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Come è andata la trimestrale di Eni

Eni

Descalzi: generazione di cassa eccellente grazie ai risultati. Utile netto adjusted di 1,39 miliardi di euro

Nel terzo trimestre dell’anno Eni ha realizzato un utile netto adjusted di 1,39 miliardi di euro (0,23 miliardi nel terzo trimestre 2017). Lo sottolinea il gruppo in una nota aggiungendo che nei nove mesi si è attestato a 3,13 miliardi di euro (più che raddoppiato nei confronti dei primi nove mesi del 2017). L’utile operativo adjusted è stato di 3,3 miliardi di euro nel terzo trimestre, più che triplicato rispetto al periodo di confronto, mentre nei nove mesi è stato di 8,25 miliardi di euro più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo di un anno fa. L’utile netto è stato di 1,53 miliardi di euro nel trimestre e di 3,73 miliardi di euro nei nove mesi.

DESCALZI (ENI): PARTICOLARMENTE SODDISFATTO DEL TRIMESTRE GENERAZIONE DI CASSA ECCELLENTE

“Sono particolarmente soddisfatto dei risultati del trimestre che ci hanno consentito di produrre una generazione di cassa eccellente – ha commentato l’ad di Eni Claudio Descalzi -. Gli incassi netti operativi sono stati pari a 4,1 miliardi di euro, il doppio rispetto al terzo trimestre 2017 e, ancora più importante, il 35% in più rispetto al secondo trimestre 2018 che aveva registrato un prezzo medio Brent simile all’attuale. Tutti i business hanno operato bene, con un Upstream che mette in luce la sua piena capacità di monetizzare scenari favorevoli dei prezzi degli idrocarburi e soprattutto di incrementare il valore anche a scenari costanti. I business mid-downstream dimostrano di aver acquisito un livello di sostenibilità in uno scenario per loro complessivamente non favorevole. Grazie a questa performance raggiungiamo un debito netto di €9 miliardi, in riduzione di circa 900 milioni di euro rispetto a fine giugno pur avendo già corrisposto tutti i dividendi di competenza di quest’anno. Possiamo inoltre confermare per il 2018 una neutralità di cassa di Gruppo, compresa la copertura dei dividendi, a 55 $/barile, oltre 20 dollari più bassa rispetto alle quotazioni Brent attuali, a testimonianza della disciplina finanziaria che siamo determinati a mantenere nel tempo”.

COME VANNO GLI ASSET DI ENI

La Produzione di idrocarburi nel terzo trimestre ha raggiunto gli a 1,8 milioni di boe/g, +1,2% a prezzi costanti ma la crescita è stata frenata dai minori volumi di gas prodotti rispetto alle attese a causa di eventi esogeni in alcuni paesi (nove mesi a 1,84 milioni di boe/g, +3,9% a prezzi costanti). Per quanto il Ramp-up di Zohr in Egitto è stato “conseguito con l’avvio della quinta unità di trattamento il target di produzione di 2 bscfd (365 mila boe/g) a soli pochi mesi dal first gas (dicembre 2017)”. In Messico “è stato approvato dalle Autorità locali il piano di sviluppo accelerato delle scoperte dell’Area 1 nell’offshore del Paese, con riserve stimate in 2,1 miliardi di barili. La decisione finale d’investimento è attesa nel quarto trimestre con avvio in early production nel 2019”. Ottenuta in Egitto anche l’estensione delle due concessioni della Great Noroos Area nel Delta del Nilo e di Ras Qattara nel deserto occidentale che consentirà la ripresa dell’esplorazione “near field”. Tra le ultime scoperte segnalate da Eni il gas in Egitto nella concessione East Obayed, situata in prossimità di asset in produzione, la scoperta a olio di Cape Vulture nel Mare di Norvegia, l’acquisizione di diritti esclusivi di esplorazione e sviluppo del blocco offshore A5-A in Mozambico e 124 licenze esplorative nell’onshore dell’Alaska in aree a elevato potenziale e l’accordo con la National Oil Corporation e la BP per rilanciare l’esplorazione in Libia.

L’EVOLUZIONE DI GESTIONE ENI: CASH NEUTRALITY A 55 DOLLARI/BARILE NEL 2018

Per quanto riguarda la previsione di gestione, nel settore Exploration & Production, la produzione di idrocarburi è attesa allo scenario di budget di 60 dollari/barile “una crescita di circa il 3% nell’anno 2018 vs. 2017 comprensiva dell’impatto negativo sulla produzione di gas di fattori esogeni in alcuni paesi con limitati impatti sulla generazione di cassa. La previsione di crescita – sottolinea Eni – sarà sostenuta dal ramp-up dei grandi progetti operati avviati nel 2017 (Zohr e Noroos in Egitto, Jangkrik in Indonesia e OCTP olio in Ghana), dagli start-up del periodo (Ochigufu, OCTP fase gas, Bahr Essalam fase 2 e Wafa Compression), dal maggior contributo dei giacimenti Kashagan, Goliat e Val d’Agri, e dall’iniziativa negli Emirati Arabi Uniti”. Nel settore Gas & Power ci si attende invece un consolidamento della redditività: “Già conseguita la guidance 2018 di utile operativo adjusted di circa 400 milioni di euro – spiega Eni -. E nuova guidance di 550 milioni di euro”. Sotto il profilo delle vendite di gas sono previste delle flessioni, “in linea con la riduzione degli impegni contrattuali long-term in acquisto e vendita” ma una “crescita dei volumi contrattati di GNL a fine anno a circa 9 milioni di tonnellate”. Nel Refining & Marketing e Chimica il margine di raffinazione di breakeven medio 2018 risulta pari “a circa 3,2 dollari/barile allo scenario di budget”. Confermata, inoltre, “la previsione di margine di breakeven a 3 dollari/barile con il riavvio dell’impianto EST a Sannazzaro previsto nel primo semestre 2019. Lavorazioni in conto proprio delle raffinerie sostanzialmente stabili per migliori performance delle raffinerie di Sannazzaro, Livorno, penalizzate nel 2017 da fermate non programmate, compensate da riduzioni su Taranto e Milazzo. In aumento il tasso di utilizzo degli impianti”. Vendite rete “sostanzialmente in linea con il 2017 sia in Italia sia nei mercati Europa. La quota di mercato Italia è prevista stabile intorno al 24%”. Infine, per la Cash neutrality di Gruppo “confermata la copertura degli investimenti e del dividendo allo scenario Brent di circa 55 dollari/barile nel 2018” e per il Capex “confermata la guidance a 7,7 miliardi di euro per il 2018”.