Sostenibilità

Ecobonus, su ‘sconto’ in fattura Patunelli promette modifiche in Manovra

Patuanelli

L’intervento sull’Ecobonus arriverà già in manovra. Il ministro ha annunciato l’avvio di un tavolo di confronto con gli stakeholder. Sul mini-idro il ministro ha detto che continuerà nel suo impegno di sostenere e incentivare tutte le imprese che operano sul fronte delle fonti rinnovabili

Cominciano a prendere forma e a essere sempre più delineati i contorni dell’intervento del governo su Ecobonus, Sismabonus e soprattutto sugli sconti in fattura previsti dall’articolo 10 del Decreto crescita che hanno suscitato tante polemiche. Il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli ha promesso un intervento in manovra sulla questione, così come ha confermato attenzione anche per i problemi legati al mini-idro.

PER L’ECOBONUS SI VA VERSO LA STABILIZZAZIONE

manovra ecobonusGià con la risoluzione di maggioranza sulla Nota di aggiornamento al Def 2019 (Nadef), analoga alla risoluzione già approvata dal Senato, si era chiesto al governo di avviare un percorso di stabilizzazione degli incentivi riguardanti ecobonus, sismabonus e ristrutturazione edilizia. Che potrebbe avvenire già all’interno della manovra, come ha anticipato il Corriere della Sera: “Il governo proverà a rendere strutturali, quindi stabili, le agevolazioni fiscali per la ristrutturazione, la riqualificazione energetica e l’adeguamento sismico delle abitazioni”. Ma è lo sconto in fattura per gli ecobonus il punto più delicato, soprattutto per le aziende. E Patuanelli ha promesso modifiche.

COSA DICE L’ARTICOLO 10 DEL DECRETO CRESCITA SULLO SCONTO IN FATTURA

I commi dall’1 al 3 dell’articolo 10 del Decreto crescita infatti hanno previsto la possibilità per il soggetto che sostiene le spese per interventi di ecobonus hanno diritto a ricevere un contributo anticipato dal fornitore che ha effettuato l’intervento stesso, sotto forma di sconto. Tale contributo è recuperato poi dal fornitore sotto forma di credito d’imposta da utilizzare in compensazione. Ma soprattutto per le Pmi, è a rischio la sostenibilità economica.

QUAL È IL PROBLEMA PER LE PMI

“Una cosa è evidente: lo spirito della norma era quello di continuare ad intervenire per creare risultati, ma certamente ha prodotto un risultato negativo su una parte di attività produttive, che peraltro è quella prevalente nel nostro Paese, perché sappiamo benissimo che il nostro tessuto produttivo è costituito prevalentemente da piccole, mini e micro imprese (più del 94 per cento della nostra capacità produttiva arriva da imprese che hanno meno di 50 dipendenti) – ha spiegato Patuanelli in Aula durante il Question Time al Senato -. La norma ha causato questo problema per due motivi principali. Il primo motivo è che i grossi gruppi, quando si parla di interventi singoli su edifici, come ad esempio il montaggio di impianti fotovoltaici, riescono ad applicare un prezzo inferiore rispetto alla piccola impresa, che ha meno ordinativo e meno organizzazione aziendale. Il secondo motivo, ovviamente, è la capienza fiscale, cioè la detrazione in più anni ha un effetto, lo sconto in fattura un altro: l’impresa si trova in assenza di liquidità immediata e quindi, ovviamente, le piccole e medie imprese si sono trovate in difficoltà”.

MODIFICHE IN MANOVRA E AVVIO DI UN TAVOLO DI CONFRONTO PER TROVARE LA SOLUZIONE MIGLIORE

“C’è l’esigenza evidente di modificare il testo – ha quindi annunciato il ministro -. Ci sarà ovviamente un percorso parlamentare per la conversione del cosiddetto decreto crisi. Io ritengo che ci sia bisogno di un ragionamento che ci porti alla legge di bilancio e a trovare anche gli strumenti finanziari di accompagnamento della modifica della norma”, ha sottolineato Patuanelli aggiungendo che occorrerà “attivare un tavolo di confronto per arrivare alla soluzione migliore, perché la ratio della norma e lo spirito in cui era stata pensata non erano negativi: probabilmente la scarsa interlocuzione ha condotto ad un risultato negativo”.

