skip to Main Content

Ecco come si combattono le ‘isole di calore urbane’

Calore

Il calore urbano estremo è una minaccia per la salute pubblica, soprattutto per gli individui e le comunità che sono più vulnerabili

L’aumento delle temperature sta trasformando i centri urbani in isole di calore. Per questo sempre più città si stanno rivolgendo alla tecnologia per cercare di porre un rimedio alle bolle di caldo.

COSA FANNO LE START UP

Un numero crescente di startup si sta affollando nel mercato dei prodotti per contrastare le “isole di calore urbane”, con tecnologie sperimentali (e collaudate) volte ad assorbire o riflettere il calore superficiale su strade, marciapiedi, edifici e altre strutture.

“È davvero un momento emozionante” , ha affermato ad Axios Kurt Shickman, direttore esecutivo della Global Cool Cities Alliance, un’organizzazione no-profit creata 10 anni fa con sede a Washington. “Il concetto di usare la tecnologia per compensare l’energia del sole non è nuovo, ma ora stiamo assistendo a molte innovazioni nello spazio”.

 

I ‘TETTI FREDDI’ E I MARCIAPIEDI

La sua organizzazione – con 70 città membri in tutto il mondo, di cui 25 negli Stati Uniti – è dedicata alle tecniche di ‘raffreddamento passivo’, che non si basano sull’elettricità (contro il ‘raffreddamento attivo’ come l’aria condizionata). Sebbene i “cool roofs” siano in circolazione da più di 30 anni, la tecnologia si sta evolvendo rapidamente, ha affermato Shickman: “Per qualsiasi tipo di tetto che si possa immaginare, c’è un modo per realizzarne una versione più fresca. È proprio qui che arriva l’innovazione.”

“Un cool roofs, cioè la tecnica di realizzare tetti in grado di riflettere più luce solare e assorbire meno calore di un tetto standard può essere realizzato con un tipo di vernice altamente riflettente, un rivestimento in lamiera o piastrelle o tegole altamente riflettenti. Mentre il mercato per raffreddare i marciapiedi, è in circolazione solo da circa un decennio – è un mercato molto giovane”, ha spiegato Shickman.

La pavimentazione fredda è “un trattamento dell’asfalto a base d’acqua che viene applicato sopra la pavimentazione in asfalto esistente”, spiega il sito web della città di Phoenix, che sta facendo la più grande sperimentazione in Usa di questa nuova tecnologia e presenterà i risultati il 14 settembre. “È fatto con asfalto, acqua, un agente emulsionante (sapone), cariche minerali, polimeri e materiali riciclati – si legge ancora sul sito web della città -. Non contiene sostanze chimiche nocive ed è compatibile con l’asfalto tradizionale.”

Ma creare marciapiedi freschi “è più complicato dei tetti”, afferma un rapporto pubblicato a luglio da Climate Central. “Nelle città con canyon urbani, la luce del sole potrebbe non raggiungere nemmeno il livello della strada abbastanza a lungo da fare una differenza significativa”.

Tra i possibili interventi secondo Shickman ci sono l’uso di colori diversi e rivestimenti o sigillanti avanzati, alcuni dei quali possono rendere una carreggiata “riflettente del 30% anziché del 5%”.

LOS ANGELES, PHOENIX E TOKYO ALL’AVANGUARDIA

Città come Los Angeles, Phoenix e Tokyo sono all’avanguardia nell’utilizzo di tecnologie di pavimentazione alla moda per combattere le isole di calore urbane. New York e San Antonio e Austin, in Texas, ne stanno discutendo, secondo Shickman.

A livello globale, la Cool Coalition ospitata dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente, lavora per fare cose come ridurre la dipendenza dall’aria condizionata convincendo le persone a sostituire i propri condizionatori d’aria con pompe di calore, che sono più rispettose dell’ambiente.

“Il calore urbano estremo è una minaccia per la salute pubblica, soprattutto per gli individui e le comunità che sono più vulnerabili a causa di motivi sanitari, sociali, economici o di altro tipo”, afferma il rapporto di Climate Central. Il rapporto raccomanda di tutto, dai marciapiedi freddi e tetti ai pannelli solari, all’assistenza pubblica per le bollette energetiche e, naturalmente, alla piantumazione di alberi.

Back To Top