo in cui i veicoli vengono progettati, prezzati, assicurati o gestiti, con enormi implicazioni per produttività, sicurezza e costi.

Coloro che considereranno l’intelligenza artificiale come un copilota, piuttosto che un sostituto, che investiranno in infrastrutture, regolamentazione e competenze, ne raccoglieranno i benefici economici; chi non lo farà potrebbe ritrovarsi in secondo piano, con il settore in continua evoluzione.

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