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Energia, cosa ha detto Besseghini al Senato

Besseghini

Il presidente di Arera Besseghini in audizione ha parlato di oneri generale di sistema, dispacciamento, fine del mercato tutale e capacity market

“Gli oneri generali che gravano sulla bolletta si aggirano sui 14 miliardi di euro nel 2020, facendo una media grossolana, intorno al 22% della spesa annua del cliente domestico tipo. Questo costituisce un freno per una corretta percezione da parte dei clienti finali sulla convenienza delle offerte sul mercato libero e in generale riduce l’incidenza della quota di prezzo determinata dal mercato sul totale della spesa”. E’ quanto ha detto ha detto Stefano Besseghini, presidente di Arera, in audizione in commissione Industria al Senato sull’affare assegnato sulla razionalizzazione, trasparenza e struttura di costo del mercato elettrico ed effetti in bolletta in capo agli utenti.

GLI ONERI DI SISTEMA E LA FISCALITÀ GENERALE

“La possibilità di ridurre l’impatto in bolletta degli oneri è un obiettivo di sistema che va perseguito, anche gradualmente, cercando di spostare gli oneri sulla fiscalità generale, come più volte ricordato. Questa ha una migliore capacità di ospitare una differente capacità di contribuzione degli utenti ed eliminando alcune tipologie di costi”. E determinando “un flusso positivo sfruttando i ricavi delle aste Ets, in questo momento in crescita di valore”, ha aggiunto Besseghini.

Sul tema della riscossione degli oneri di sistema “il meccanismo costruito dall’Autorità è stato messo in discussione da una serie di sentenze che ha determinato la necessità di intervento”, ha proseguito Besseghini aggiungendo di prefigurare “un percorso stabile di queste partite nell’auspicio generale che si possa dare un assetto più definitivo anche con interventi legislativi” con “un onere a carico del sistema di 750 milioni di euro”.

IL DISPACCIAMENTO

La partecipazione delle risorse diffuse al mercato del dispacciamento “è fondamentale per garantire l’aggregazione delle utenze affinché diventi uno strumento in più per riuscire ad avere un mercato del dispacciamento più aperto che riesca a contenere i costi. Quello che si prospetta è il proseguimento della fase di sperimentazione con una graduale affinamento della regolamentazione”, ha evidenziato il presidente di Arera.

RICARICHE ELETTRICHE E FINE DEL MERCATO TUTELATO

Sulle ricariche delle auto elettriche, il presidente dell’Authority ha ricordato le iniziative portate avanti da Arera per agevolare gli automobilisti soprattutto per ricaricare le batterie in notturna a livello domestico mentre sul tema della centralità del consumatore Besseghini ha parlato della fine del mercato tutelato e chiesto di “rafforzare gli strumenti di informazione, di formazione e di trasparenza a beneficio dei consumatori nonché accogliere le loro esigenze tramite appositi canali di ascolto”. Rispondendo poi a una domanda ha aggiunto che il legislatore per attuare e regolare una simile tematica “necessita di un lavoro puntuale, articolato e impegnativo che assorbe molto tempo e risorse per essere svolto in maniera efficace. Mentre sull’emendamento M5s al Millerproroghe che vorrebbe rinviare la fine del mercato tutelato all’inizio del 2024, Besseghini si è limitato a dire la proposta rientra nell’ambito delle “valutazione della politica”.

AUTOCONSUMO

“Qui più che ribadire le opportunità di tenere distinte gli incentivi dalle regole tecniche credo che uno sviluppo coerente e coordinato sia nei fatti più che un auspicio. Ribadiamo la possibilità di sfruttare il recepimento anche per sistemare la normative stratificate nel corso degli anni”, ha evidenziato Besseghini.

IL CAPACITY MARKET

Sul capacity market “è fondamentale la neutralità tecnologica”, e “non credo che i meccanismi siano disegnati per favorire, a monte, una tecnologia o un’altra”, ha sottolineato escludendo un vantaggio per gli impianti a gas. “Le tecnologie hanno le loro caratteristiche intrinseche ed esistono precisi studi e meccanismi con cui si fanno studi di affidabilità. Il meccanismo è stato capace di attivare le risorse, con la realizzazione di impianti, forse di più impianti di quanti uno immaginasse – ha precisato -. E su questo sarà molto importante avere attenzione al fatto che i meccanismi autorizzativi siano on-time perché l’unica energia rinnovabile che non abbiamo è il tempo”.

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