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auto elettriche Cina Ue dazi

Ecco perché la strategia dell’UE verso la Cina rischia di ridurre concorrenza

Anziché eliminare il divieto di motore a combustione interna e restituire al consumatore libertà di scelta, per sostenere le aziende europee, l’UE ha reso le auto cinesi artificialmente più care con i dazi

Nell’ottobre 2024 l’Unione europea ha approvato una serie di dazi, fino a oltre il 30%, sull’importazione di auto elettriche cinesi, che si sommano a quelli già esistenti (il 10%). Le imprese cinesi sono escluse dalle gare pubbliche per dispositivi medici di valore superiore a 5 milioni di euro, fino al 2029.

L’abolizione dell’esenzione daziaria de minimis, sostituita da un’imposta forfettaria di 3 euro sui colli di valore inferiore a 150 euro, è pensata per colpire l’e-commerce di siti come Temu, Shein e AliExpress. Le importazioni di acciaio sono gravate da dazi elevati e da contingentamenti volti a contrastare la sovraccapacità globale, in particolare quella cinese.

I FORNITORI CINESI “AD ALTO RISCHIO”

Come ricorda l’Istituto Bruno Leoni, è in cantiere una normativa che imporrebbe di eliminare gradualmente, nell’arco di tre anni, dalle infrastrutture critiche (ad iniziare dalle reti di telecomunicazione) le apparecchiature dei fornitori considerati “ad alto rischio” (Huawei e ZTE), consolidando una tendenza avviata dopo lo scoppio della guerra in Ucraina.

Sul versante del procurement pubblico, altre misure colpirebbero gli acquisti “cinesi” da parte delle pubbliche amministrazioni. Bruxelles ha aperto da tempo fascicoli su turbine eoliche, pannelli solari e materiale rotabile cinese, in ragione dei sussidi di cui i produttori beneficiano nel gigante asiatico.

LA QUESTIONE DELLE AUTO ELETTRICHE

Il Green Deal è per alcuni il bollino della superiore civiltà dell’Europa, che si fa carico della riduzione delle emissioni per il bene del pianeta, indipendentemente da quel che accade altrove, dove pure si inquina molto di più.

I critici lo raccontano come un caso da manuale di masochismo economico: rinunciando al motore termico, abbiamo perso uno dei pochi vantaggi competitivi che avevamo. Una volta scelta una meta, la strada migliore è quella che ci conduce lì nel minor tempo possibile. I cinesi fanno auto elettriche (e relativi componenti) migliori delle nostre e, soprattutto, a costi assai più contenuti.

Dopo aver sparato nelle gambe alle imprese automobilistiche, Bruxelles decide di regalare loro una stampella: anziché eliminare il divieto di motore a combustione interna e restituire al consumatore libertà di scelta, per sostenere le aziende UE si rendono le auto cinesi artificialmente più care con i dazi. A perderci è non solo il cittadino ma, nel medio termine, tutto il comparto: l’automobile in meno di 20 anni è tornata ad essere un bene di lusso, in spregio a una storia costruita tutta nel segno di renderne più capillare la diffusione, dal modello T di Henry Ford al Maggiolone Volkswagen, alla 500.

LE ESPORTAZIONI CINESI CONTINUANO A CRESCERE

Lo scorso anno le esportazioni cinesi di auto elettriche sono raddoppiate, in un contesto di intensa guerra dei prezzi nel settore dei veicoli elettrici, che ha compresso i margini di profitto delle case automobilistiche, spingendole a cercare maggiori guadagni sui mercati esteri.

Le esportazioni hanno svolto un ruolo chiave nell’espansione dell’adozione delle auto elettriche in diversi Paesi emergenti, continuando al contempo a rifornire i mercati consolidati. In Europa le vendite di auto elettriche di produzione cinese nel 2025 sono cresciute di quasi il 50% rispetto ai livelli del 2024, raggiungendo circa 940.000 unità. Nonostante ciò, la quota dell’Europa sul valore totale delle esportazioni cinesi ha continuato a diminuire, attestandosi intorno al 40% nel 2025, a testimonianza della crescente importanza dei mercati emergenti per le esportazioni cinesi.

Lo scorso anno oltre la metà delle vendite di auto elettriche cinesi all’estero è stata registrata in mercati diversi da Europa e Stati Uniti, con una crescita particolarmente forte nel Sud-est asiatico (+130% rispetto al 2024), in Medio Oriente (+60%) e in America Latina (+55%).

I DATI SULLE ESPORTAZIONI CINESI DI AUTO ELETTRICHE

Oltre a diversificare i mercati di destinazione, le esportazioni cinesi di auto elettriche sono state sempre più guidate dalle case automobilistiche cinesi. Nel 2025 quattro auto elettriche su cinque prodotte in Cina e vendute all’estero erano realizzate da produttori cinesi, rispetto a meno di due su cinque nel 2021.

Nei principali mercati delle auto elettriche, come l’Europa e gli Stati Uniti, la quota di importazioni cinesi nelle vendite è ancora relativamente limitata a causa delle misure commerciali, delle preferenze dei consumatori e dell’elevata capacità produttiva nazionale di auto elettriche.

Tuttavia, al di fuori di questi due mercati principali, le importazioni cinesi hanno rappresentato il 55% delle vendite di auto elettriche nel 2025, rispetto al 10% circa del 2021. Molti Paesi del Sudamerica, del Medio Oriente e dell’Africa importano oltre l’80% delle loro auto elettriche dalla Cina.

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