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Iran

Ecco cosa cambia per carburanti e bollette con l’accordo (fantasma) tra Usa e Iran

Dalla rinuncia al nucleare al controllo condiviso di Hormuz. Come i pilastri dell’intesa (mai confermata) tra Usa e Iran ridisegnerebbero sicurezza energetica e geopolitica globale?

Trump ha annunciato il raggiungimento di un “accordo su 15 punti” con Teheran. Un’intesa smentita dal governo iraniano, che ha definito la dichiarazione del presidente Usa una fake news ideata ad arte per manipolare i mercati petroliferi. Ecco cosa cambierebbe per i prezzi dei carburanti con l’accordo fantasma.

IL PETROLIO SCENDE SUBITO

Effettivamente, l’annuncio di Trump ha dato sollievo immediato ai mercati. Infatti, il prezzo del Brent è sceso di circa il 10%, passando dai picchi di $120 a circa $92-$100 al barile. In particolare, gli analisti hanno accolto con favore la possibilità di evitare la distruzione totale delle infrastrutture estrattive iraniane e lo sblocco dello Stretto di Hormuz, dove passa il 20-30% del petrolio e del GNL mondiale.

I 15 PUNTI DELL’ACCORDO TRA USA E IRAN

La lista ufficiale completa non è stata ancora pubblicata, ma da ricostruzioni giornalistiche di Axios e JINSA i pilastri sarebbero: rinuncia al nucleare e consegna dell’uranio, riapertura dello Stretto di Hormuz e sospensione degli attacchi a infrastrutture energetiche iraniane.

In particolare, il piano condiviso tra Washington e Teheran prevedrebbe l’immediata fine dello stop al transito di navi nel canale dove passa gran parte dell’energia diretta in Ue ed Italia. Lo Stretto finirebbe sotto il “controllo congiunto” di USA e autorità locali. Lo sblocco di Hormuz eliminerebbe i colli di bottiglia che hanno causato l’inflazione energetica record del primo trimestre 2026, portando i prezzi di gas e petrolio verso una stabilizzazione.

Dal punto di vista geopolitico, il “controllo congiunto” di Hormuz segnerebbe la fine dell’egemonia unilaterale iraniana sul passaggio, garantendo una sicurezza energetica più solida per Asia ed Europa, nonostante l’incognita sulla stabilità interna dell’Iran. Inoltre, un allentamento delle sanzioni potrebbe riportare sul mercato milioni di barili al giorno di petrolio “stoccati in mare”, facendo scendere i prezzi intorno agli 80 dollari.

STOP AGLI ATTACCHI SULLE INFRASTRUTTURE ENERGETICHE

L’accordo annunciato da Trump prevedrebbe anche la sospensione per 5 giorni dei raid americani sulle centrali elettriche e sulle infrastrutture energetiche iraniane. Una boccata d’aria per l’industria petrolifera dei Pasdaran, ma anche per i mercati dell’energia. Infatti, la pausa di 5 giorni negli attacchi evita anche i potenziali effetti della distruzione degli impianti di desalinizzazione e delle centrali elettriche del Golfo, che l’Iran aveva minacciato di colpire in ritorsione ai raid Usa contro i suoi impianti petroliferi.

LA COLLABORAZIONE USA-IRAN SUL NUCLEARE

L’uranio iraniano potrebbe fare la fortuna degli Stati Uniti nel lungo periodo. Infatti, una delle proposte sul tavolo prevede che l’Iran costruisca 19 nuovi reattori nucleari per uso civile con il supporto dell’industria nucleare statunitense. Così facendo Trump trasformerebbe una minaccia bellica in un’opportunità commerciale per le aziende americane.

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