Il Commissario Dombrovskis esclude la sospensione del Patto di Stabilità nonostante le tensioni in Medio Oriente. Gli interventi per contenere i prezzi non dovranno in alcun modo incentivare i consumi di gas e petrolio.
L’Unione Europea si prepara a gestire l’impatto economico del nuovo shock energetico senza ricorrere a deroghe generalizzate sulle regole di bilancio. Durante un’audizione alla commissione per i Problemi economici del Parlamento europeo (Econ), il Commissario all’Economia Valdis Dombrovskis ha tracciato il perimetro entro cui gli Stati membri potranno muoversi per sostenere famiglie e imprese.
La linea di Bruxelles è netta: eventuali nuovi aiuti per fronteggiare il caro-energia dovranno essere rigorosamente temporanei e selettivi. Soprattutto, il Commissario ha lanciato un avvertimento cruciale sulla natura di questi interventi, che non dovranno in alcun modo tradursi in un aumento della domanda di idrocarburi proprio mentre il continente è chiamato a massimizzare il risparmio di risorse.
IL NODO DEI SUSSIDI E LA TUTELA DEL RISPARMIO ENERGETICO
Secondo l’analisi della Commissione, il sostegno pubblico non deve diventare un incentivo indiretto all’uso dei combustibili fossili. Dombrovskis ha specificato che ogni misura deve avere “una data di scadenza definita” e non deve alimentare la domanda aggregata di petrolio e gas. L’obiettivo è evitare gli errori commessi durante la crisi energetica del 2022, quando molti Paesi vararono provvedimenti a pioggia che risultarono troppo costosi per le finanze pubbliche e poco efficaci nel promuovere l’efficienza.
Bruxelles chiede oggi di mantenere la spesa netta entro i limiti raccomandati dal Consiglio, sfruttando la flessibilità del nuovo quadro fiscale senza però compromettere la transizione ecologica in corso.
COORDINAMENTO EUROPEO PER LA TASSAZIONE DEGLI EXTRAPROFFITTI
Un tema centrale del dibattito energetico riguarda gli utili record accumulati dalle grandi società del settore grazie alla volatilità dei mercati. Su questo fronte, Dombrovskis ha confermato che la tassazione diretta è una competenza sovrana dei singoli Stati, ma ha aperto a una possibile svolta comunitaria. “A rigore, non c’è nulla che impedisca agli Stati membri di applicare una tassa sugli extraprofitti”, ha dichiarato il Commissario in risposta a un quesito dell’eurodeputato Pasquale Tridico.
Tuttavia, per evitare distorsioni nel mercato unico e garantire un prelievo equo su tutto il territorio dell’Unione, Bruxelles sta valutando l’introduzione di un “approccio più coordinato a livello europeo”, che potrebbe fornire una cornice normativa comune per colpire le rendite finanziarie derivanti dall’emergenza energetica.
IL PATTO DI STABILITÀ NON VERRÀ CONGELATO
Nonostante le forti pressioni derivanti dal conflitto in Medio Oriente e il deterioramento delle prospettive di crescita, l’esecutivo UE ha escluso il ritorno alla sospensione del Patto di Stabilità. La clausola di salvaguardia generale, già attivata durante la pandemia, richiede infatti una “grave recessione economica”, condizione che al momento non trova riscontro nei dati macroeconomici.
Sebbene si preveda un rallentamento dell’espansione, Dombrovskis ha ribadito che l’Unione deve imparare a gestire gli shock energetici mantenendo la disciplina fiscale. Il margine di manovra attuale è descritto come sensibilmente più ridotto rispetto al passato, a causa di un debito pubblico già elevato, tassi di interesse che restano alti e la necessità impellente di finanziare il potenziamento della difesa europea.
GLI AMMORTIZZATORI FISCALI CONTRO LO SHOCK ENERGETICO
In questo scenario complesso, il Commissario ha comunque rassicurato sulla capacità del nuovo quadro fiscale UE di assorbire parte dell’impatto negativo. Le regole attuali contengono già degli “stabilizzatori automatici” che offrono un margine di manovra implicito ai governi. Nello specifico, poiché il sistema si concentra sulla spesa netta, la riduzione delle entrate fiscali dovuta al rallentamento economico non deve essere compensata da tagli immediati.
Inoltre, le spese legate agli interessi sul debito e i costi ciclici per gli ammortizzatori sociali sono esclusi dai calcoli principali. Questo meccanismo, secondo Dombrovskis, dovrebbe permettere agli Stati di proteggere le fasce più colpite dall’inflazione energetica senza dover ricorrere a misure d’emergenza che rischierebbero di destabilizzare i mercati finanziari.


