Flavio Cattaneo lancia una nuova fase di investimenti focalizzata su mercati stabili e sulla spinta ai data center. Cresce la remunerazione degli azionisti con dividendi in rialzo del 6% e un nuovo piano di buy-back.
Il Gruppo Enel alza il tiro sulla crescita globale e sulla resilienza infrastrutturale, mettendo sul piatto un piano di investimenti da 53 miliardi di euro per il prossimo triennio. La strategia, che segna un incremento di ben 10 miliardi rispetto alla programmazione precedente, punta a consolidare la leadership del colosso energetico nelle aree geografiche più dinamiche e istituzionalmente stabili. L’obiettivo dichiarato è quello di massimizzare la produttività del capitale, garantendo al contempo un profilo di rischio bilanciato attraverso un massiccio potenziamento delle reti elettriche e un’ulteriore espansione della capacità rinnovabile. Con una flessibilità finanziaria ricostruita grazie ai successi del biennio precedente, il Gruppo si prepara a cavalcare l’esplosione della domanda elettrica generata dall’intelligenza artificiale e dalla ripresa industriale.
È quanto emerge dalla presentazione ufficiale del Piano Strategico 2026-2028, illustrata oggi a Roma ai mercati finanziari e alla stampa. Stando a quanto descritto dai vertici aziendali, il triennio che si chiude nel 2025 ha permesso di raggiungere solidi traguardi di bilancio, distribuendo circa 15 miliardi di euro agli investitori e riducendo l’indebitamento netto, ponendo così le basi per questa nuova e più ambiziosa accelerazione.
ACCELERAZIONE DEGLI INVESTIMENTI E FOCUS SULLA STABILITÀ
La nuova direttrice strategica di Enel si articola su tre pilastri fondamentali: crescita in contesti regolatori certi, efficienza operativa e disciplina finanziaria. Dei 53 miliardi di euro totali previsti, la ripartizione del capitale riflette una visione che unisce infrastrutture fisiche e generazione pulita. In particolare, oltre 26 miliardi di euro saranno destinati al cosiddetto Business Integrato, con una priorità assoluta per l’Europa e il Nord America, mercati che assorbiranno oltre 23 miliardi, mentre circa 3 miliardi verranno indirizzati verso l’America Latina. L’Amministratore Delegato Flavio Cattaneo ha sottolineato che “le azioni manageriali intraprese negli ultimi tre anni ci garantiscono oggi una flessibilità finanziaria per investire nei mercati più dinamici dal punto di vista della domanda elettrica”, confermando l’intenzione di muoversi d’anticipo rispetto ai competitor globali.
IL VOLANO DELLE RINNOVABILI E LO STOCCAGGIO ENERGETICO
Il comparto delle energie pulite riceverà una spinta senza precedenti: sono stati pianificati circa 20 miliardi di euro per le rinnovabili, con un aumento di 8 miliardi rispetto al piano precedente. L’obiettivo è l’aggiunta di 15 GW di nuova capacità, sia attraverso progetti Greenfield che Brownfield, portando il totale installato del Gruppo a oltre 80 GW entro il 2028. La fotografia scattata dal piano indica che oltre il 75% di questa nuova potenza sarà costituita da eolico e tecnologie programmabili, come i Battery Energy Storage Systems (BESS), essenziali per gestire l’intermittenza delle fonti green. Circa il 50% di questi investimenti sarà allocato in Europa, puntando su aste pubbliche, ibridizzazione degli impianti esistenti e attività di repowering, mentre negli Stati Uniti si punterà su contratti di lungo termine come i Power Purchase Agreements (PPA).
LE RETI COME PILASTRO DELLA CRESCITA IN ITALIA
Le reti elettriche rappresentano l’altra metà del cuore finanziario del piano, con uno stanziamento di oltre 26 miliardi di euro. L’Italia giocherà un ruolo centrale in questa partita, ricevendo circa il 55% delle risorse destinate alle infrastrutture di distribuzione. Il resto degli investimenti sarà ripartito tra la penisola iberica e l’America Latina, dove Enel confida in quadri regolatori prevedibili. Questa massiccia immissione di capitale è destinata a far lievitare la Regulated Asset Base (RAB) del Gruppo a circa 58 miliardi di euro nel 2028, segnando un incremento del 22% rispetto ai valori di fine 2025. L’espansione della rete è considerata una precondizione necessaria per rispondere alla crescente elettrificazione dei trasporti e alla domanda dei grandi poli tecnologici.
L’INNOVAZIONE TRA DATA CENTER E INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Una delle novità più rilevanti della nuova strategia riguarda l’ingresso prepotente nel business dei Data Center. Enel intende sfruttare il proprio vantaggio competitivo offrendo agli operatori del settore non solo la fornitura energetica a lungo termine e la connessione alla rete, ma anche siti industriali già pronti all’uso: otto di questi sono già stati identificati. Parallelamente, il Gruppo punta a una trasformazione digitale profonda, con l’obiettivo di portare il 100% delle applicazioni aziendali su Cloud e integrare l’intelligenza artificiale nei processi core. Queste innovazioni, insieme a una gestione selettiva delle risorse, dovrebbero generare ulteriori efficienze per circa 700 milioni di euro entro la fine del 2028, superando il miliardo di risparmi già realizzato in anticipo rispetto alla scadenza del 2025.
SOLIDE PERFORMANCE FINANZIARIE E RENDIMENTI PER GLI AZIONISTI
Sul fronte dei mercati, Enel prevede un miglioramento costante dei risultati. L’Utile netto ordinario per azione (EPS) è stimato in crescita fino a un valore compreso tra 0,80 e 0,82 euro nel 2028, con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 6%. Per l’esercizio 2025, la visibilità sui conti permette di proporre un dividendo complessivo di 0,49 euro per azione. La politica di remunerazione sarà supportata anche da una nuova tranche del programma di share buy-back, approvata dal Consiglio di Amministrazione per un esborso massimo di 1 miliardo di euro. “Grazie alla chiara visibilità sui risultati e all’esecuzione del nostro programma di riacquisto azioni, prevediamo di incrementare ulteriormente la remunerazione degli azionisti”, ha ribadito Cattaneo, confermando che oltre il 90% dell’EBITDA ordinario deriverà da attività regolate o contrattualizzate.
L’IMPEGNO VERSO IL NET ZERO E LA JUST TRANSITION
In un orizzonte che guarda oltre il 2028, Enel conferma la propria tabella di marcia verso la completa decarbonizzazione. È quanto emerge dall’allineamento agli obiettivi dell’Accordo di Parigi, con il target di emissioni zero fissato per il 2040. Entro la fine del 2025, il Gruppo stima di aver già ridotto le proprie emissioni totali di quasi il 70% rispetto ai livelli del 2017. La crescita della capacità rinnovabile e l’incremento della RAB delle reti proseguiranno con un ritmo costante del 5-6% annuo anche nel periodo 2028-2030. In questo percorso, l’azienda ribadisce l’importanza di una “Just Transition”, impegnandosi a tutelare il tessuto socio-economico durante la dismissione delle vecchie tecnologie a favore dei nuovi asset sostenibili.