PER ORA NESSUNA RICETTA

Ma come? Per il momento il ministro non fornisce ricette: “Non vorrei ripetere l’errore e dirvi oggi che la soluzione è ‘A, B e C’. Decidiamo invece la soluzione migliore anche assieme alle associazioni di categoria; dopodiché per la legge di bilancio c’è anche il percorso parlamentare. Il rispetto che ho avuto per quest’Aula da Capogruppo di un Gruppo parlamentare lo ho anche come rappresentante del Governo: c’è la dignità dell’Aula di fare le proprie proposte e anche noi certamente come Governo faremo le nostre, ascoltando però le proposte del Parlamento”.

UN INTERVENTO SUL PIANO FINANZIARIO, L’ALTRO A MANTENERE IN PARTE INALTERATO IL PROVVEDIMENTO

In una seconda interrogazione presentata dal presidente della Commissione Industria Gianni Girotto, Patuanelli ha però chiarito meglio qual è l’orientamento dell’esecutivo: “Io ritengo che ci siano due piani. Uno è un piano in qualche modo finanziario, cioè la modifica di questa previsione che consenta, con una operazione in qualche modo finanziaria, di garantire la sostenibilità delle piccole imprese che non sono capienti. Dall’altra parte, potrebbe esserci anche un interesse a mantenere alcune parti del provvedimento così come è, legato però non esclusivamente a interventi singoli sull’edificio (il classico pannello fotovoltaico). In un intervento più completo di riqualificazione energetica dell’edificio è evidente che vi sia un interessamento diretto della filiera e, quindi, anche delle imprese meno strutturate che potrebbero trarne vantaggio”, ha spiegato Patuanelli. Che ha già ottenuto il sostegno dello stesso Girotto: “Da parte della 10° Commissione e di tutti i colleghi impegnati su tale problematica, assicuriamo al Ministro la massima collaborazione, anche per mezzo dell’affare assegnato sul tema che era già stato programmato e che termineremo nelle prossime settimane, dunque prima che inizi la discussione sulla legge di bilancio, con una relativa risoluzione di indirizzo politico rivolta proprio al Mise”.

OLTRE 35 MILIARDI DI INVESTIMENTI IN 10 ANNI GRAZIE ALL’ECOBONUS

In fondo l’ecobonus è ad oggi uno dei principali meccanismi incentivanti per attivare investimenti nell’ambito dell’efficienza energetica in edilizia, e “ha stimolato investimenti in un quadriennio per più di 16 miliardi di euro e sono oltre 35 negli ultimi dieci anni – ha ricordato il ministro -. Dei circa 1,8 milioni di interventi, l’85 per cento afferisce a singole tecnologie, in prevalenza serramenti, quindi sostituzione di parti di edificio, impianti di climatizzazione e schermature solari, a cui corrisponde il 65 per cento degli investimenti totali derivati dall’ecobonus”.

anpiMINI-IDRO: PATUANELLI PROMETTE L’IMPEGNO DEL MISE

Patuanelli ha anche risposto a un’altra interrogazione sul mini-idro e in particolare sul fatto che la prima bozza dello schema Fer 1, conteneva misure a favore delle centrali idroelettriche di piccola derivazione, fino a 220 Kilowatt, che a seguito delle interlocuzioni intercorse con la Commissione Ue sono state espunte. “Inizialmente era prevalsa invero una visione molto restrittiva che limitava l’ammissibilità agli incentivi solo agli impianti idroelettrici che non davano luogo a prelievi aggiuntivi dai corpi idrici. Successivamente, tuttavia, anche a seguito del confronto con la Commissione europea, il citato decreto ministeriale del 4 luglio 2019 ha previsto l’accesso agli incentivi anche per gli impianti titolari di concessioni di derivazione – ha precisato Patuanelli -. In tal modo, si è quindi allargato l’ambito dei potenziali beneficiari, tanto che i contingenti di potenza per tale tecnologia, ammissibili agli incentivi, sono stati conseguentemente aumentati. La limitazione agli incentivi per nuovi impianti idroelettrici risponde infatti all’esigenza di contemperare l’interesse dei piccoli produttori all’accesso agli incentivi, senza però creare danni ambientali ai corpi idrici, così come riferito anche dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. Pertanto, tengo a precisare che il Ministero dello sviluppo economico continuerà nel suo impegno di sostenere e incentivare tutte le imprese che operano sul fronte delle fonti rinnovabili, comprese le piccole produzioni nelle zone montane, adottando ogni iniziativa utile in tal senso”, ha concluso il ministro.