Ecco perché il GNL può diventare la nuova arma di Trump per rendere l’Ue inerme di fronte alla possibile futura “annessione” della Groenlandia
L’Unione Europea rischia di passare dalla padella alla brace. La chiusura dei rubinetti di gas russo ha spostato la dipendenza dell’Ue dalla Russia agli Stati Uniti, ma le recenti scelte di politica internazionale di Trump rendono gli Stati Uniti un fornitore tanto scomodo quanto necessario per garantire la sicurezza energetica europea. In altre parole, la scelta di puntare sul GNL Usa per sostituire il gas russo rischia di rivelarsi un boomerang per l’Ue. Infatti, la cattura del presidente venezuelano Nicolas Maduro ha portato sotto il controllo statunitense l’oro nero del Paese, che rappresenta il 20% della produzione mondiale di petrolio. Un controllo che garantisce a Trump un importante potere di condizionamento, che potrebbe decidere di esercitare nei confronti delle capitali europee. Il tycoon potrebbe ricattare l’Unione Europea, come tentò di fare Putin nel 2022 con il metano.
PERCHE’ TRUMP TIENE IN PUGNO L’UE
Trump tiene l’Ue in pugno con il GNL. Infatti, oggi l’Unione europea ha spostato la dipendenza energetica dalla Russia agli Stati Uniti. A gennaio 2022 la Russia era il primo fornitore europeo con circa 2,6 miliardi di metri cubi di metano alla settimana, secondo il centro studi Bruegel. Negli ultimi 4 anni, gli acquisti Ue di gas naturale liquefatto sono saliti da uno a 2,9 miliardi di metri cubi al mese, oltre il 50% della produzione statunitense. E si prevede che nei prossimi tre anni la percentuale salirà fino al 70%. Al tempo stesso, negli ultimi 5 anni le vendite di GNL statunitense sono salite da uno a quasi otto miliardi di metri cubi al mese. Sebbene la quantità di gas liquefatto statunitense che arriva in Europa sia inferiore a quella del gas dalla Russia nel 2021, la Casa Bianca può far salire le bollette del riscaldamento e dell’elettricità nel Vecchio Continente a piacimento tagliando l’offerta.
Infatti, i fornitori americani possono decidere di vendere tutto il loro prodotto alle centrali elettriche negli Stati Uniti o ai clienti asiatici, scegliendo i mercati dove la domanda è più remunerativa. Una competizione che può spingere i prezzi in Europa al rialzo nel breve periodo, come dimostrano le recenti “fiammate” sui prezzi del GNL. Un’arma importante nelle mani di Trump.
STOCCAGGI DI GAS UE IN CALO
La situazione degli stoccaggi di gas rappresenta un’incognita per l’Ue. A fine dicembre 2025, le scorte di gas nell’Unione Europea erano circa al 64,8 % della capacità totale di stoccaggio, in calo rispetto a un anno fa. Secondo uno studio visionato da Reuters, alla fine dell’inverno 2025-26 i livelli potrebbero scendere a un minimo di circa il 29 % della capacità, aggiungendo ulteriore pressione ai prezzi del gas. Al contrario, l’Italia può contare su scorte più consistenti grazie a una strategia di accumulo prudente. Le ultime rilevazioni mostrano che nei depositi c’è più gas rispetto alla media UE: circa il 75,7 %.
GNL USA PER FACILITARE L’ANNESSIONE DELLA GROENLANDIA?
La Groenlandia è il prossimo obiettivo di Trump. Il presidente americano ha detto senza mezzi termini che ha intenzione di annettere il Paese appartenente al Regno di Danimarca. “Abbiamo bisogno della Groenlandia per sicurezza nazionale, non per minerali o petrolio”, ha sottolineato Trump.
Se il tycoon tentasse di prendere il controllo della Groenlandia con la forza, sullo stile dell’operazione militare in Venezuela, rappresenterebbe un’aggressione di un alleato ai danni di un membro dell’Ue. Per la prima volta un atto del genere si consumerebbe a danno di una regione dell’Unione europea, per mano di un alleato. Come potrebbe reagire un’Unione Europea sotto ricatto energetico?


