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Ecco perché l’efficienza energetica rischia di mettere in guai seri il credito

È quanto evidenzia l’agenzia di rating Moodys in un rapporto: “c’è il rischio di svalutazione del valore degli immobili per gli edifici che non rispettano gli standard”

La transizione dell’Europa verso edifici più efficienti dal punto di vista energetico potrebbe creare dei seri rischi per il credito, in particolare per la mancanza di obbligazioni garantite non conformi ai requisiti richiesti, ormai sempre più rigorosi. È quanto ha evidenziato l’agenzia di rating Moodys.

IL RISCHIO DI SVALUTAZIONE DEL VALORE DEGLI IMMOBILI PER GLI EDIFICI CHE NON RISPETTANO GLI STANDARD

risparmio energeticoSecondo quanto evidenzia Moody’s, la maggior parte delle obbligazioni è ormai coperta da prestiti ipotecari residenziali, commerciali o plurifamiliari. Perciò “man mano che la spinta verso edifici ad alta efficienza energetica acquisterà slancio” si presenterà “il rischio di svalutazione del valore degli immobili per gli edifici che non rispettano gli standard di efficienza energetica – ha affermato Jane Soldera, Senior Vice President di Moody’s -. I proprietari di edifici dovranno quindi affrontare anche i costi di ammodernamento degli immobili per migliorare l’efficienza energetica”.

GLI IMMOBILI COMMERCIALI I PRIMI “AD ADATTARSI”

In sostanza, evidenzia l’agenzia di rating, i prestiti coperti con il valore degli immobili è esposta al valore e alla commerciabilità del patrimonio edilizio che li garantisce, caratteristiche che saranno sempre più determinate dall’agenda dell’Ue in materia di efficienza energetica. In questo senso, prevede Moody’s, gli immobili commerciali si faranno carico dell’onere di adattarsi ai cambiamenti più velocemente rispetto a quelli residenziali, dato che i proprietari di immobili commerciali, dovranno affrontare sia la crescente pressione normativa, sia le mutate preferenze degli inquilini verso immobili più ecologici.

IN ITALIA IL PATRIMONIO EDILIZIO RISALE PER LA STRAGRANDE MAGGIORANZA A PRIMA DEL 1980

L’entità della sfida nel trasformare l’efficienza energetica degli edifici europei può essere misurata in base all’età del parco immobiliare esistente e varia da un paese all’altro. In Italia, ad esempio, la stragrande maggioranza del parco immobiliare risale a prima del 1980.